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Dall’arte allo sport il Made in Italy parla americano

Italiani a New York

di 
Barbara Gallucci
2 Novembre 2011

Il 29 ottobre scorso Obama l’ha detto senza troppi indugi: “L’America non sarebbe quello che è oggi senza i contributi unici e l’orgoglio degli italo-americani”. Certo, parlava di fronte a una platea un po’ “di parte”, ovvero la National Italian American Foundation. Rimane però vero che dalle invenzioni alla musica, dal cinema alla politica, i nomi che sembrano di casa nostra hanno davvero lasciato il segno. Un immaginario a volte positivo, altre meno, ma sicuramente tra i più riconoscibili.


 


Nel solco di impronte costanti, questa settimana ben due eventi dimostrano la continuità del lascito italiano a New York. A cominciare dall’arte. Il 4 novembre, infatti, e fino al 28, l’Istituto italiano di cultura inaugura una doppia mostra di due giovani artisti contemporanei italiani selezionati per rappresentare le nuove realtà creative del nostro Paese in un settore che spesso, in Italia, lascia loro poco spazio. Nicola Pecoraro e Riccardo Previdi, il primo romano, il secondo milanese trapiantato a Berlino, presentano lavori studiati ad hoc per l’evento che si svolge nella prestigiosa sede dell’Istituto in Park Avenue. Pecoraro ha basato la sua esibizione sugli scritti di Robert Smithson, mentre Previdi continua nel suo percorso di ricerca che analizza gli stretti legami tra arte e architettura. Entrambi i lavori sono accompagnati anche dai libri realizzati dagli artisti e pubblicati da Nero a Roma.


 


Altro settore in cui gli italiani si sono sempre distinti è lo sport. Non può lasciare indifferenti il fatto che 3.538 connazionali domenica 6 novembre parteciperanno alla maratona di New York. Quella italiana è la comunità straniera con più partecipanti (seconda la Francia con 3.385) e mantiene alto l’onore grazie a una compagine di atleti dilettanti fatta di famosi dj (come Linus di Radio Deejay) e professionisti, impiegati e casalinghe, in un mix umano con un denominatore comune: la passione per la corsa. E chi non partecipa, ma si trova a New York domenica non può perdersi l’occasione di assistere a un evento che coinvolge circa 47mila partecipanti, due milioni e mezzo di spettatori assiepati lungo il percorso, circa ottomila volontari e 330 milioni di telespettatori raggiunti nel mondo. Numeri da record, anche grazie agli italiani.