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Fino al 18 a Milano è di scena Kuminda, rassegna dedicata al cibo equo

La giustizia (sociale) nel piatto

di 
Tino Mantarro
13 Ottobre 2011

In un angolo di Milano nascosto tra i palazzi di corso Lodi, a due passi da Porta Romana, c’è una cascina nata nel 1695 che per tre giorni diventa la casa di una cucina moderna. O meglio, antica per tradizioni, ma fondamentalmente moderna per concezione e attenzione ai diritti. Per tre giorni (dal 14 al 16 ottobre) la Cascina Cuccagna ospita la seconda edizione milanese di Kuminda, il festival del cibo buono e giusto. Promosso da Terre di Mezzo e da Acra (una ong che si occupa di cooperazione rurale in Africa e America Latina), parla dei temi dell’alimentazione consapevole mescolando i linguaggi della musica, del teatro e della narrazione con il linguaggio universale del cibo.


 


A Kuminda si assaggia, si degusta, si acquista (è presente un mercatino di prodotti biologici e a chilometro zero),  si parla e si impara a cucinare, avendo sempre cura di riflettere sulla provenienza di quel che si mette nel piatto e sulle storie delle persone che lo producono. Come nel caso dell’incontro “Grana Masala”, un racconto sull’immigrazione dei Sikh indiani nelle terre di produzione del Grana Padano.



Ma un buon festival di cibo non può certo essere stanziale, per cui sabato e domenica vengono organizzate le visite (da prenotare) alla Milano dei migranti: sabato alle 15 Sapori del mondo in via Padova (con partenza dal Parco Trotter) e domenica Aromi della Milano andina (ore 15, chiesa di S. Giovanni Crisostomo). E Kuminda non finisce domenica sera. Quest’anno ha una coda di due giorni, il 17 e 18, al cinema Anteo, con la proiezione di filmati dal Festival delle Terre, una rassegna cinematografica che si tiene a Roma dedicata a documentari e film sulla biodiversità.



Info: dal 14 al 18 ottobre, Cascina Cuccagna (via Cuccagna 2/4 angolo via Muratori) e Anteo Spazio Cinema (via Milazzo 9).

Ingresso libero, programma qui.