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L'incubo di arrivare senza bagaglio e i diritti dei viaggiatori

Nudi alla meta

di 
Tino Mantarro
5 Settembre 2011

Se in tempo di guerra i prigionieri si appellano alla convenzione di Ginevra, al ritorno dalle ferie i viaggiatori devono segnarsi la convenzione di Montreal. È questa la carta che viene in soccorso dei passeggeri del trasporto aereo in caso di smarrimento temporaneo o, ancor peggio, perdita del bagaglio.



Nonostante i dati Iata siano confortanti (il 98% dei bagagli viene consegnato come dovrebbe all’arrivo a destinazione, il restante 2% cento che non appare sul nastro trasportatore arriva nelle mani del legittimo proprietario entro 48 ore), capita ancora spesso che al momento del ritiro si attenda inutilmente di veder apparire la propria valigia sul nastro. Una sensazione pessima, che ricorda da vicino quei momenti al parco, durante l’infanzia, quando si facevano le squadre per giocare a pallone e non si veniva mai scelti. Ma se da bambini un posto in squadra alla fine lo si trovava, da adulti nessuno ha pietà: così se va male può capitare di rimanere per giorni in una città o in un Paese straniero senza un ricambio, uno spazzolino e qualcosa con cui dormire. Alcune compagnie forniscono un kit minimo di sopravvivenza, ma sono pochi quelli che possono vantarsi di averlo usato.


 


Inizia allora l’odissea della coda all’ufficio Lost and found, dove si deve compilare il modulo di reclamo (il Pir, Property irregularity report), si prova a dare una descrizione sommaria della propria valigia (incredibile come non si sia mai fatto caso all’effettivo colore, ma è marrone, grigia, verde chiaro?) e un indirizzo cui farla recapitare. Anche se non in tutti gli aeroporti la portano direttamente in albergo: in molti (soprattutto se il bagaglio è da sdoganare) tocca andare a prendersela di persona. Per questo è sempre utile, anzi è tassativo, farsi dare il numero dell’ufficio lost&found in modo da porterli tempestare di telefonate per sapere dove si trova effettivamente il vostro bagaglio. Grazie al sistema World tracer di cui si servono la maggiornaza delle compagnie, si dovrebbe sapere in tempo quasi reale in che punto della catena di trasporto si è arenata la vostra valigia e quando, ragionevolmente, potrebbe arrivare a destinazione. Mediamente viene riconsegnato ento 72 ore. Se non arriva entro i 21 giorni successivi viene considerato ufficialmente perso. E allora potete tristemente far valere i vostri diritti, inoltrando il reclamo scritto per chiedere il rimborso, cui si devono allegare copia del biglietto, la descrizione dettagliata del contenuto del bagaglio, lo scontrino del bagaglio imbarcato (solitamente è attaccato alla carta di imbarco) e l’originale della denuncia di smarrimento compilata in aeroporto. La stessa procedura si deve seguire anche in caso di ritardato arrivo del bagaglio: entro 21 giorni dalla riconsegna inviate copia del biglietto, il tagliando del bagaglio, la denuncia e gli scontrini delle spese di prima necessità (dai vestiti al necessaire di base) sostenute a causa del ritardato arrivo del bagaglio. E qui entra in gioco la convenzione di Montreal, che dal 1999 ha sostituito la  vecchia convenzione di Varsavia.



Le compagnie che vi aderiscono infatti sono responsabili del danno, derivante dalla perdita o dalla mancata consegna, fino a un massimo di 1131 Sdr (alcune compagnie hanno come tetto mille Sdr). Dove Sdr non è una valuta di un paese sconosciuto, ma sta per Special Drawing Rights, l’unità di conto utilizzata dal fondo monetario internazionale al cui valore è aggangiato il valore del vostro bagaglio. A oggi 1131 Sdr equivalgono a 1269 euro. Se la compagnia non aderisce alla convenzione di Montreal vi deve riconoscere 17 Sdr al chilo. È bene sapere comunque che, secondo quando prevede il contratto di trasporto che sottoscrivete automaticamente comprando un biglietto, le compagnie non rispondono della perdita di oggetti di valore, documenti e soldi contenuti all’interno delle valigie. Una volta spedita la domanda all'ufficio competente della compagnia con cui avete volato, non resta che aspettare e sperare che non venga smarrita. Per cui la prossima volta che volate mettete un paio di mutande e una maglietta in più nel bagaglio a mano.