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Nell'area della Ruhr un nuovo modello di mobilità sostenibile

In Germania è nata la prima autostrada per biciclette

di 
Renato Scialpi
30 Gennaio 2016
Sono trascorsi 91 anni dalla nascita della prima autostrada al mondo, la Milano–Varese del settembre 1924. Nei giorni scorsi però la patria delle Autobahn – le autostrade senza limiti di velocità che celebrano il mito dell'automobile Made in Germany – ha visto nascere la prima Radschnellweg (sigla RS1). Una vera e propria autostrada per biciclette lunga 21 chilometri, tra Essen e Duisburg, nel cuore della Ruhr.
 
LA RADSCHNELLWEG NUMERO 1
Primo tronco di un percorso da un centinaio di chilometri che collegherà Duisburg ad Hamm toccando Mülheim, Essen, Gelsenkirchen, Bochum, Dortmund, Unna, Kamen e Bergkamen, la RS1 ricalca il tracciato di una linea ferroviaria ormai dismessa per mettere a disposizione di chi si sposta sulle due ruote un asse ciclabile che riprende l'idea dell'autostrada in termini di facilità di spostamento, non certo di velocità. Non una pista per corridori più o meno dilettanti, quindi, ma un tracciato privo di incroci e – in generale – attraversamenti pedonali per consentire di spostarsi facilmente in bicicletta in ambito interurbano.
 
 
PISTA CICLABILE AD ALTA SICUREZZA
La RS1 è una pista ciclabile lungo la quale è eventualmente possibile pedalare un po' più velocemente che in città – siamo su distanze un po' più ampie, dell'ordine delle decine di chilometri – senza stress.
La Radschnellweg prevede una sede propria, in generale lontana da altri percorsi stradali o ferroviari e larga quattro metri, corsie separate da segnaletica per ogni senso di marcia per ridurre il rischio di urti e incidenti, illuminazione minima garantita o indicatori rifrangenti per permettere la circolazione notturna, manutenzione programmata (specie d'inverno in caso di neve e ghiaccio) e un'alberatura/siepe laterale che in caso di affiancamento ai tracciati automobilistici protegga i ciclisti da spostamenti d'aria e abbagliamenti. Non ci sono al momento informazioni sull'eventuale inserimento nel progetto anche di aree di ristoro per i ciclisti in transito.
 
 
È DAVVERO LA PRIMA?
In rete intanto si è aperto il dibattito sul fatto se la RS1 tedesca rappresenti una prima mondiale, oppure no. Secondo i meglio informati la capostipite delle “autostrade per biciclette” sarebbe la Veloroute olandese tra L'Aia e Tilburg, nata addirittura negli anni Ottanta del secolo scorso.
A Londra, più che altro come progetto, si parla di Cycle-Superhighways e a Basilea, in Svizzera, esistono delle Velo-Expressroute, come avviene nell'hinterland di Copenaghen per collegare i quartieri periferici alla capitale danese. Il caso tedesco della RS1, però, ha dalla sua il fatto di essere concepito come un percorso interurbano autonomo che garantisce, tra l'altro, standard d'utilizzo uniformi.

COME CHIAMARLA IN ITALIANO
Ma non è l'unica occasione di confronto. Tra i ciclisti c'è pure chi si chiede quale possa essere il nome italiano della Radschnellweg: “autostrada per biciclette” e “cicloautostrada” sarebbero poco graditi da alcuni per la presenza del termine “auto”, ma dall'altro verso “ciclosuperstrada” non sembra molto pratico né comprensibile. Voi che ne pensate?