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Cinque motivi per apprezzare una grande istituzione milanese, dedicata all'arte del XX secolo

Perché visitare il Museo del Novecento, a Milano

21 Aprile 2017
 
Spesso chi si reca in visita a Milano, quando deve scegliere un museo, punta su Brera, l'Ambrosiana, magari le collezioni al Castello Sforzesco o una mostra a Palazzo Reale. Oggi invece vogliamo darvi cinque buoni motivi per visitare un museo più giovane, ma non per questo meno importante, scenografico e ricco di contenuti: il Museo del Novecento, che si trova in una posizione centralissima, piazza del Duomo. 
 
Sala Novecento. Foto Thomas Pagani

1. PER LE OPERE
Il Museo del Novecento, all’interno del Palazzo dell’Arengario in piazza del Duomo, ospita una collezione di oltre quattromila straordinarie opere di arte italiana del XX secolo, di cui circa 400 in esposizione. Il museo - inaugurato al pubblico il 6 dicembre 2010 - nasce proprio con l’intento di diffondere la conoscenza dell’arte del Novecento e di consentire una migliore e più ampia visione delle collezioni milanesi. Accanto all’attività espositiva, il museo tra l'altro è impegnato nell’opera di conservazione, studio e promozione del patrimonio culturale e artistico italiano del XX secolo con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico ampio e trasversale.

Umberto Boccioni. Forme uniche della continuità nello spazio, 1913. Bronzo,. Foto Lonati. Copyright Comune di Milano tutti i diritti di legge riservati
 
Le punte di diamante della collazione sono molte. Innanzitutto il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo, cui è dedicata una sala lungo la rampa elicoidale ad accesso gratuito; poi l'omaggio alle Avanguardie Internazionali, con dipinti d’inizio secolo di Pablo Picasso, Georges Braque, Paul Klee, Vasilij Kandinskij e Amedeo Modigliani. L’allestimento prosegue con il Futurismo, rappresentato da un nucleo di opere unico al mondo, con Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Fortunato Depero, Gino Severini, Carlo Carrà, Ardengo Soffici. Non mancano i maestri degli anni Venti e Trenta (de Chirico, Morandi, Martini e Melotti) e i maggiori maestri dell'arte informale, da Burri a Tancredi. La collezione comprende anche opere degli anni a venire, per concludersi con una sala dedicata ad alcuni tra i maggiori esponenti dell’Arte Povera, da Luciano Fabro a Mario Merz, da Gilberto Zorio a Giuseppe Penone. Nella stessa ala, in tre sale dedicate, è allestito un “museo nel museo”: un nucleo di opere scultoree del maestro Marino Marini.
 
Pellizza da Volpedo. Il quarto stato 1898-1901. Olio su tela, cm 560x283

2. PER IL NEON DI FONTANA
A Lucio Fontana è dedicato l’intero ultimo piano dell’Arengario. Sala Fontana è stata progettata come un’opera ambientale immersiva per accogliere il grande soffitto del 1956, proveniente dall’Hotel del Golfo dell’Isola d’Elba e concesso in deposito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Neon di proprietà della Fondazione Fontana e i Concetti spaziali degli anni Cinquanta. Bellissimo, mentre si è circondati dalla grande opera di Fontana, osservare il Duomo dalle ampie vetrate della sala.
 
Sala Fontana. Foto Lonati. Copyright Comune di Milano tutti i diritti di legge riservati
 
3. PER L’ARCHITETTURA
Non dimentichiamo che a ospitare il Museo del Novecento è il Palazzo dell’Arengario: un edificio storico, progettato da architetti del calibro di Griffini, Magistretti, Muzio, Portaluppi, che è stato ristrutturato dal Gruppo Rota proprio per accogliere le collezioni di arte italiana del Novecento. Straordinario e insolito, dunque, il rapporto tra architettura e collezione.
 
Museo del Novecento. Esterno. Foto Paolo Rosselli
 
4. PER LA RAMPA D'INGRESSO
Il progetto di ristrutturazione del 2010 ha permesso di ottimizzare l’utilizzo degli spazi e di trasformare l'edificio in uno dei luoghi privilegiati della cultura a Milano. La grande rampa a spirale all’interno della struttura è forse la cifra architettonica più significativa del museo: un elemento funzionale che collega diversi piani della torre, dal livello della metropolitana alla suggestiva terrazza sul Duomo. Salite almeno fino al Quarto Stato: ne vale la pena.
 
Cactus. Foto Congiu. Copyright Comune di Milano tutti i diritti di legge riservati​

5. PER LA PROIEZIONE VERSO LA CITTÀ
I musei nascondono per mostrare: il Museo del Novecento è invece proiettato verso la città, snodandosi intorno a più fulcri. Per riassumere quanto detto finora: la Collezione Permanente si sviluppa in un percorso cronologico, con un alternarsi di sale collettive e monografiche; la grande rampa a spirale all’interno della struttura introduce alla visita con il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo; il bookshop e il ristorante sono progettati come luoghi di incontro; e il Neon di Lucio Fontana come abbraccio finale alla città. La Raccolta Civica di opere, tra l'altro, si è formata negli anni grazie alla generosità e alla passione dei milanesi per il collezionismo. Dalla nascita del museo, artisti, collezionisti e mecenati partecipano attivamente nella crescita del patrimonio, ampliandolo fino alle espressioni del contemporaneo.
 
I Bagni misteriosi. Giorgio De Chirico, 1973. Foto Paolo Rosselli
 
INFORMAZIONI
Il Museo del Novecento si trova in via Marconi 1 a Milano. Chiuso il lunedì mattina; giovedì e sabato apertura prolungata fino alle 22.30.
L'ingresso è gratuito per i soci Tci.
 
Per rimanere aggiornati su tutti gli appuntamenti in agenda (concerti, incontri, visite didattiche e laboratori) e sulle mostre in corso e in programma, ecco i canali web e social dedicati:
- twitter: @museodel900
- instagram: @museodel900
 
Sala Marino Marini. Pomona e ritratti in bronzo. Foto Luca Carrà - Copyright Comune di Milano tutti i diritti di legge riservati