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Arriva dalla Spagna il due piani panoramico a impatto zero per le grandi metropoli

Per visitare le città nasce il superbus elettrico

di 
Renato Scialpi
31 Luglio 2017
Un capriccio per tacitare le coscienze dei turisti dal cuore green? Alla Unvi, costruttore spagnolo di autobus specializzato in bus a due piani panoramici che portano a spasso i visitatori nelle più importanti città europee (e non solo), non la pensano così.

Il continuo aumento dell’inquinamento nelle metropoli da un lato, il moltiplicarsi di norme che limitano la circolazione nei centri storici dall’altro, “impongono una svolta” sottolineano i tecnici responsabili del progetto. Ovviamente sostenibile, ancor meglio: a zero emissioni.
 
DODICI METRI DI SUPERBUS ELETTRICO
Ancora privo di nome, visto che sarà presentato come prototipo alla fiera Busworld di Courtrai in Belgio in ottobre, l’innovativo superbus sviluppato da Unvi è il frutto delle competenze di un team paneuropeo: il sistema di trazione elettrica arriva dalla tedesca Ziehl-Abegg, le batterie agli ioni di litio dalla polacca Bmz.

Il risultato è un due piani panoramico da 12 metri con tetto scorrevole, caratteristica chiave richiesta dai clienti dei sightseeing tour, e pedana per l’accesso dei disabili, che è in grado di scarrozzare 79 passeggeri in totale assenza di emissioni e senza fare il minimo rumore.



UNA PRODEZZA TECNOLOGICA
La sfida, per i tecnici Unvi, non era da poco: oggi pressoché tutte le trasformazioni a trazione elettrica dei bus prevedono il montaggio del pacco batterie sul tetto. Scelta ovviamente improponibile su un due piani open air.

Gli ingegneri sono perciò partiti dal foglio bianco, progettando ex novo l’intero sistema di trazione: ecco quindi che i motori elettrici sono stati incorporati nei mozzi delle ruote posteriori, così da liberare completamente gli spazi di coda di solito occupati dal propulsore a gasolio. Spazi dove sono stati invece sistemati i pacchi di batterie, contribuendo ad abbassare il baricentro del veicolo.

 
AUTONOMIA: ALMENO 120 CHILOMETRI
L’unico dato che attende la conferma dei test sul campo è l’autonomia della trazione elettrica: il dato dichiarato, grazie alle basse velocità della circolazione urbana e all’adozione di un sistema inverter di recupero dell’energia in frenata, è di almeno 120 chilometri, con tempi di ricarica dell’ordine di sei ore.

Ma bisogna aspettare di vedere il nuovo bus elettrico nelle strade di Roma, Berlino, Parigi, Londra o Dubai – dove già circolano i suoi “fratelli” con motore a gasolio – per avere la certezza che gli ingegneri di Unvi hanno centrato l’obiettivo.

Un due piani panoramico a motore diesel di Unvi.