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Sono le città sconfitte nell'assegnazione del titolo per il 2019

Non solo Matera: le cinque capitali italiane della cultura 2015

di 
Tino Mantarro
18 Novembre 2014
Arrivare primi è sempre meglio, ma avere un buon premio di consolazione può aiutare a riprendersi dalla delusione di non aver vinto. Qualche settimana fa Matera è stata scelta per rappresentare l'Italia in qualità di città europea della cultura 2019, superando Lecce, Siena, Cagliari, Ravenna e l'accoppiata umbra Perugia-Assisi. All'indomani della scelta il ministro della cultura Franceschini aveva espresso l'auspicio che lo sforzo progettuale fatto da queste cinque città non andasse perduto, ma venisse in qualche modo salvato e messo in pratica. Certo, c'era da capire come farlo.
 
LE CAPITALI ITALIANE DELLA CULTURA
L'idea del ministro era di creare le città italiane della cultura, l'equivalente nazionale del progetto europeo. Certo un progetto con meno richiamo internazionale e meno budget, ma probabilmente un buon modo per recuperare almeno in parte le buone idee che le varie città avevano messo in campo per interpretare a loro modo l'anno europeo della cultura. Qualche giorno fa è arrivato l'ok del governo all'idea di Franceschini. Siena, Lecce, Cagliari, Ravenna e Perugia-Assisi saranno le capitali italiane della cultura 2015. E il governo le finanzierà con 200mila euro ognuna purché questo venga impiegato per realizzare uno dei progetti che avevano inserito nella proposta di programma consegnata alla commissione che lo scorso settembre ha analizzato le candidature. Una scelta che soddisfa i sindaci delle cinque città, anche se vorrebbero che in finanziamento fosse più ricco come ha sottolineato il sindaco di Lecce, Paolo Perrone. «Ci serviremo del titolo per valorizzare il lavoro svolto da Lecce 2019, per rendere merito alla dedizione e alla fiducia che in questo progetto aveva riposto l’intera comunità leccese. Motivo per cui, coincidendo il 2015 anche con l’anno dell’Expo, mi auguro che il Ministro riveda la dotazione riservata ad ogni città pari all’importo di 200 mila euro, liberando maggiori risorse dal decreto Destinazione Italia che possano consentire a Lecce di essere all’altezza delle aspettative e di attuare i numerosi e importanti progetti in cantiere».
 
Insomma: non è un premio di consolazione, ma è un'opportunità. Speriamo venga sfruttata a dovere.
 
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