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The Floating Piers, la nostra esperienza a due giorni dalla inaugurazione

In anteprima sul lago d'Iseo: ecco com'è camminare sulla passerella di Christo

di 
Stefano Brambilla
16 Giugno 2016
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Giovedì mattina tutto è pronto a Sulzano, sul lago d’Iseo. Nella notte sono stati stesi i teli che coprono i pontili galleggianti già posizionati nelle scorse settimane. I volontari cominciano a guardarsi in giro. Arrivano i giornalisti dalla Germania, dalla Francia, dagli Stati Uniti. Foto, interviste. I vecchietti non capiscono ma sorridono. Che cos’è tutto questo fermento nel loro piccolo paese, tutto rivestito d'arancione? Perché questa folle idea di collegare un’isola alla terraferma con un ponte? 





In conferenza stampa, l’atmosfera è quella di una grande famiglia che si riunisce per festeggiare un avvenimento speciale. I sindaci dei Comuni di Sulzano e Monte Isola (quelli toccati dalla passarella) sono chiaramente pesci fuor d’acqua, in senso buono: si capisce che tutta questa attenzione mediatica per loro è una totale novità, “non ho dimestichezza con i microfoni, sono un uomo pratico, volevo ringraziare Christo per aver calato il poker d’assi su Monte Isola” dice il sindaco Fiorello Turla; e Paola Pezzotti, sindaco di Sulzano, si accoda: “Grazie a Christo per averci considerato una famiglia, grazie alla nostra comunità per aver contribuito a realizzare un’esperienza irripetibile”. Devono aver passato molto tempo insieme, il team di Christo e quello dei due Comuni (e di tutti gli altri del lago): ma l’atmosfera è talmente semplice e gioviale che li immaginiamo seduti intorno a un tavolo a bere un bicchiere di Franciacorta e a ridere del più e del meno.

Christo è esattamente come te l’aspetti: totalmente fuori dalle righe, con gli stivali, la giaccavento rossa, la capigliatura da scienziato pazzo. Potrebbe andare avanti per ore a rispondere alle domande - esattamente come se fosse tuo zio sul divano di casa. “The Floating Piers non è un dipinto, non è una scultura, è un’opera fisica. Devi andare per capire, devi camminare, devi provare” ripete più volte. "L’opera è anche il lago, le case, il paese, tutto fa parte del progetto - a me interessa la realtà fisica, non quella virtuale”. Ribadisce il fatto che il viaggio fatto per arrivare all’inaugurazione è stato un percorso intenso e bellissimo, “Quanta gente ho incontrato, quanti nuovi amici! E’ stata la parte più bella. Ci sono tantissimi Angelo che hanno lavorato all’opera, non sarà certo un caso” conclude con una battuta. Vorresti abbracciarlo.

Lui e il curatore Germano Celant sottolineano il fatto che raramente un’opera di tale portata si riesce a concretizzare in nemmeno due anni. “Solitamente ce ne vogliono almeno cinque! E questa, poi, ci era stata rifiutata tantissime volte, in Argentina, in Giappone. Ma qui è il luogo giusto, è tutto perfetto, le montagne, le strade secondarie, i paesi, i ristoranti vista lago… il lago d’Iseo è il luogo perfetto”. Tutti ridono e ringraziano, anche perché Christo sottolinea ancora una volta come lui e solo lui abbia provveduto a pagare i 15 milioni di euro, finanziati dalla vendita dei suoi quadri, schizzi, bozzetti. “Gratuità e libertà” sono altre parole chiave che sentiamo più volte. 


Partiamo con un battello, i colleghi sgomitano, eccola la passerella che stringe l’isola di San Paolo. E’ larga, forse di più di quanto ci aspettassimo, coperta di questo nylon bellissimo che cambia colore a seconda dell’umidità. Giallo oro con il secco, arancio fino al rosso con il bagnato. Cammini con le suole umide ed ecco le impronte arancioni sul giallo. Un patchwork di colori solari, che oggi contrasta perfettamente con il verde delle montagne, il petrolio del lago, il grigio del cielo. 

Poi scendiamo, finalmente, ed è una sensazione bellissima camminare su questo pontile che non è né fisso né mobile, capisci che è ancorato al fondo e ben saldo, ma nello stesso tempo ti dà un’idea di provvisorietà. Qualcuno toglie le scarpe. Christo continua a parlare entusiasta. Di fronte a noi l’isola di San Paolo, con la villa della famiglia Beretta; accanto la montagna di Monte Isola che ci guarda, lontano Sulzano che occhieggia. Cattivissimi bodyguard ci lasciano fare solo qualche passo, non possiamo allontanarci. Ma non c'è problema, siamo già stregati, ritorneremo.

Abbiamo l’impressione che quest’opera non possa che fare tutti felici: mette allegria, anche con il tempo grigio. “Ho fatto quattro riunioni con la cittadinanza” ci dice il sindaco di Sulzano, “Non c’è nessuno che abbia storto il naso. Un impegno enorme per ottenere le autorizzazioni! Pensa che ero stata eletta da due mesi quando me l’hanno proposto. Ma lo rifarei subito”. Il sindaco di Monte Isola è subissato dalle telefonate. “Per noi è ancora più strano: per la prima volta nella storia, la nostra isola non sarà più un’isola. Ci siamo sempre sentiti protetti, circondati come siamo dalle acque del lago. Ora qualcuno penserà a chiudere la porta di casa, la notte. Ma va bene così: aspettiamo tutti a braccia aperte”. 








The Floating Piers visto dall'alto: esattamente come nel disegno preparatorio.