Scopri il mondo Touring

Fotogiornalismo in mostra al museo di Roma in Trastevere

La sguardo inadeguato di Francesco Zizola

di 
Tino Mantarro
27 Marzo 2013

Che il suo sia uno sguardo inadeguato è da vedere. Che sia uno dei più intensi e profondi degli ultimi vent'anni è invece certo. Con nove premi World Press Photo e quattro Picture of the Year International alle spalle, Francesco Zizola è tra i più importanti fotografi di reportage italiani. Una selezione della sua produzione a colori degli ultimi dieci anni è ora in mostra a Roma, al museo di Roma in Trastevere, nell'ambito della personale “Uno sguardo inadeguato”, aperta fino al 28 aprile.


Prima membro dell'agenzia Magnum e poi fondatore dell'agenzia Noor, da sempre portatore di un forta spinta etica nel mestiere del fotografo di news, Zizola ha fatto della sua ricerca fotografica una forma di impegno sociale, convinto come è che il fotogiornalismo abbia la missione di testimoniare quel che accade nel mondo, soprattutto nelle zone meno battute e meno raccontare. Un modo per provare a condizionare il corso degli eventi, catalizzando l'attenzione – grazie alla cruda bellezza di uno scatto – su questioni e territori che non trovano spazio sui media mainstream. Un impegno che Zizola in tutta la sua carriera, ha cercato di mettere a frutto cercando di comunicare empatia con il soggetto e la storia fotografata.


Una visione che anni fa, in un'intervista realizzata da Franco Iovine e pubblicata sul sito della Nikonschool ha provato a sintetizzare così: “La mia visione personale del fotogiornalismo è inizialmente etica. Il fotogiornalismo è un linguaggio che ha a che fare con gli uomini e il mondo in cui vivono; racconta gli uomini e il loro agire e può essere legittimato come racconto solo se il fotografo ne rispetta l'esistenza e la dignità. La fotografia oltre ad essere uno specchio della realtà è anche uno specchio dell'interiorità del fotografo stesso; nell'immagine fotografata vediamo la realtà rappresentata e leggiamo allo stesso tempo la scelta interpretativa del fotografo, e con essa il suo proprio universo culturale ed etico. Una buona fotografia giornalistica ha a che fare molto con il rispetto che il fotogiornalista ha del mondo e dei suoi abitanti”. Un rispetto che Zizola in tutti questi anni si è guadagnato sul campo.