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La libertà oggi d'essere un pastore di pecore sui monti biellesi

di 
Piero Carlesi
27 Ottobre 2010

Centinaia di giovani laureati in cerca di un primo impiego... laureati che si accontentano di fare lavori umili e sottopagati pur di lavorare. Cronache ed episodi di questo genere riempiono le pagine dei giornali di questi tempi. Ma che un giovane, figlio per di più di un medico chirurgo e di una insegnante, abbandoni gli studi per fare il pastore di pecore non è notizia di tutti i giorni. Anzi. Eppure è un episodio vero. Cronaca vera che emerge dalla provincia di Biella, dal Comune di Bioglio.


Qui Andrea, all'età di sedici anni, lontano dai riti collettivi di tanti suoi coetanei, rifiuta discoteche e videogiochi e sceglie un contatto diretto con la natura più vera. Quella delle sue montagne e della collina che circonda il suo paese. Cerca l'aria aperta, non l'ambiente chiuso della sua casa e dell'aula della scuola. Sorretto da una famiglia moderna interrompe la scuola e fa la sua scelta di vita: il pastore nomade del Biellese. Vede nell'aria aperta e nel contatto con la natura e gli animali in particolare una chiave per capire l'esistenza, una via per diventare uomo. Dapprima affianca un pastore anziano di Occhieppo Superiore, Niculìn, e impara da lui i segreti del mestiere, poi dopo due anni, a 18 anni affronta da solo un'esistenza in solitudine ma dove si respira l'aria della propria libertà individuale.


La storia di Andrea, che oggi è maggiorenne, ha dato lo spunto al regista a fotografo biellese Manuele Cecconello di realizzare quest'anno un bel volume fotografico e un film, dal titolo Sentire l'aria. L'iniziativa editoriale, firmata da Prospettivanevskij, ha trovato l'appoggio di vari enti fra cui il Comune e la Provincia di Biella, oltre alla Camera di Commercio di Biella che sostiene il progetto per la valorizzazione delle lane autoctone. Già perché Andrea, grazie al suo lavoro di pastore di un gregge di pecore produce lana, ma un tipo di lana che finora era considerata di valore zero per la bassissima qualità del prodotto; Oggi invece anche questo tipo di lana ha un suo futuro, umile e povero, ma non per questo da non considerare. Un nuovo consorzio, sostenuto dalla Regione Piemonte, raccoglie infatti questo tipo di lana dal 2008. E provvede a lavare e filare il prodotto al fine di trasformarlo in manufatti tessili quali feltri e tappeti.


Questa sera, 27 ottobre, a Biella, alle ore 18, presso la sala convegni della Fondazione Cassa di risparmio di Biella (in via Garibaldi 17) vi sarà la presentazione al pubblico del libro Sentire l'aria, con la partecipazione dell'antropologo Piercarlo Grimaldi. Al termine dell'incontro, alle 18.30 vi sarà poi l'inaugurazione della mostra fotografica omonima Sentire l'aria, che resterà aperta fino a venerdì 19 novembre con orario da lunedì a venerdì 9.30-12.30 e 14.30-17.30. Il film documentario Sentire l'aria, per la regia di Manuele Cecconello sarà proiettato invece in anteprima nazionale venerdì 12 novembre alle ore 21 a palazzo Ferrero, a Biella.