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Seguite l'impresa di dieci canottieri: sette tappe e 450 km lungo il Po

Parte reMIVEri, viaggio a remi da Milano a Venezia

di 
Stefano Brambilla
15 Maggio 2015
 
Parte reMIVEri, un viaggio a Milano a Venezia… via acqua! In occasione di Expo Milano 2015, infatti, il CUS-Canottieri San Cristoforo riscopre l’antica idrovia che permette di arrivare a Venezia partendo da Milano, sfruttando solo percorsi d’acqua. L’avventura si ispira a una simile impresa compiuta nel 1927: anche in quella occasione il percorso fu compiuto con un’imbarcazione da canottaggio. 

L’obiettivo del gruppo di canottieri è quello di far conoscere la bellezza e il potenziale di Milano come città d’acqua, ma anche del percorso fluviale lungo tutta la pianura Padana. Saranno in dieci a vogare per 450 chilometri, attraverso 12 città e tre regioni, in sette tappe dal 16 al 24 maggio; e il percorso si snoderà principalmente lungo il Po. Chiara dunque l’affinità di intenti con il progetto Touring Io sono il Po, che sta per prendere il via (tutte le info su www.touringclub.it/po).

L’invito a tutti è quello di partecipare attivamente all’impresa di reMIVEri (dove MI e VE stanno per Milano e Venezia, naturalmente). Sabato 16 maggio la partenza in Darsena a Milano: appuntamento alle 10. Le barche saranno accompagnate da una dragon boat, una barca a remi speciale facile e sicura, adatta a tutti i bambini. Poi via verso Pavia lungo il Naviglio Pavese. Tutti sono invitati a percorrere in bicicletta e con altri mezzi il Naviglio, per seguire e sostenere l’equipaggio.

Tutte le info sul percorso sono sul sito www.remiveri.it e sulla pagina Facebook dedicata. Nei prossimi giorni anche noi su questo sito pubblicheremo i racconti dei vogatori e sosterremo l’impresa. Vi aspettiamo! 



COSA MI ASPETTO DAL VIAGGIO A REMI LUNGO IL PO
Ecco le riflessioni prima della partenza di uno dei partecipanti, Leonardo.
 
"Ed eccoci a due giorni dalla partenza, strana sensazione. Sono stati mesi di cose da organizzare, da capire, mesi di allenamenti, confronti, scambi di idee, dubbi ed entusiasmi, settimane e mesi che parevano non trascorrere mai. Ed invece sono trascorsi. Ed ora, quella strana sensazione che qualcosa di unico stia per accadere, sembra prendere il sopravvento.
 
Perché non sarà solo un viaggio in barca, non saranno solo remate che si susseguiranno per ore e ore, per giorni, macinando chilometri, sarà anche un viaggio nei ritmi lenti della fatica fisica, un viaggio dal sapore antico, nella storia, uno di quei viaggi che l’uomo ha deciso di abbandonare perché i tempi sono cambiati, perché la velocità è divenuta valore esistenziale.
 
Siamo ormai abituati a correre, a muoverci in macchina, in treno, in aereo. Partiamo da un “punto A” ed arriviamo ad un “punto B” senza avere la reale consapevolezza di che cosa ci sia tra questi due punti. Facciamo check-in e pensiamo di aver espletato ogni formalità, ed in effetti è così: viviamo nella dimensione della forma e la sostanza è perduta, si è perduta quella dimensione del tempo lento che ci consentirebbe di essere umani. Calvino lo aveva capito e sottolineato, il secolo scorso, in una delle Lezioni Americane: la lentezza sarebbe stato uno dei grandi temi del terzo millennio. Direi che ci siamo.
 
Remare sarà un modo per tornare un po’ umani, sarà riconquistare la distanze per quello che sono, sarà apprezzare il territorio, sarà vivere ogni scorcio che la natura vorrà regalarci, sarà respirare gli odori degli elementi, sarà desiderare una doccia ed un letto a fine giornata.
Nessuno di noi ha mai fatto un’esperienza come questa. Nessuno di noi sa esattamente cosi ci aspetterà, nonostante la preparazione, lo studio del viaggio, l’analisi di ogni possibile difficoltà. Sappiamo tutto e non sappiamo nulla ed è questo il fascino misterioso della nostra impresa, quel motore nascosto che ci spinge verso la mèta.
 
Pioverà? Troveremo bel tempo? Le correnti si opporranno al nostro lavoro o ci daranno una mano? Ce la faremo fisicamente? Le nostre mani reggeranno lo sforzo? Le nostre gambe? E le chiuse? Si apriranno? Non si apriranno? Un turbinìo di domande ruota dentro di me come un vortice d’acqua che vuole ricondurmi al senso elementare delle cose.
 
Questi pensieri rappresentano quella strana ed affascinante sensazione con la quale mi accingo a partire. Non so se definirlo timore od entusiasmo, adrenalina o paura di non farcela. So che ce la farò, ce la faremo, vogheremo da Milano a Venezia: sarà bellissimo e non sarà più come prima, per colpa di due remi".