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La meno conosciuta delle vie che portano in Galizia nel racconto del nostro inviato

In cammino verso Santiago di Compostela, sulla Via de la Plata/10 - Da Ponferrada a Barbadelo

di 
Fabrizio Ardito
5 Maggio 2016
Fabrizio Ardito, autore di numerose guide Touring, camminerà per 30-35 giorni sulla meno conosciuta delle vie che portano a Santiago di Compostela, la Via de la Plata. Per tutto aprile troverete su questo sito il racconto in diretta del suo viaggio. Seguiteci numerosi!

Introduzione - In cammino verso Santiago di Compostela, sulla Via de la Plata
Tappe 1 e 2 - Da Merida a Aljiucén, da Aljiucén a Alcuéscar
Tappe 3 e 4 - Da Alcuescar a Valdesalor, da Valdesalor a Casar de Caceres
Tappe 5, 6 e 7 - Da Casar de Caceres a Canaveral, da Canaveral a Riolobos, da Riolobos a Carcaboso
Tappe 8, 9 e 10 - Da Carcaboso all'Hostal Asturias, dall'Hostal Asturias a Baños de Montemayor, da Baños de Montemayor a Fuenterroble de Salvatierra
Tappe 11 e 12 - Da Fuenterroble de Salvatierra a Merille, da Merille a Salamanca
Tappe 13, 14  e 15 - Da Salamanca a El Cubo del Vino, da El Cubo del Vino a Villanueva de Campean, da Villanueva de Campean a Zamora
Tappe 16, 17 e 18 - Da Zamora a Montamarta, da Montamarta a Granja de Moreruela, da Granja de Moreruela a Benavente
Tappe 19, 20 e 21 - Da Benavente a Alija del Infantado, da Alija del Infantado a La Baneza, da La Baneza ad Astorga

Tappe 22, 23 e 24 - Da Astorga a Foncebadon, da Foncebadon a Molinaseca, da Molinaseca a Ponferrada
 
Non tutti quelli che partono  alla volta di Santiago, riescono a raggiungere la meta. I problemi sono tanti e diversi, ma in genere si tratta di malanni fisici, cioè dei prevedibili risultati dello sforzo prolungato su articolazioni, piedi, schiene e talloni. È difficile abbandonare, credetemi. Prima di mollare si tenta di tutto, si cerca di convincere i cortesi farmacisti che prendere sei anti infiammatori invece di tre non è poi così grave, si acquistano ginocchiere e fasciature. Perché l’idea di rinunciare al viaggio è terribile, soprattutto se ci si è investita tanta fatica e mille aspettative.
 
LA SOSTA DI PONTFERRADA
A Pontferrada, verso la fine del mio quarto cammino per Santiago, il ginocchio sinistro mi ha costretto a una sosta, e a procedere poi per una quarantina di chilometri in bus. Nella speranza che i prossimi giorni, accorciando le tappe e stringendo i denti, mi consentano di arrivare alla meta, che oramai dista poco più di 150 chilometri.
 
 
UN FALSO ALLARME
Una volta ripartito, tutto ha però funzionato, anche se certamente non alla perfezione. Domani si vedrà ma credetemi, lasciare il cammino, anche solo per un paio di giorni, può essere veramente malinconico e triste. Soprattutto se, dal finestrino di uno degli splendidi bus dell’ALSA spagnola, si passa a fianco ll’interminabile tracciato del Cammino dove, un passo alla volta, si muovono lentamente i camminatori che sono rimasti in grado di giocare a questo splendido gioco.
 
TRIACASTELA, VOGLIA DI GALIZIA
Lasciato alle spalle O Cebreiro, ed entrati in Galizia, molte cose cambiano. All’onnipresente maiale alla plancha si sostituisce spesso il polipo, mentre il cammino, sceso a superare Triacastela, si snoda tra boschi di querce e un fitto sottobosco, per lunghi tratti a fianco al corso di fiumi spumeggianti: l’Oribio e il Sarria.
 
