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Italiani a New York/1

Per sentirsi a casa anche nella Grande Mela ecco la collezione giusta

di 
Barbara Gallucci
21 Febbraio 2014

Mattoni rossi, scale esterne, grandi finestre su altri mattoni rossi e scale esterne. La sede del Center for italian modern art (Cima) si trova al 421 di Broome Street, Soho, Manhattan, New York. Una sede elegante per una collezione importante: quella della famiglia Mattioli, messa insieme in decenni di ricerche, acquisti, investimenti e ora aperta al pubblico grazie all'impegno di Laura Mattioli, fondatrice del museo. L'idea è semplice, quanto geniale: far conoscere al pubblico americano la potenza e la bellezza dell'arte italiana del Novecento.

 

E chi meglio di Fortunato Depero per iniziare questa scoperta? Dal 22 febbraio al 28 giugno circa cinquanta opere dell'artista trentino sono esposte negli accoglienti spazi del museo. Dipinti, sculture, arazzi, collage, disegni e cover databili tra il 1913 e il 1930, realizzati anche negli anni in cui Depero visse a New York. Qui, nel 1928, aprì la Casa Depero Futurista, versione a stelle e strisce di quella di Rovereto che, nel frattempo, mandava avanti la moglie. Una sorta di laboratorio aperto dove artisti e creativi erano invitati a lavorare e condividere spazio e tempo in un confronto continuo e affascinante. In quel periodo Depero avviò anche proficue collaborazioni con Vogue, Vanity Fair e il New Yorker, portando il made in Italy in prima pagina.

 

Ma l'Italia alla conquista di New York continua. Nei prossimi giorni parleremo dell'altro appuntamento dedicato al futurismo che inaugura al Guggenheim proprio in queste ore. E non mancheranno anche delle soprese targate Touring.