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Il monte McKinley è tornato a chiamarsi Denali. E se Agrigento ridivenisse Girgenti?

Quando i nomi geografici cambiano nome...

di 
Piero Carlesi
7 Settembre 2015
La notizia che il presidente Usa Barack Obama ha deciso di restituire al monte McKinley, il monte più alto dell'America Settentrionale (6168 m), il nome originale "Denali" attribuitogli dalle popolazioni native, apre una discussione su un tema, quello del cambio dei nomi, sempre borbottato, ma mai approfondito. La montagna dell'Alaska fu battezzata con il nome del 25mo presidente Usa, William McKinley, nei primi anni del Novecento dopo il suo assassinio nel 1901, ma già quarant'anni fa si cominciò a parlare dell'opportunità di ridarle il nome antico.
Rimanendo fra i nomi delle montagne, nascono spontanee alcune domande: anche il Fitz Roy, sulle Ande patagoniche, e l'Everest, il Tetto del mondo, in Himalaya, si riapproprieranno dei loro antichi nomi, rispettivamente El Chaltén e Chomolungma (in tibetano) e Sagarmatha (in nepalese)? E in Italia? Il Monte Rosa (foto sotto), per esempio, tornerà a chiamarsi Monboso, nome caro a Leonardo e in uso fino al Seicento. E l'Etna si potrà chiamare nuovamente Mongibello?


NON SOLO MONTAGNE...
Ma non sono solo i nomi delle montagne che potrebbero (o dovrebbero) cambiare a favore dei nomi originali: anche nomi di Stati, di città e delle vie. L'elenco può essere molto lungo: celeberrimi i casi Myanmar/Birmania, Ceylon/Sri Lanka, Congo-Kinshasa già Zaire, Zambia già Rhodesia, Leningrado e Stalingrado diventati dopo la caduta dell'Urss, San Pietroburgo e Volgograd. Anche New York si chiamò all'inizio New Amsterdam. Vi saranno altri cambi di nome? Difficile a dirsi, soprattutto quando si tratta di nomi imposti da regimi politici superati. La città di Latina, per esempio, è nata come Littoria ed è impensabile un ritorno al nome originale; non parliamo di New York...! Ma Agrigento potrebbe tornare a chiamarsi Girgenti?

LA TOPONOMASTICA URBANA
Restiamo in Italia: anche molti nomi della toponomastica urbana sono cambiati per motivi vari (politici, ma non solo). A Roma, dopo la guerra, via dell'Impero (già 'via dei Monti' prima del fascismo) diventa via dei Fori Imperiali, mentre nel 1960, anno delle Olimpiadi, piazza Esedra (nome peraltro rimasto ancora in uso fra la gente, come succede a Napoli per Spaccanapoli, in realtà San Biagio dei Librai...) diventa piazza della Repubblica. A Milano piazza della Repubblica è il nome nuovo, successivo alla guerra, di piazzale Fiume.
La caduta di un regime (del colonialismo o del fascismo in particolare per l'Italia) ha determinato sempre cambi della toponomastica, in modo da ripristinare i nomi originari o per sostituire nomi non più ammissibili politicamente. Ne fanno le spese molti nomi legati a Casa Savoia. A Milano viale Regina Elena diventa nel 1944 viale Tunisia; piazza principessa Maria José diventa via Ponte Vetero. Via Principe Umberto diventa via Albania e quindi via Filippo Turati (a Napoli, invece curiosamente il nome della piazza dedicata al figlio del Re Vittorio Emanuele III resta immutato). Ma non è nemmeno vero che tutti i nomi dei Savoia siano stati mutati; dipende dai luoghi: in Puglia il Comune di Margherita di Savoia assume questo nome nel 1879 abbandonando il nome originario di Saline di Barletta e non ci pare che ci siamo progetti di modificarlo.
Sempre a Milano, caduto il fascismo, cadono i nomi legati al regime, ma corso Littorio non può tornare a un nome precedente perché la via non esisteva ed così battezzato corso Matteotti. Corso di Porta Romana invece torna a avere il suo nome originale dopo essere stato durante il ventennio corso Roma, così come via Cerva, solo nel ventennio battezzata via degli Arditi, via S. Marco riprende il suo nome al posto di via Marcia su Roma, via Nirone torna a essere tale dopo essere stata via del Fascio e ugual sorte tocca a piazza Mercanti, dopo essere stata piazza Giovinezza. Via Adua diventa via Larga e Rondò Cagnola, sempre a Milano, cambia nome nel 1930 diventando piazza Firenze.
 

DA TORINO A FIRENZE E VENEZIA
Curioso, a Torino, corso Unione Sovietica: pur con la caduta dell'Urss il nome della via è rimasto immutato.A Firenze dopo l'Unità d'Italia via del Cocomero diventa via Ricasoli, mentre a Napoli via Toledo riprende il suo nome antico dopo essere stata via Roma. A Venezia la Strada Nova è battezzata alla sua apertura nel 1871 via Vittorio Emanuele II; dopo l'8 settembre 1943 le è imposto il nome Ettore Muti; infine dopo il 1945 assume il nome via XXV Aprile.
Concludendo, avete qualche proposta di modifica? C'è qualche nome che vorreste dimenticare per ripristinare quello antico, originale e storico? Per esempio per Vibo Valentia tornare a Monteleone di Calabria (nome in uso fino al 1928)? Di esempi ce ne sono a bizzeffe...