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Cultura protagonista per l’evento Transart

In Alto Adige l’arte è di scena

di 
Barbara Gallucci
13 Settembre 2011

In un’epoca in cui la confusione regna sovrana fa piacere constatare che c’è chi punta sulle contaminazioni artistiche e non rincorre rigidi e noiosi schemi. Il festival Transart di Bolzano e provincia è sicuramente uno degli esempi più riusciti del superamento tra i confini della arti. A partire dall’opening del 14 settembre quando l’orchestra Alarm Will Sound ha deciso di proporre le sue personali interpretazioni, in chiave concertistica, delle compulsive musiche elettroniche di Aphex Twin. E poi sarà il compositore inglese Matthew Herbert a rompere ancora di più gli schemi con un momento del suo progetto di registrare tutti i suoni del mondo: 500 persone armate di campanacci che propongono il loro personale “concerto”, in questa occasione. A quel punto un concerto di Laurie Anderson (nella foto) potrebbe apparire persino normale senonché è l’unica tappa del suo tour in Italia (23 settembre).


 


Ma il festival Transart fa dell’innovazione e dello stupore il suo tratto distintivo. Per esempio con il progetto Rent a musician: chiunque lo desideri può chiedere a un ensemble di prendere posto in bagno, cucina, sala, garage, sotto la finestra di un innamorato, e suonare. Quando la musica da camera è in camera... A completare lo straordinario calendario, anche teatro sperimentale e dj set e persino un pellegrinaggio musicale alla scoperta di sette piccole chiesette tra Vipiteno e Nosslach, dove le note della musica tradizionale inca creano la più imprevedibile delle sinergie. A fare da scenario agli appuntamenti, oltre alle chiese, anche ex aree industriali abbandonate, le officine delle ferrovie, il Museion, le caserme Druso, e molte altre. Senza pregiudizi Transart può davvero essere l’espressione meno scontata della cultura contemporanea. E può anche capitare di essere coinvolti nelle performance. Un campanaccio non si nega a nessuno.