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A Palazzo Reale "Van Gogh. L'uomo e la terra". Oltre 50 opere per analizzare il rapporto dell'artista con la natura

La vita e le opere di Vincent Van Gogh in 10 punti (e una mostra a Milano)

di 
Marco Lovisco
17 Ottobre 2014
Non solo girasoli e autoritratti, l’immenso Vincent Van Gogh amava ritrarre la campagna e le persone che la lavoravano, riuscendo a cogliere con i suoi colori pregni di energia quell’ancestrale legame che lega la terra all’uomo, il lavoro degli umili al frutto ricevuto in cambio. La mostra “Van Gogh. L’uomo e la terra”, al Palazzo Reale di Milano dal 18 ottobre 2014 all’8 marzo 2015 opera una rilettura della produzione dell’artista olandese da una prospettiva insolita: il rapporto dell’uomo con la natura. Non appare casuale questa scelta della curatrice Kathleen Adler che ha selezionato oltre 50 opere del maestro olandese, per riunirle nel percorso espositivo milanese, a pochi mesi dall’inizio di Expo 2015 e delle sue tematiche legate all’ambiente, alla natura e al lavoro agricolo. Una buona occasione per conoscere il maestro olandese, ricordando che i soci del Touring Club Italiano, usufruiscono della riduzione sul costo del biglietto per le mostre ospitate a Palazzo Reale.

Ma chi è Vincent Van Gogh?

Geniale, folle, visionario (in senso letterale, nel suo caso): Vincent Van Gogh (1853-1890) può essere considerato il pioniere dell’arte moderna e l’emblema dell’artista tormentato. Se la sua vita fosse un romanzo, sarebbe uno di quei romanzi inverosimili, esagerati, troppo carichi di colpi di scena ma la vita di Van Gogh non è un romanzo (anche se sui di lui ne sono stati scritti molti e uno di questi “Brama di vivere” è diventato un film). La malattia, i continui e tormentati viaggi per l’Europa, l’amicizia burrascosa con Gauguin, la vocazione religiosa, l’autolesionismo, l’assenzio ma soprattutto le sue opere, intrise di una forza che erompe dalla tela per colpire occhi e cuore dello spettatore.

Abbiamo riassunto alcuni punti salienti della sua vita e della sua arte.  
 
 
LA VITA E LE OPERE DI VINCENT VAN GOGH  IN 10 (S)PUNTI (E UNA CITAZIONE)
 
1. Van Gogh, pur essendo appassionato di disegno fin da bambino, comincia a dipingere solo verso i 30 anni. Le sue opere più note sono quelle dipinte nei due anni antecedenti la sua morte.
 
2. Van Gogh dipinge soprattutto autoritratti, paesaggi, nature morte di fiori, dipinti con cipressi, rappresentazioni di campi di grano e girasoli. I suoi quadri spesso rappresentano gli umili: lavoratori dei campi, operai e minatori.
 
3. A differenza degli impressionisti puri, Van Gogh nelle sue opere non descrive la realtà dal suo particolare punto di vista, ma compie l’operazione inversa, è la realtà che diventa una creazione e una rappresentazione dell’io interiore dell’artista. Sono in molti a considerare Van Gogh un pioniere dell’Espressionismo.
 
4. Insieme a quelle di Pablo Picasso, le opere di Van Gogh sono tra le più costose al mondo. Opere come Ritratto del dottor Gachet (in gallery), Ritratto di Joseph Roulin e Iris (in gallery) sono state vendute all’asta per oltre 100 milioni di dollari; Campo di grano con cipressi (in gallery) è stata venduta per 57 milioni di dollari, mentre il suo Autoritratto con orecchio bendato (in gallery) è stato ceduto per una cifra stimatadi 80-90 milioni di dollari.
 
5. La vita di Van Gogh è stata funestata dal malessere psichico. Non si sa ancora con certezza la diagnosi della malattia ma si sa che l’artista soffriva di attacchi di panico e allucinazioni ai quali reagiva con atti di violenza e tentativi di suicidio, seguiti da uno stato di torpore. Il tutto era aggravato dagli alcolici e dall’assenzio in particolare.
 
6. Aveva un rapporto molto stretto con suo fratello Theo, mercante d’arte, che ha sempre creduto in lui, finanziandolo nei momenti di difficoltà. La loro relazione è raccontata da oltre 600 lettere che Vincent spedì a Theo nel corso della sua vita (Robert Altman ha raccontato questa storia nel film “Vincent and Theo”).
 
7. Il fervore religioso di Van Gogh lo spinge nel 1879 a recarsi come missionario in una regione mineraria del Belgio, vivendo in povertà come i minatori a cui legge la Bibbia e cura usando come bende i suoi stessi vestiti. La Scuola di Evangelizzazione di Bruxelles tuttavia non gli rinnova l’incarico di predicatore, spaventata dal suo zelo eccessivo, quasi mistico.
 
8. Nel 1888 Van Gogh si trasferisce ad Arles, nel sud della Francia e va a vivere con il pittore Gauguin. Il rapporto tra i due è tormentato e degenera una sera quando Vincent, ubriaco, scaglia un bicchiere contro l’amico durante una discussione in un caffè.
 
9. Qualche mese dopo avviene l’episodio forse più noto della vita di Van Gogh. Dopo aver minacciato in strada Gauguin con un rasoio, Vincent si chiude in albergo e con lo stesso rasoio, in preda ad allucinazioni, si amputa metà dell’orecchio sinistro per poi spedirlo (incartato) a Rachele, prostituta di un bordello che è solito frequentare con l’amico Gaugain. C’è però chi sostiene che fu lo stesso Gaugain a sfregiare l’amico in seguito a quella lite cominciata in strada.
 
10. Van Gogh muore a soli 37 anni per un colpo di rivoltella probabilmente auto inferto. C’è però chi sostiene che non si sia trattato di un suicidio ma che sia stato colpito in modo accidentale da due ragazzi mentre vagava per i campi. La teoria tuttavia appare scarsamente supportata ad oggi.
 
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“Più divento dissipato, malato, vaso rotto, più io divento artista, creatore... con quanta minor fatica si sarebbe potuto vivere la vita, invece di fare dell'arte.” (Van Gogh, lettera a Theo, 28 luglio 1888)
 
 
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VI CONSIGLIAMO INOLTRE:
"Marc Chagall. Una retrospettiva 1908-1985", a Palazzo Reale fino al 1 febbraio 2015
"Segantini. La mostra", a Palazzo Reale fino al 18 gennaio 2015
 
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