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All'Ara Pacis in mostra 170 opere dal Museo di Belle Arti di Budapest

La vita e le opere di Toulouse-Lautrec in 10 punti (e una mostra a Roma)

di 
Luca Bonora
9 Febbraio 2016
Se c’è un’artista che più di tutti ha legato il suo nome a Montmartre e ha dato popolarità al termine bohémien, quello è senza dubbio il francese Henri de Toulouse-Lautrec. Artista post-impressionista, illustratore e litografo, nella sua breve vita realizzò comunque una produzione copiosa, ospitata oggi nei più importanti musei del mondo (a Parigi, Zurigo, Budapest, Chicago, New York, San Diego).

LA MOSTRA A ROMA
E proprio dal Museo di Belle Arti di Budapest arrivano 170 opere che costituiscono la grande mostra ospitata fino all’8 maggio 2016 all’Ara Pacis di Roma: manifesti, illustrazioni, copertine di spartiti e locandine, alcune delle quali sono autentiche rarità perché stampate in tirature limitate, firmate, numerate e corredate dalla dedica dell’artista. Trovate tutte le informazioni sulla nostra scheda evento.
 

LA VITA E LE OPERE DI TOULOUSE-LAUTREC IN DIECI PUNTI
Uomo complesso, affetto da una malattia alle ossa che lo faceva sembrare un nano, nobile di origini ma attratto dagli ambienti sociali più abbietti, Henri de Toulouse-Lautrec elesse Montmartre a sua casa e i bordelli del quartiere a suo studio, finché questa vita dissoluta non lo portò a una morte prematura. Diamo allora uno sguardo alla sua vita e alle sue opere.
 

1. Il suo nome completo era Henri-Marie-Raymond de Toulouse-Lautrec-Montfa, nato ad Albi, nel sudovest della Francia, il 24 novembre 1864. Crebbe in una nobile famiglia di provincia, fra agi e cure, castelli e vigneti da cui nascevano vini pregiati.
 
2. Da ragazzino ebbe due gravi infortuni, rompendosi il femore sinistro a 14 anni e la gamba destra a 15. Poiché soffriva di picnodisostosi, una malattia genetica delle ossa, i due arti non guarirono mai completamente, smisero di svilupparsi e da adulto Toulouse Latrec era alto appena 1.52 cm. A chi lo derideva per la bassa statura rispondeva: «Ho la statura del mio casato», ricordando il suo triplo cognome.
 
3. Il padre era un appassionato di ippica e fu lui a portarlo alle corse a Parigi e a Chantilly. E proprio le corse sarebbero state uno dei suoi primi e più ricorrenti soggetti nella pittura.
 
 
4. Nel 1882 decide di frequentare l'École des Beaux-Arts presso il prestigioso studio di Alexandre Cabanel. A causa delle eccessive richieste ripiegò sullo studio di Léon Bonnat, ritrattista e pittore storico. Ma pochi mesi dopo Bonnat chiuse il proprio studio e così il giovane pittore finì a imparare da Fernand Cormon a Montmartre, dove venne a contatto con numerosi impressionisti, fra cui Vincent Van Gogh.
 
5. L’attività artistica non era affatto vista di buon occhio dal padre, che gli impose di non firmare con il nome del casato. Così molte opere giovanili portano lo pseudonimo di Monfa, poi di Tolav-Segroeg e infine di Treclau (anagramma di Lautrec). Proprio come Monfa nel 1883 espose il suo primo quadro: la tavoletta s'intitolava Un petit accident (Un piccolo incidente).
 
6. Nel 1884 conobbe lo chansonnier Aristide Bruant, che lo spinse ad interessarsi delle classi meno abbienti parigine. Toulouse Latrec, cresciuto fra gli agi e nella bambagia, non seppe resistere al fascino di quel mondo a lui diametralmente opposto. Bar, ristoranti e bordelli divennero la sua seconda casa. Nel 1891 il proprietario del Moulin Rouge gli commissiona un manifesto pubblicitario che ebbe un discreto successo. Rappresentò spesso la vita al Moulin Rouge e in altri locali e teatri di Montmartre e di Parigi e, in particolare, nelle maisons closes (bordelli) dove a varie riprese fissò anche la sua dimora-studio anche se questo era vietato dalla legge.
Il legame è così forte che nel film Moulin Rouge!, con Nicole Kidman e Ewan McGregor, del 2001, Lautrec è presente, interpretato da John Leguizamo.
 
 
7. Nel 1888 Il pittore belga Théo van Rysselberghe ne scopre il talento e lo invita a esporre con il gruppo dei XX a Bruxelles. Nel 1893 Toulouse-Lautrec si avvicinò anche al mondo del teatro eseguendo prima alcune opere che ritraggono momenti di scena, come Fedra, in cui è ritratta Sarah Bernhardt. E’ in questi anni che diventa un’artista affermato.
 
8. La tecnica: fin dai primi anni, le sue opere furono ispirate dal movimento impressionista, ma - in controtendenza con lo stile - la figura viene spesso rappresentata in primo piano e l'ambiente che la circonda è solamente un pretesto per caratterizzarla. La sua tavolozza di colori era semplice, essenziale: blu e verdi, contrapposti ai viola ed ai rosa.
Il suo maestro lo considerava molto dotato nel disegno e nelle caricature, ma riteneva che non sarebbe mai diventato un’artista affermato. In parte aveva ragione: Lautrec viene considerato uno dei maestri nella creazione di manifesti e stampe tra XIX e XX secolo. Ma anche come pittore avrebbe avuto la sua consacrazione.
 
 
9. Se oggi TL è famoso nel mondo lo dobbiamo a Maurice Joyant, suo ex compagno di liceo e poi direttore della galleria Goupil, sul boulevard di Montmartre, che promosse l'attività di Lautrec con diverse mostre, a partire dal 1893, ed è sempre lui a impegnarsi perché venga realizzato, nella sua città natale, il museo a lui dedicato, al Musée Toulouse-Lautrec di Albi, che apre nel 1922.
 
10. La vita dissoluta fra alcool e prostitute hanno minato il suo fisico più ancora della malattia alle ossa. Toulouse-Lautrec si ammala di sifilide e muore, il 9 settembre 1901, pochi mesi prima del suo 37° compleanno.
 
 
 
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