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Dopo gli attentati che hanno sconvolto la capitale belga

In diretta da Bruxelles: il racconto della nostra inviata

di 
Barbara Gallucci
22 Marzo 2016

Barbara Gallucci è una giornalista del Touring Club Italiano, partita per Bruxelles la sera del 21 marzo per visitare due nuovi musei di arte contemporanea. Ci manda in diretta il suo resoconto dalla capitale belga.

ore 12.30
A Bruxelles inaugurano due nuovi musei di design e arte contemporanea e io li voglio vedere. E' il mio lavoro e la mia passione. E' vero, l'allerta era già alta prima di partire, ieri sera, però la curiosità e la voglia di vedere il Bello, quello con la B maiuscola, è e deve essere sempre la molla di ogni partenza. Insomma, non è una situazione come quella in Siria. La Farnesina non proibisce di andare. Siamo pur sempre in una capitale europea, una delle sedi dell'Unione!

Ieri sera pero facendo due passi verso la Grande Place c'era qualcosa di diverso dall'ultima volta che sono venuta qui: più polizia, più esercito, più tensione nell'aria. Per rassicurare parenti e amici e pure me stessa dicevo: "Ora li hanno presi, no?".
Non credo sia ingenuità. E' che quando c'è un aereo da prendere, già prenotato da settimane, è difficile dire di no. Non farei questo mestiere, altrimenti.

Stamattina sono state le telefonate da Milano a dirmi cos'era successo. Notizie di guerra mentre io osservavo la città apparentemente serena correndo su un tapis roulant al 29esimo piano dell'albergo, i rumori attutiti dai miei passi e dai doppi vetri. Appena sono scesa però il suono costante delle sirene mi ha riportata alla realtà.

Dicono di stare fermi dove si è. Dicono che i musei sono chiusi. Tutti. Dicono che l'allerta è a livello 4. Dicono che non si vola, non si viaggia nemmeno in treno, o in metro. La hall dell'hotel, non luogo per eccellenza, è piena di gente che cerca di capire cosa fare. Sospensione totale. Forse prendere un po d'aria fa bene. Vado a fare due passi. 



Arrivo sulla Grande Place. E' ancora più vuota di iera sera. C'è l'esercito a ogni angolo, elicotteri in aria, sirene. I negozi sono tutti chiusi, anche i centri commerciali. L'atmosfera è surreale. Possibile che una città vivace come Bruxelles debba convivere con la paura? Possibile che tutto debba fermarsi ancora una volta? Tante domande, in testa. 

Avrei voluto scrivere nuovi motivi per tornare a Bruxelles, incoraggiare i turisti a visitare una delle città più interessanti d’Europa, dare speranza puntando sulla cultura, sul bello, sul turismo come chiave per ripartire. Perché sono convinta che non dobbiamo smettere di viaggiare per la paura, non dobbiamo smettere di essere liberi. E mi ritrovo a camminare sola verso l'hotel con mille interrogativi e la paura di chi si sente impotente. 


Aggiornamento ore 17.00
Qualche informazione pratica per chi si trova nella capitale belga e si trova nella necessità di avere informazioni. 
 
Sul sito aggiornato dal Ministero degli Esteri, Viaggiare sicuri, l'allerta è massima. Ecco i numeri per avere maggiori informazioni: Ambasciata d’Italia a Bruxelles 003226433850, 003225431550, 0032477312964; cellulare di emergenza 0032477278680. Il numero della Sala Operativa dell’Unità di Crisi è 06/36225 e il Centro Crisi belga risponde al numero 003278151771.

Il link per aggiornamenti sulle linee bus e metro di Bruxelles segnala linee attive e chiuse in francese e in inglese.
L'aeroporto della capitale conferma la sospensione dei voli fino a domani a mezzogiorno, ma meglio controllare la situazione in tempo reale sul sito.
Il sito delle Ferrovie belghe, www.belgianrail.be, è il più in difficoltà: per ora sembra essere offline.


(fotografie scattate il 22 marzo 2016 da Barbara Gallucci)