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2040 nuovi cartelli garantiscono la sicurezza degli escursionisti e la tutela del territorio

In bicicletta sui sentieri dell’Alto Garda trentino, con una nuova segnaletica per Mtb

di 
Fabrizio Milanesi
12 Settembre 2017
Parlare di segnaletica al Touring Club Italiano è come toccare con mano una delle radici che affondano nella storia d’Italia. Sulle ceneri della Seconda Guerra Mondiale il Touring si impegnò infatti nella mappatura del territorio con studi tecnici che sensibilizzarono le istituzioni creando anche un Ufficio Tecnico Segnalazioni Stradali.
 
Siamo consapevoli dell’importanza di mappare un territorio per metterlo al servizio di una comunità. È meritevole quindi l’opera certosina che è stata appena conclusa dall’Apt dell’Alto Garda trentino. 2040 cartelli segnaletici sono stati distribuiti su 1730 chilometri di boschi, foreste, alpeggi, ora dotati di una vera e propria rete ufficiale di sentieri dedicati alla bicicletta, o meglio alla mountain bike. La rete ufficiale intreccia 44 percorsi di piste distribuite tra All Mountain (883 km), Enduro (50 km), Downhill (6,5 km), Cross Country (459 km) cui si aggiungono I percorsi del Bike Park Garda Trentino, disegnati su misura per meno esperti e per bambini.  
 
 
I percorsi si distribuiscono dalle rive del lago di Garda fino in alta quota. Gli anelli storici di Garda Sarca; Tremalzo, Monte Baldo Altissimo, Monte Velo e Dos Casina e i sentieri meno battuti sono ora indicati con il numero del sentiero e il nome dell’itinerario, e i cartelli di divieto d’accesso hanno a corredo la motivazione del no al transito in aree specifiche. Ai biker sono state vietate infatti aree di interesse naturalistico come le riserve naturali, i biotopi, i sentieri riservati agli escursionisti a piedi e le zone di rilevanza storica e culturale.
 
I cartografi del Tci in una immagine di repertorio del nostro Archivio fotografico
 
Nella sostanza l’Apt locale ha imposto una disciplina in un territorio dove i contrasti tra cicloturisti e trekkers si stavano inasprendo, allo stesso tempo garantendo a tutti una maggiore sicurezza. Non solo, l’iniziativa può diventare un modello replicabile in molte aree montane dove ciclisti e camminatori convivono con difficoltà. Dalla nostra continua anche l’impegno del Touring Club Italiano nella valorizzazione del territorio attraverso la segnaletica, che con il suo Centro Studi ha sviluppato una specifica attività di consulenza e affiancamento tecnico alle pubbliche amministrazioni.