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Fino alle dune di Merzouga, passando per i tornanti di Tizi N-Ticha e le gole del Dades, la Hollywood di Ouarzazate, le oasi e le kasbe tra canyon e montagne

Marocco on the road, 10 idee per un viaggio memorabile tra Marrakesh e il deserto

di 
Fabrizio Milanesi
9 Novembre 2017
 

“Bienvenu au Maroc”. Il saluto in forma di manifesto all’uscita dell’aeroporto di Marrakech è di cortesia. Già dai primi passi si intuisce che sarà un viaggio affollato, ricco di contrasti e profumi (“speziato, molto speziato” direbbe il PonchiaAbatantuono di “Marrakech Express”). Giardini verdi e curati accolgono i flyers in attesa di un’auto che li porti a meta, nel nostro caso un viaggio emozionante a sud, fino alle dune dell'Erg Chebbi.

In Marocco non è difficile viaggiare in autonomia. Serve una porzione mignon di vocabolario francese, predisposizione alla gentilezza (che vi verrà restituita a piene mani ) e un’auto, meglio se performante e solida. La nostra scelta è radicale: cerchiamo spazi e ispirazioni. Quindi lasciamo Marrakech alla sua vita brulicante e glam e diamo gas preparandoci a uno dei percorsi più spettacolari del Marocco. 
 
La strada che si percorre fu costruita dai francesi come alternativa alle antiche vie carovaniere che passavano per la valle dell’Ounila. Oggi quella via è ancora li ad aspettare i viaggiatori che nonostante il numero di camion e autobus diretti a sud, vogliono raggiungere le kasbe e il deserto. Nessun obbligo, solo 10 consigli per non lasciare rimpianti sull'Atlante.
 
1. AFFRONTARE LA SALITA AL TIZI N-TICHKA
Si lascia Marrakech da Bab Rhemat e si attraversa un paesaggio di ulivi e campi coltivati alle prime propaggini dell’alto Atlante, fino a inoltrarsi nella valle solcata dall’uadi Zat, alle pendici del genel Tasghimout. Dopo il villaggio di Ait Ourir, si scorgono le rovine di uno dei due accampamenti fortificati almoravidi di Tasghimout, la “piccola collina”, costruiti all’inizio del XII secolo a controllo della strada della montagna. Il punto più coinvolgente è l’ultimo tratto prima di guadagnare il passo dei pascoli, il Tizi n-Tichka, a quota 2260 metri. La salita è sinuosa e disegna un paesaggio lunare.
 

 
2. SCOPRIRE LA KASBA DI TELOUET
Bastano quattro chilometri di auto dopo il passo di Tizi n-Tichka per imboccare una deviazione a sinistra su una strada asfaltata (non sempre in buone condizioni) che porta a Telouet, un villaggio appollaiato a 1800 metri di quota in una valle sul versante sud dell’Atlante. Su un’altura che domina il corso dell’uadi sorge l’ottocentesca kasba di Hadj Thami el-Glaui (1879-1956), La kasba (la visita è a pagamento dalle 9 al tramonto) era il quartier generale di uno degli ultimi grandi capi tribali del Sud, un pascià di Marrakech.
 

 
3. IL FASCINO DELLO KSAR DI AIT BENHADDOU
Dopo Agouim, scendiamo nella valle dell’asif Iminni. Un consiglio è fare una sosta per portarsi a casa qualche scatto della catena dell’Alto Atlante. Si riparte costeggiando la zona mineraria dell’Iminni (il manganese), fino ad Amerzegane e con una deviazione di 9 chilometri sulla sinistra, poco prima del villaggio Tazentoute, si arriva ad Ait Benhaddou. È un villaggio fortificato con torri merlate a ridosso della montagna.
 
Siamo in uno degli ksar più suggestivi del Marocco, tutelato come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Le mura a strapiombo, le torri e le merlature a protezione di un labirinto di vicoli e passaggi coperti. La sua bellezza è stata immortalata in grandi classici del cinema: “Lawrence d’Arabia” (1962), “Il diamante del Nilo” (1985), “Il Gladiatore” (2000) e Alexander (2004). Per godervi l’atmosfera del luogo andateci se potete il mattino presto o al tramonto, il rischio è un po' di sovraffollamento.
 

 
4. GUIDARE SULLA N10, NEL DESERTO DELL’ATLANTE
A nord le pendici dell’Alto Atlante, a sud il gebel Saghro. In mezzo un altopiano eroso e ondulato a una quota tra i 1000 e i 1500 metri. A interrompere i colori della terra le chiazze di verde intenso delle oasi. È un’emozione liberatoria percorrere i 350 chilometri fino a Er-Rachidia, guidando attraverso un deserto di montagna dagli scenari spettacolari. Le soste da non perdere sono Skoura, Tineghir, Tinejad e Goulmine: oasi in cui addentrarsi a piedi, all’ombra delle palme, tra frutteti, orti e colture di rose.
 

