Scopri il mondo Touring

Bande armate minacciano i luoghi della ricerca a nord del Mozambico

La missione Sky Islands è rinviata

di 
Marco Lovisco
3 Dicembre 2013

Sky Islands, il progetto che avrebbe portato un team composto da ricercatori e filmmaker nelle inesplorate foreste delle montagne del Mozambico, è rinviato di un anno. L'equipe, che avrebbe dovuto raggiungere il nord del Mozambico a novembre, è stata costretta a desistere a causa dell'instabilità politica del Paese che non garantirebbe la sicurezza. Purtroppo, i timori di Fabio Pupin, ricercatore del MuSe di Trento e componente della spedizione che abbiamo intervistato a metà novembre, si sono rivelati fondati. In quell'intervista infatti Pupin ci aveva spiegato che proprio la scarsa sicurezza causata all'instabilità politica sarebbe stato uno dei rischi più grandi della missione tanto che il team, che sarebbe dovuto partire già il 17 novembre, aveva deciso di rinviare la partenza al 28 novembre, una settimana dopo le elezioni. Non è bastato. Gli ultimi aggiornamenti hanno rivelato la presenza di bande armate nel Nord del Mozambico, area interessata dalla missione, che metterebbero a repentaglio la sicurezza del team.

 

LA SITAUZIONE IN MOZAMBICO. Dopo la sanguinosa guerra civile scatenata negli anni Ottanta dai due principali partiti (Fronte per la liberazione del Mozambico e Resistenza nazionale del Mozambico), gli accordi di pace tra le due forze del 1992 hanno garantito al Mozambico un ventennio di tranquillità. Negli ultimi mesi però, a causa delle elezioni locali tenutesi il 20 novembre scorso, si sono riaccesi focolai di rivolta causati da scontri tra i membri del principale partito d'opposizione, la Resistenza nazionale del Mozambico e le forze di sicurezza governativa. Nonostante ciò le elezioni si sono svolte in un clima relativamente tranquillo con la vittoria, nella maggior parte delle città interessate dal voto, del Fronte per la liberazione del Mozambico, partito attualmente al Governo. In questa situazione di instabilità però si sono manifestati attacchi ad autoveicoli e persone da parte di bande armate di criminalità comune, non legate allo scontro politico. Sembra che queste bande si rifugino proprio nelle montagne interessate dalla missione Sky Islands. Sebbene le autorità siano intervenute, catturando già alcuni di questi gruppi, le informazioni riguardo la sicurezza non sono ancora attendibili.

 

LA NUOVA PARTENZA. Alcuni membri del team erano già in Tanzania (tappa di partenza per raggiungere il Mozambico) da metà novembre e, confortati dal clima tranquillo in cui si sono svolte le elezioni, avevano ultimato i preparativi per la partenza (facendosi spedire le attrezzature necessarie). Purtroppo però, il confronto con un membro della spedizione in loco, un ricercatore mozambicano, ha sconsigliato di mettersi in viaggio. Il team ha deciso così di rinviare la missione alla prossima stagione perché anfibi e rettili, i gruppi di animali su cui è incentrata la ricerca, si attivano in concomitanza della stagione delle piogge (novembre e dicembre): sarebbe inutile partire in un altro periodo dell'anno.

 

IL CROWDFUNDING. E il crowdfunding? Come avevamo raccontato, la missione ha infatti raccolto dal web circa 25.000 dollari, donati per finanziare la missione. Quei fondi, rassicurano i responsabili di Sky Islands, verrano rendicondati sul sito in maniera puntuale dall'associazione “Amici di Sky Islands” che sarà l'organo di garanzia e custodia di attrezzature, materiali e fondi raccolti. Rimangono validi i premi promessi ai sostenitori che verranno solo rinviati a missione avvenuta.

 

SKY ISLANDS è una missione scientifica alla ricerca di specie sconosciute tra le foreste inesplorate di tre montagne del Mozambico (i monti Mecula, Injese e Mabu), che svettano fino a 1.400 metri. Il team di ricerca comprende tre scienziati: Michele Menegon e Fabio Pupin del MuSe (Museo delle scienze di Trento) e Simon Loader dell'Università di Basilea, affiancati da una scienziata brasiliana e uno studente mozambicano. Con gli studiosi ci sarà una troupe guidata dal regista e fotografo Samuele Pellecchia e dal film-maker Bruno Chiaravalloti che filmeranno l'intera missione per realizzare un film documentario, curato dall'agenzia Prospekt Photographers di Milano.