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Giovedì 15 settembre dalle 18.30 la presentazione del libro "Un'altra America"

Le città "italiane" degli Stati Uniti: venite a conoscerle al Punto Touring di Milano

di 
Tino Mantarro
9 Settembre 2016
Si chiama voglia di partire, ancora. Anche rimanendo fermi, anche se si è appena tornati dalle vacanze. Partire seduti in poltrona, leggendo e pensando al prossimo viaggio, fosse anche solo sulla carta. Riprende al Punto Touring di Milano (corso Italia 10) Compagni di viaggio, il ciclo di incontri dedicato ai libri che raccontano di luoghi ed esperienze di viaggio. Primo appuntamento giovedì 15, dalle 18.30: Barbara Gallucci, giornalista di Touring, dialoga con Alberto Giuffré, autore di Un’altra America, edito da Marsilio.
 
L'INTERVISTA
Un viaggio a Rome, Milan, Verona, Palermo, Florence, Naples, Genoa e Venice. E non abbiamo sbagliato la grafia: si tratta di otto città in altrettanti Stati americani. Sono il pretesto per guardare il lato meno noto degli Usa e cercare di capire dove sta andando un Paese che a breve dovrà decidere del suo futuro con le elezioni presidenziali. Ecco un assaggio di quel che si potrà ascoltare giovedì dalle 18.30 al Punto Touring di Milano.
 
Com’è nata l’idea di raccontare le città “italiane” negli Usa?
Guardando le mappe. Gli Stati Uniti sono una passione da viaggiatore e giornalista, però volevo raccontare qualcosa di diverso e i nomi “all’italiana” mi incuriosivano. Dopo sei mesi di studi e ricerche sono partito.
 
Con quale criterio sono state scelte le città?
In tutto il mondo, e negli Stati Uniti in particolare, le città che hanno preso un nome italiano sono tantissime. Io ho cercato i casi più interessanti e diversi tra loro, tra il New Jersey e la California.
 
L’attualità e l’informazione sono le linee guida della narrazione...
Sono un giornalista e mi interessava trovare storie che fossero in qualche modo esemplificative di uno stile di vita statunitense in questi anni. A Venice, in California, sono entrato in contatto con programmatori, inventori di applicazioni per telefoni, ingegneri ed esperti nella produzione di videogiochi. Tutti italiani che hanno scelto la cosiddetta Silicon Beach per vivere e lavorare. Emigranti molto diversi dall’immagine del passato... Decisamente. Dall’altra parte del Paese, nel New Jersey, sono andato a Verona. Qui i movimenti migratori italiani hanno una storia di impegno e fatica, ma anche mafia e criminalità. La città è stata spesso immortalata in film e serie tv come i Sopranos che raccontavano le vite di italiani mafiosi. Ora però sono stanchi di avere addosso quest’immagine e vorrebbero raccontare anche altro come l’attore italoamericano Alex Corrado che sogna di fare un film su Leonardo da Vinci, ma si ritrova spesso nei panni del “picciotto”.
 
L’America più profonda come si presenta alle elezioni di novembre?
Nell’epoca post crisi economica l’elemento più evidente è la scomparsa della classe media. Quella immortalata in mille film e che identificava lo stesso American way of life, lo stile di vita. Rimane però costante il messaggio ottimista e talvolta retorico del riscatto possibile lavorando sodo. Me ne sono accorto a Palermo, nel North Dakota, dove c’è il tasso di disoccupazione più basso del Paese grazie alla massiccia estrazione del petrolio. Un posto non proprio bello, ma dove lavorando duro ci si può risollevare, come mi ha raccontato Casey, parrucchiera a Las Vegas e ora spogliarellista in North Dakota. Una scelta estrema, ma con uno stipendio a tanti zeri.
 
 
GLI ALTRI APPUNTAMENTI DI COMPAGNI DI VIAGGIO
Giovedì 22 settembre dalle 18.30, Tramonto birmano (Add editore) con la curatrice, Ilaria Benini, che discuterà del Myanmar con Tino Mantarro, giornalista di Touring
 
Giovedì 29 settembre dalle 18.30, La libertà viaggia in treno (Laterza) di Federico Pace che dialogherà con Tino Mantarro, giornalista di Touring.