 
5. A OUARZAZATE, LA HOLLYWOOD DEL MAROCCO
A 1160 metri di quota è l’unica città importante oltre l’Atlante, alla confluenza delle valli del Dra e del Dades. È la casa base strategica per esplorare il sud pre-sahariano. I francesi l’avevano fondata nel 1928 come base militare e amministrativa, si è poi sviluppata come centro amministrativo e di produzione cinematografica, diventando la Hollywood del Marocco. Ed è proprio alla periferia di Ouarzazate che si accede agli Atlas Studio, aperti nel 1983 per la produzione de “Il Gioiello del Nilo”, con interpreti Michael Douglas e Kathleen Turner. La visita si snoda tra scenari di pellicole famose, dalle piramidi di “Cleopatra” (1999) al tempio buddista di “Kundun” (1197).
 
 
6. ENTRARE NELLA VALLE DELLE ROSE
Kelaa des Mgouna è un villaggio fortificato a quasi 1500 metri di quota sulla riva sinistra dello uadi Mgoun, che sbocca dalla montagna per confluire nello uadi Dades. Nel suo territorio si pratica la coltivazione delle rose damascene, la distillazione dell’essenza e la produzione di acqua di rose, saponi, creme e profumi. A raccogliere i petali sono le donne, al mattino presto, prima che si alzi il sole. Poi i petali vengono messi a seccare all’ombra dei cortili delle kasbe. Le coltivazioni, con oltre 4000 chilometri di siepi, iniziano dopo Skoura e continuano fino al villaggio di Tamalout. Si guida su una strada asfaltata tra il verde delle coltivazioni e montagne rosa che danno più dei fiori il nome alla valle. (ovviamente il periodo migliore per transitare è quello del mese di fioritura, maggio).
 

7. INOLTRARSI NELLE GOLE DEL DADES
Guidare tra i panorami dell’alta valle dello uadi Dades è un'esperienza unica. I primi chilometri sono dominati dal verde e dalla dolcezza del paesaggio. Ma i pendii della valle si chiudono formando un canyon, . Siete immersi in uno dei paesaggi più famosi del Marocco. Una volta era arduo inoltrarsi nelle Gole. Oggi il compito è agevolato dall’asfalto che copre la strada fino al villaggio di Imilchil, sugli altipiani dell’Atlante.
 
Vale la pena continuare a guidare almeno fino alle kasbe di Ait Arbi, ai piedi di fantastiche rupi vulcaniche, perché la strada sale, ora allontanandosi dallo uadi Dades, valica un colle, attraversa una zona di rocce erose per rientrare nel solco del fiume.  Il tratto più spettacolare inizia dopo il ponte di Ait Oudinar quando il canyon si stringe in una morsa e la strada si inerpica lungo la parete rocciosa a strapiombo.
 

8. SULLA N12 DA RISSANI A ZAGORA
Da Rissani parte la strada che in 233 km conduce a ovest verso la valle del Dra, evitando di rifare al contrario la valle del Dades. La N12 costeggia i rilievi aridi e selvaggi del gebel (altopiano) Saghro e i paesaggi desertici presahariani. Dopo 94 chilometri si incontra Alnif, un villaggio a un crocevia di strade. Proseguendo sulla N12 si incontra Tazzarine, un’oasi erbosa tra i monti, al centro di un’area ricca di incisioni rupestri (meglio ingaggiare una guida locale per visitarle). Da qui sempre la N12 diventa una semplice “pista” che vi conduce a Zagora.
 
 
9. A MERZOUGA PER UNA NOTTE NEL DESERTO
Questo villaggio è una delle mete più popolari del Marocco per la presenza delle fascinose dune dell’erg Chebbi, una catena di dune sabbiose che mutano con il vento. Vero è che l’estensione dell’erg è ridotta a soli 27 km di lunghezza e 7 di larghezza. Un piatto dorato e sinuoso che si appoggia sul deserto di sassi che arriva al confine algerino. Ma le dune, alte fino a 150 metri, consentono ai turisti di vivere una sorta di illusione sahariana, e ai locali di vivere organizzando carovane di dromedari e notti “tipiche” sotto le stelle del Marocco. 
 

 
10. TORNARE PER SCOPRIRE MARRAKECH
La medina dalle mura ocra, i palazzi senza tempo, le moschee, i patio rinfrescati dalle fontane e il labirinto dei vicoli. I bazar e i viali ariosi  e i giardini della città nuova, i caffè languidi, gli hammam e gli hotel charmant, la vita di notte nei club e la vita e basta nella meraviglia insonne della piazza Jemaa-el-Fna. Bisogna tornare in Marocco anche per questo.
 
Djamaa-El-Fna, la piazza di Marrakesh che non dorme mai

IN MAROCCO CON LE GUIDE DEL TOURING CLUB ITALIANO
Questo itinerario nasce da un viaggio in autonomia, due auto in un periodo primaverile, ma si è arricchito delle preziose informazioni e suggerimenti dei nostri autori. Ovviamente è un raccolta di spunti a cui aggiungere il buon senso di informarsi sulle condizioni delle strade, sopratutto in inverno. Per non perdere il meglio del Marocco comprate nei Punti Touring e sul nostro Store online a prezzi scontati per i Soci TCI e utenti web la Guida Verde TCI Marocco e la Cartoville Marrakech.