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Due capolavori e una mostra, per raccontare il Rinascimento fin dalle sue origini

Leonardo a Urbino con la “Bella Principessa”, ma Natale ci regala anche Raffaello e Giotto

di 
Marco Lovisco
5 Dicembre 2014
Tre mostre, che valicano i secoli e i confini regionali per (ri)scoprire il Rinascimento, dalle sue lontane origini fino al suo magnifico compimento. Si parte dalla mostra di Fabriano sull'arte tardo-medievale con opere di Giotto da Bondone, che con le sue innovazioni ha dato inizio ad una concezione dell’arte allora sconosciuta in occidente, fino a Raffaello e Leonardo, in mostra a Milano e Urbino, con cui tale concezione ha raggiunto l’apice, donando al nostro Paese uno dei periodi più fulgidi della sua storia.
 
Due capolavori e una mostra, che portano in giro per l’Italia frammenti di pregio della sua arte. Milano, Urbino e Fabriano scelte come sedi di tre importanti eventi, un regalo di Natale anticipato che non potrebbe essere più gradito.
 
 
URBINO: LA "BELLA PRINCIPESSA” DI LEONARDO DA VINCI
(fino al 18 gennaio al Palazzo Ducale)
 
Questo ritratto su pergamena, a dispetto delle sue piccole dimensioni (33x22,9 cm) racconta una storia interessante. Si tratta dell’ultima opera attribuita finora a Leonardo: solo nel 2009 infatti gli studiosi hanno potuto conferire la paternità del dipinto al maestro del Rinascimento, grazie ad un’impronta digitale individuata sulla tela. Nonostante alcuni studiosi contestino tale attribuzione, l’opera è passata dai 21.850 dollari con cui è stata battuta ad un’asta di Christie’s nel 1998, ai circa 107 milioni di euro attuali.

Il dipinto di Leonardo pare rappresenti Bianca Sforza (è infatti conosciuta anche come “Ritratto di una Sforza”), figlia primogenita del duca di Milano Ludovico il Moro e di Bernadina de Corradis, amante del duca. Se fosse confermata tale attribuzione, l'opera, a dispetto dell'armonia compositiva e dalla leggiadria di forme e colori, racchiuderebbe una storia triste, quella di una principessa morta a causa di una gravidanza a soli quattordici anni, nel 1496. Un esempio di come l'arte possa preservare la bellezza rendendola immortale.
 
L’opera, appartenente ad una collezione privata, è esposta per la prima volta in Italia. Sarà ospitata nella Sala del Trono del Palazzo Ducale di Urbino fino al 18 gennaio 2015. L’iniziativa, patrocinata dal Touring Club Italiano, è a cura di Vittorio Sgarbi, assessore alla cultura del comune di Urbino.

Biglietto ridotto per i soci del Touring Club.
 
 
 
MILANO: “LA MADONNA ESTERHAZY” DI RAFFAELLO SANZIO
(fino all’11 gennaio a Palazzo Marino)

 
Nonostante le dimensioni ridotte (20x21,5 cm), questo capolavoro di Raffaello ha una lunga storia. L’opera, in prestito dal museo delle Belle arti di Budapest, si trova in Ungheria dal XVIII secolo quando l’allora papa Clemente XI la diede in dono all’imperatrice Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbuttel, madre di Maria Teresa d'Austria, regina di Boemia e d'Ungheria nonché imperatrice.
 
Il dipinto di Raffaello fu inoltre al centro di uno dei furti di opere d’arte più noti degli ultimi decenni. Fu infatti trafugato insieme ad altre sei opere di maestri italiani nel 1983 e poi ritrovato dal Nucleo Carabinieri Tutela patrimonio Culturale in un monastero greco abbandonato. I colpevoli furono arrestati: i ladri risultarono essere di nazionalità italiana.
 
L'ingresso alla mostra è gratuito.
 
 
 

Per comprendere il Rinascimento è necessario fare un passo indietro, perché è nel Medioevo che vengono poste le basi su cui si costruirà la “rinascita” dell’arte italiana e mondiale. Per questo oltre a far visita alle opere di Raffaello e di Leonardo, consigliamo una tappa a Fabriano per la mostra “Da Giotto a Gentile: pittura e scultura a Fabriano fra Due e Trecento”, approfittando della decisione degli organizzatori di prorogare la mostra fino al 18 gennaio. L’evento, a cura di Vittorio Sgarbi, si sviluppa in varie sedi all’interno della città marchigiana come la chiesa di Sant’ Agostino, la chiesa di San Domenico e la cattedrale di San Venanzio.

Oltre 100 opere tra cui dipinti, pale d'altare, tavole, affreschi e sculture di artisti come Gentile da Fabriano, il maestro di Campodonico, Lorenzetti, Allegretto Nuzi ma soprattutto Giotto, da molti considerati uno dei padri del Rinascimento, grazie alla sua concezione moderna dell’opera pittorica resa attraverso l’introduzione di una seppur rudimentale prospettiva e la ricerca di un realismo sconosciuto ai suoi contemporanei.
 
Biglietto ridotto per i soci del Touring Club.
 
 
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