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Dalla Lombardia alla Sicilia il 17 gennaio si celebra uno dei santi più venerati del Paese

Le feste di Sant'Antonio, tra falò e benedizione degli animali

di 
Stefano Brambilla
11 Gennaio 2017

In Italia esiste una vera e propria venerazione per Sant’Antonio Abate (da non confondere con Antonio patrono di Padova): basta passare in rassegna le decine di eventi organizzati in suo onore il 17 gennaio, data della sua morte, dalla Lombardia fino alla Sicilia. Eppure leggendo qualche cenno della sua biografia si scopre che il santo non ha alcun legame con il nostro Paese: Antonio fu un eremita egiziano, vissuto nel IV secolo dopo Cristo, cui si deve l’inizio del cosiddetto “monachesimo cristiano”, ovvero della scelta di passare la vita in solitudine per ricercare una comunione più intensa con Dio. Evidentemente bastò questo “primato” per diffondere il culto in tutta Europa, cui si aggiunsero, nel tempo, molti tratti popolari.

Fin da epoca medievale, Sant’Antonio viene infatti invocato in Occidente come patrono dei macellai, dei contadini e degli allevatori e come protettore degli animali domestici; questo, forse, perché dal maiale gli antoniani (i seguaci di Antonio) ricavavano il grasso per preparare emollienti da spalmare sulle piaghe. Antonio, dice la tradizione, era anche un taumaturgo capace di guarire le malattie più tremende. E poi, c’è la credenza popolare che vuole che il Santo aiuti a trovare le cose perdute. Al nord si dice "Sant'Antoni dala barba bianca fam trua quel ca ma manca” e al sud - dove viene spesso chiamato Sant’Antuono, per distinguerlo da Antonio da Padova - "Sant'Antonio di velluto, fammi ritrovare quello che ho perduto”.
 

LA FOCARA DI NOVOLI
Tra i tantissimi riti compiuti in onore di Sant’Antonio, quello dell’accensione dei fuochi occupa un posto di rilievo. A iniziare da Novoli, in Salento, dove lo spettacolo è davvero impressionante, così come impressionante è l'affulenza: per la festa della Focara e di Sant'Antonio Abate sono attese 200mila persone (150 mila nei giorni clou dell'accensione e dei concerti).

Dal 16 al 18 gennaio, infatti, si accende la focara, un falò enorme, il più grande del bacino del Mediterraneo, costituito da una gigantesca pira alta 25 metri e larga 20 metri, realizzata da 70 mila fasci di vite, cui viene dato fuoco secondo precisi rituali e tradizioni. Uno spettacolo da vedere almeno una volta nella vita: l’accensione è prevista la sera del 16, con un grande spettacolo pirotecnico.


LE FESTE IN LOMBARDIA
La Lombardia è una delle regioni in cui più si festeggia Sant’Antonio. Soltanto nel Sudovest milanese, il 17 gennaio vengono accesi falò in 12 Comuni! Eccoli: Albairate, Bernate Ticino, Besate, Boffalora sopra Ticino, Cassinetta di Lugagnano, Corbetta, Cuggiono, Cusago, Morimondo, Ozzero, Robecco sul Naviglio e Turbigo. 
Segnaliamo poi, tra i tantissimi, i fuochi di Erba (Co), Sant'Angelo Lodigiano (Lo) - dove vengono distribuite le offelle, dolce tipico locale - Vimercate (Mb), Varese; nel capoluogo l’appuntamento è alle 21 del 16 gennaio in Piazza della Motta, dove la grande pira brucerà contornata da bancarelle alimentari. Il giorno di sant’Antonio, martedì 17, alle 11, sul sagrato della chiesa di Sant’Antonio alla Motta ci sarà invece la benedizione degli animali e il lancio dei palloncini dei bambini delle scuole elementari. A Saronno (Va) il 17 sagra con la benedizione degli animali e delle auto, seguita dal falò nel parco degli Alpini.
 

Varese, foto di Guido Rubino

A MAMOIADA VIA AL CARNEVALE
In alcuni paesi il giorno di Sant’Antonio si anticipa tradizionalmente il Carnevale. E’ il caso di Mamoiada, in provincia di Nuoro, dove si fa festa il 16 e il 17 gennaio: per tutta la notte, i falò illuminano varie piazze della cittadina, propiziando l’avvento dell’anno nuovo. Contemporaneamente, le tradizionali maschere dei Mamuthones e Issohadores escono dalle case e danzano attorno al fuoco, dando vita alla prima “sfilata” carnevalesca: uno spettacolo tra i più suggestivi e ancestrali della terra sarda. Non mancano naturalmente le degustazioni di prodotti locali, preparati dalle sapienti mani delle donne della cittadina, come il tipico dolce papassinu biancu e nigheddu e il coccone 'in mele (pane dolce con miele e zafferano). 
 

GRANDE FESTA IN SICILIA
Troina (En) Sant'Antonio Abate viene festeggiato addirittura con due feste durante l'anno, una a gennaio e una a luglio. La prima inizia molti giorni prima della festa vera e propria, con i giovani dei vari quartieri che raccolgono grossi cumuli di legna che verranno poi bruciati la vigilia del 17. E’ infatti la sera del 16 gennaio che si accendono i “pagghiara", enormi falò che vengono costruiti in tutti i quartieri del paese: a chi passa ad ammirarli, non mancano in offerta molte leccornie tipiche. Ad organizzare il tradizionale evento la Confraternita di Sant’Antonio.

Volete segnalarci altre feste legate a Sant'Antonio? Scriveteci nei commenti!