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Partito il viaggio della ultracycler che percorrerà 48 Stati in 48 giorni con uno scopo benefico

L'impresa di Paola Gianotti negli Usa: la prima settimana

di 
Stefano Brambilla
6 Maggio 2016

Paola Gianotti è partita per la sua nuova impresa. Vi ricordate la testimonial Touring che pedalava verso Oslo per portare la candidatura della bici al premio Nobel per la pace? L’idea di "Bike the Nobel" era stata del programma di Radio 2 Caterpillar e noi, tra gennaio e febbraio, l’avevamo raccontata giorno dopo giorno su questo sito. Ora Paola sta pedalando per raggiungere un nuovo record: una nuova sfida, tutta dedicata alle donne.



LA PRIMA SETTIMANA NEGLI STATI UNITI
L’atleta ultrabiker ha cominciato il weekend scorso un viaggio attraverso i 48 stati attigui degli Stati Uniti d’America. Obiettivo: realizzare l’itinerario in 48 giorni, per un totale di oltre 12.000 chilometri, con circa 60.000 metri di dislivello. Non è la prima volta che Paola pedala negli Stati Uniti: già l’aveva fatto nel 2014 durante il giro del mondo in bici, per cui aveva realizzato il Guinness World Record. 


Il viaggio è iniziato dalla città di Walla Walla, nello Stato di Washington, e nei primi giorni è poi proseguito per Oregon, Idaho, Utah e Nevada. Le parliamo mentre si trova a un centinaio di chilometri da Las Vegas. “All’inizio c’era l’adrenalina della partenza” ci ha raccontato “e il primo giorno è andato via veloce, anche se subito ho fatto 3000 metri di dislivello e le salite si sono fatte sentire, soprattutto sulla mia schiena. Il secondo giorno ha coinciso con il mio compleanno e ho festeggiato 35 anni mentre mi trovavo in Oregon!”.



“L’ostacolo più significativo di queste giornate è stato il vento: spesso mi sono trovata a pedalare con raffiche di vento contrario che mi hanno molto rallentato” ci ha raccontato Paola, che è scortata dal suo team e dall’inseparabile camper. “Il vento asciuga mente e fisico! E anche l’asfalto a volte non è in ottime condizioni. Ma il paesaggio è bellissimo e continua a cambiare: da foreste a montagne al deserto. Le temperature sono estreme: in un giorno sono passata da 2 a 45 gradi! In Nevada ho pedalato per ore a 2000 metri di altezza”. 





IL LATO SOCIALE
Come già in passato, Paola ha abbinato all’iniziativa un progetto sociale. "Non mi piace pensare ad imprese esclusivamente sportive. Credo che il bello di queste sfide non sia solo mettere alla prova i propri limiti ma, soprattutto, poter cambiare con piccoli gesti la vita delle persone meno fortunate. Per questo motivo ho raccolto fondi per acquistare 48 biciclette in Uganda e donarle a 48 donne che non abbiano la possibilità di acquistarle; la risposta dei miei follower è stata davvero eccezionale, consentendomi di raggiungere l’obiettivo economico per comprare le bici in pochissimo tempo. Oggi sono già oltre 50 bici acquistate e sono molto contenta di poter cambiare la vita ad un numero maggiore di donne”. 

Le persone che la seguono e sostengono hanno acquistato le tappe del viaggio tramite il sito ufficiale, www.keepbrave.com, con donazioni variabili da 60 a 120 euro; il prossimo mese di luglio Paola si recherà in Uganda dove l'ambasciatore italiano Domenico Fornara la accompagnerà ad acquistare le biciclette da un produttore locale, per donarle alle donne del Karamoja, la regione meno sviluppata del paese, recente teatro di violenti conflitti. 

"In Uganda la bicicletta cambia la vita alle persone. I ragazzi devono fare quasi trenta chilometri a piedi per raggiungere la scuola e poi si addormentano sui banchi perché troppo stanchi. Non riescono ad andare ai pozzi e le infermiere non possono raggiungere i villaggi per curare le persone perché non hanno alcun mezzo di spostamento. Chi ha fatto la donazione comprando una tappa del mio viaggio ha cambiato la vita, con un piccolo gesto, a una persona meno fortunata. Penso che questo valga molto di più di qualsiasi record sportivo”.