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Da giovedì 15 giugno scompaiono i supplementi per l’utilizzo di smartphone e tablet all’interno della Ue. Ecco tutti i dati della rivoluzione tariffaria

Roaming addio: in Europa telefonare costerà come in Italia. Ma è tutto vero?

di 
Renato Scialpi
13 Giugno 2017
Diciamolo schiettamente. Sarà che siamo italiani e diffidenti quando si parla di gratuità, sarà che le tariffe delle compagnie telefoniche sembrano costruite apposta per fregarti (o perlomeno per essere molto poco comprensibili), sarà che l’iniziativa era già stata annunciata per il 2016 e poi frettolosamente posticipata.

Risultato: da giovedì 15 giugno parte una vera e propria rivoluzione nel sistema tariffario che cancella ogni supplemento per chi telefona all’interno dell’intera area dell'Unione Europea (28+3 Paesi). Ma la maggior parte degli utenti ne sa poco o nulla. Anzi, in rete c’è chi dice pure si tratti di una fake news.



REQUIEM PER IL ROAMING
Partiamo dalla base. Nonostante le resistenze dei gestori telefonici, l’Unione Europea è riuscita a imporre a partire dal prossimo 15 giugno l’applicazione del cosiddetto Roam Like At Home (RLAH). Ogni cittadino europeo può spostarsi di Paese in Paese senza preoccuparsi della propria tariffa telefonica, visto che servizi voce, sms e dati continuano a essere calcolati con i medesimi costi applicati quando si trova a casa propria.

Di fatto, l’Unione Europea si trasforma in uno spazio telefonico unico, dove ogni cittadino può chiamare e ricevere chiamate senza preoccuparsi del Paese in cui si trova.


Orizzontarsi con lo smartphone per le strade di Lisbona. Dal 15 giugno è gratis.
 
IN QUALI PAESI IL ROAMING VA A ZERO?
I Paesi dello spazio economico europeo coinvolti dall’iniziativa RLAH sono 28: oltre al nostro, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Svezia, Regno Unito (Gibilterra compresa). L’uscita della Gran Bretagna dalla Ue al momento non mette in discussione il rispetto della normativa comunitaria alla base della RLHA.

Entro fine giugno, inoltre, si aggiungeranno Islanda, Liechtenstein e Norvegia che fanno parte della European Economic Area. Restano comunque esclusi Svizzera, Isole Faroe e Isola di Man che non fanno parte dell’Ue. Oltre ovviamente ad Albania, Bosnia, Serbia e Montenegro, per fare degli esempi. Al contrario, sono coinvolti anche territori “lontani” dal Vecchio Continente come per esempio isole Azzorre, Réunion e Guadalupa in quanto dipendenze di Portogallo e Francia.

I VANTAGGI PER IL TURISTA
Due le conseguenze più immediate per chi è in partenza per una vacanza nei Paesi Ue, al di fuori dell’ovvio vantaggio dell’abolizione dei balzelli di roaming su telefonate e sms in arrivo dall’Italia o diretti in Italia.

Il primo è che prenotare un tavolo al ristorante dalla propria camera d’albergo a Parigi, giusto per fare un esempio, non farà più scattare il costo delle chiamate internazionali. In pratica: fino al 15 giugno pagavo la chiamata come una telefonata Roma-Parigi, dal 15 in poi è una banale conversazione compresa nel mio forfait di minuti.

L’altro è che cessa ogni addebito sul fronte della navigazione internet; in questo caso chi ha contratti con tariffe particolarmente basse potrebbe vedersi ridotto il quantitativo di dati utilizzabile all’estero oppure essere chiamato a pagare al massimo 0,77 euro per Megabyte, destinati a calare fino a 0,25 euro/Mb entro il 2022. Ma sono costi in genere marginali.

 
FINE DELLE TRAPPOLE
Tra gli operatori mobili “classici”, Tim e Vodafone stanno già informando i propri clienti del cambiamento; Wind e 3 hanno già cancellato il roaming da qualche settimana. Gli operatori mobili “virtuali” come Poste mobile, CoopVoce, Kena Mobile e Fastweb Mobile toglieranno il roaming a partire dal giorno di scadenza previsto dalle regole comunitarie. Un po’ diversa la situazione per i (pochi) clienti di Lycamobile, tra le rare realtà cui è stata riconosciuta dalla Ue un’eccezione proprio in considerazione della propria modesta quota di mercato.
 
Per chi abita nei pressi del confine, oppure fa brevissime puntate all’estero, dal 15 giugno finisce una volta per tutto l’attivazione indesiderata che in precedenza costringeva a mantenere staccata l’opzione roaming nel telefono. Purtroppo per gli italiani – e in particolare per chi vive nelle aree di Varese, Como, Lecco e Sondrio – la mancata adesione della Svizzera all’iniziativa RLAH non cancella il rischio che le antenne elvetiche poste a ridosso del territorio lombardo attivino costi di roaming non desiderati (famigerato il tratto di autostrada tra Como e il valico di Brogeda).

E, nonostante si tratti di una pratica ormai rara, finisce pure il rischio del “multiroaming” quando il telefono si trova ad agganciare le celle telefoniche di più Paesi in breve tempo. Caso tipico l’area di Strasburgo, dove antenne francesi e tedesche si contendono il cliente con differenze di tariffa molto significative.
 
TUTTI I DETTAGLI IN 25 PUNTI
Confermata l’attivazione del roaming gratuito, senza che i clienti debbano comunicare alcunché al proprio operatore, i dettagli tecnici dell’iniziativa RLAH lasciano comunque spazio a una casistica parecchio articolata, in particolare per chi risiede all’estero per lunghi periodi di tempo.

Proprio per questo l’Unione Europea ha predisposto un vademecum in 25 punti che, almeno in teoria, dovrebbe raccogliere tutti i dubbi degli utenti. Lo trovate qui.
 
A questi link le pagine dedicate al tema dai tre principali operatori telefonici mobili italiani: