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Esce di produzione la 4x4 per antonomasia. E gli appassionati si contendono gli ultimi esemplari

Land Rover: suona l'ora della pensione

di 
Renato Scialpi
19 Febbraio 2015
A 67 anni in Italia si va in pensione. Al quartier generale della Jaguar Land Rover, in Gran Bretagna, probabilmente lo ignorano. Ma nell'annunciare l'uscita di produzione per dicembre 2015 del modello Defender – denominazione del XXI secolo della Land Rover per antonomasia nata nel 1948 – i dirigenti del gruppo inglese (ma dal 2008 di proprietà dell'indiana Tata) hanno inconsapevolmente rispettato proprio le norme italiane sulla “messa a riposo”.

L'AUTO PERSONALE DI SUA MAESTÀ
Il pensionamento della “Landy”, com'è familiarmente soprannominata, getta nella disperazione un ampio circuito di appassionati del 4x4 ai quattro angoli del mondo. Con un autorevole portavoce in sua maestà la regina Elisabetta che – narrano le leggende – non solo ha nella Land Rover l'unica auto che guida personalmente ma, dai tempi del suo arruolamento come ausiliaria nell'Auxiliary Territorial Service, sarebbe addirittura in grado di ripararla come il più navigato dei meccanici. Quello che è piuttosto certo, come di recente hanno ricordato i media britannici (vedi qui), è che anni addietro sua maestà proprio al volante di una Royal Land Rover si sarebbe divertita a terrorizzare col suo stile di guida disinvolto re Abdullah dell'Arabia Saudita (allora erede al trono), ben poco avezzo a farsi scorazzare da una donna sulle accidentate strade che circondano la residenza scozzese di Balmoral.

LA CACCIA AGLI ULTIMI ESEMPLARI
Il risvolto più curioso del pensionamento della “Landy”, rimasta fedele alla carrozzeria rivettata in alluminio del 1948 ma ormai impossibile da mantenere allineata alle norme su crash test ed emissioni di oggi, è l'assalto dei fedelissimi agli ultimi esemplari disponibili. Il sold out è ormai acquisito, nonostante i prezzi d'affezione: la versione speciale Heritage Edition nello storico colore verde pallido "Grasmere Green" col tetto bianco "Alaska White", prodotta in soli 400 esemplari, è in vendita al prezzo base di circa 35.500 euro. E quelle più accessoriate, 80 esemplari della Autobiography Edition con sedili in pelle Windsor e vernice bicolore, sfoggiano un listino che parte da 80 mila euro.

PREZZI DA CAPOGIRO
Sono prezzi che fanno impallidire le quotazioni raggiunte dalle altre icone del secondo dopoguerra già da tempo pensionate. Festeggia proprio nel 2015 i 60 anni la mitica Citroën DS, ma se le rarissime versioni speciali cabriolet arrivano a battere i 150mila euro nelle aste, per aggiudicarsi una magnifica DS 23 Pallas con motore a iniezione in condizioni impeccabili bastano meno di 30mila euro. Per non parlare della coetanea Fiat 600: pur certificata al top con la Targa Oro dall'Asi (Automotoclub Storico Italiano) difficilmente sfonda il muro dei 10mila euro.