Qui le vie sono due, e noi scegliamo la più lunga, che ci porta fino all’imponente mole del monastero di Samos. Il complesso monastico, semi distrutto da un incendio alla metà del ‘900, è grandioso, con due chiostri pieni di fiori e animato dal ronzio di un tagliaerba spinto da un monaco benedettino, ma oggi è abitato da soli 8 frati, che sembrano sperduti in quest’enormità di pietra grigia chiara.
 
 
DA TRIACASTELA A SAMOS
Camminando in direzione della cittadina di Sarria, il paesaggio è stupendo, il sole brilla (e picchia) e tutto conferma che la decisione di passare da Samos – che ci ha salutato con il rintocco delle sue enormi campane – è stata giusta. Ancora uno sforzo, sorretto da una ginocchiera che sembra uscita da un laboratorio medievale di attrezzi per la tortura. 
 
BARBADELO, 110 KM ALLA META
Da Sarria, affollato punto di partenza per coloro che decidono conquistare la Compostela con  gli ultimi 100 chilometri verso Santiago (distanza minima) saliamo ancora sotto un sole cocente. Fino alle poche case di Barbadelo. Qui, davanti alla chiesa del XII secolo, un pilastrino ci informa che mancano solo 110 km alla meta.
 
 
L’IMPORTANZA DELL’ESPERIENZA
Giorni fa, mentre stavo finendo di chiudere lo zaino nell’albergue di Molinaseca, in quell’ora in cui in ogni ostello la confusione è massima – scarponi, zaini, bastoncini, saluti, piccole dimenticanze – alla porta si è affacciato un signore cortese, che ha chiesto se poteva avere un bicchiere d’acqua. Dopo aver sciolto la sua medicina color caffellatte, ha iniziato a chiacchierare con il gestore, spiegando che era diretto all’albergue di Ponferrada per iniziare il suo turno di volontariato. La sua attenzione verso gli altri mi è sembrata squisita già che, avendo un paio di giorni liberi, aveva deciso di trascorrerli in cammino, per non arrivare in anticipo e quindi dare l’impressione di giudicare i suoi colleghi.
 
Un po’ alla volta, il discorso è scivolato sugli albergues e sulle vie, e i due volontari hanno affermato – secondo me giustamente – che non si può gestire una struttura d’accoglienza per peregrinos se non si ha percorso almeno un lungo cammino.
 
 Sulle vie di pellegrinaggio, i due veterani, che dall'acqua erano scivolati sul caffè con le tostadas – applicavano lo stesso principio. 
 
Non si può progettare o promuovere un cammino se non si ha idea di che significa camminare per giorni o settimane (con acqua e grandine, vesciche, tendini e rotule infiammate, fame o sete).
 
Questo mi è sembrato  condivisibile anche per un italiano. Che in questi ultimi anni si trova a convivere con decine di persone che, in ogni campo, parlano di cammini, di grandi vie, di turismo slow o “consapevole”, senza avere idea di che cosa sia la dura (e affascinante) vita che si sceglie quando ci si mette in viaggio a piedi.
 
 
 
INFORMAZIONI
Touring Club Italiano ha pubblicato tre volumi sul Cammino di Santiago:

- la nuova Guida verde "Il cammino di Santiago" (edizione 2015), con oltre 100 immagini, la cartografia Touring con il consueto dettaglio e 670 indirizzi utili; 

il taccuino "Il cammino di Santiago", compagno ideale di viaggio, su cui controllare la via di ogni giorno e dove scrivere note, pensieri, telefoni e ricette.

- il libro "Peregrinos" di Fabrizio Ardito, racconto del cammino in 33 giorni lungo il Cammino di Santiago nella sua versione più celebre, quella che parte dai Pirenei e attraversa il nord della Spagna.

Tutti i volumi si possono acquistare sul sito web www.touringclubstore.com, a prezzi scontati per tutti e soprattutto per i soci Tci.