Scopri il mondo Touring

La Luna quarant'anni dopo

di 
Barbara Gallucci
20 Luglio 2009

Un anniversario come questo è difficile da dimenticare. C’è chi ha la fortuna di averne un ricordo preciso - ci farebbe piacere condividerlo - e chi deve accontentarsi delle testimonianze di chi c’era e dei filmati d’epoca. Il 16 luglio 1969 decollava da Cape Canaveral, in Florida, l’Apollo 11 con a bordo Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins. Dopo tre giorni, il 20 giunsero a destinazione lasciando la loro imperitura impronta sulla Luna. Quarant'anni dopo, tutto il mondo si prepara a celebrare l’avvenimento con eventi e manifestazioni rigorosamente a testa in su. Primi tra tutti, il John F. Kennedy Space Center di Cape Canaveral e il Lyndon B. Johnson Center di Houston, dove i festeggiamenti saranno organizzati direttamente dalla Nasa


Ma anche in Italia gli appuntamenti non mancano. A Roma, per esempio, dal 17 al 21, sulla terrazza del Pincio, è allestita un’area telescopica dalla quale è possibile collegarsi alla stazione del museo Geopaleontologico di Rocca di Cave, una postazione per l’osservazione pubblica dello spazio; la notte del 20 è dedicata tutta all’allunaggio in piazza del Popolo con la proiezione dei momenti salienti commentata da testimoni diretti e personaggi dello spettacolo; infine, dal 20 al 29, il planetario cittadino organizza un’intera settimana di eventi, osservazioni al telescopio, conferenze, spettacoli e giochi. Appuntamento al planetario anche a Milano. Il 20 alle 21.30 verrà presentato il libro di Oriana Fallaci “Quel giorno sulla Luna” ristampato di recente da Rizzoli. Sarà il nipote della giornalista, Edoardo Perazzi, a raccontare gli aneddoti di quel periodo, comprese le visite degli astronauti dell’Apollo nella sua casa del Chianti.

Forse l’anniversario darà anche nuovo slancio alla ricerca spaziale, o forse alimenterà soltanto quello che viene definito turismo spaziale. Fino a oggi sono stati solo sei i multimilionari che hanno raggiunto l’International Space Station a bordo di navicelle russe Soyuz. La prima astronave commerciale si chiama, invece, SpaceShipTwo: la compagnia Virgin Atlantic propone voli suborbitali con altezze massime di 100-160 chilometri. Costo? Duecentomila euro a passeggero. Un investimento non proprio affrontabile per tutti (se ne aveste la possibilità, ci fareste un pensiero?) e che comunque non si avvicina alla Luna. E allora non resta che guardare in alto, con la voce gracchiante di Neil Armstrong di sottofondo che dice: “Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”. Chi ancora se lo ricorda continuerà a sognare comunque. A costo zero.