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A Roma un'esposizione fotografica racconta la città turca candidata a ospitare l'Expo 2020

Il volto di Izmir

di 
Tino Mantarro
8 Maggio 2013

L'ultima volta, nel 2008 era finita 86 a 65. E Milano si era aggiudicata l'organizzazione dell'Esposizione universale del 2015 a danno di Izmir, l'antica Smirne, la terza città turca che puntava a ospitare l'Expo. Forte dell'esperienza passata, consapevole della sua bellezza, delle sue attrattive turistiche (Efeso è a un passo, il mare dell'Egeo le fa da cornice) e della sua capacità organizzativa Smirne ci riprova. E lo fa portandosi dietro l'entusiasmo di tutta una nazione, la Turchia, che aspira ad organizzare il primo grande evento della sua storia.



Per questo il governo turco sta moltiplicando gli sforzi per assicurarsi la maggioranza dei 101 voti dei Paesi membri del Bureau international des Expositions di Parigi che sceglieranno a novembre. A contendere la vittoria alla terza città turca (3,5 milioni di abitanti) Ayutthaya, in Thailandia, Ekaterinenburg in Russia, San Paolo in Brasile e Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. In quest'ottica rientra anche la mostra “Izmir, 8.500 anni di storia” del fotografo turco Aykut Uslutekin che inaugura oggi presso lo spazio espositivo dell’Ufficio Cultura e Informazioni della Ambasciata di Turchia, a Roma in piazza della Repubblica 55/56. Una vetrina per la città in occasione della candidatura ufficiale per ospitare l'Expo 2020. E l'occasione per capire meglio cosa offre questa città e inserirla, perché no, nel prossimo viaggio in Turchia.



Info. Izmir, 8.500 anni di storia di Aykut Uslutekin. La mostra, che si tiene presso lo spazio espositivo dell’Ufficio Cultura e Informazioni della Ambasciata di Turchia, a Roma in piazza della Repubblica 55/56, è visitabile negli orari di ufficio (9-17, dal lunedì al venerdì) e resterà aperta fino al 7 giugno 2013.