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Le novità emerse dalla fiera di Jardines del Rey

Il turismo ricomincia a volare a Cuba, tra cucina doc e sigari

di 
Antonio Armano
23 Luglio 2015
Nell'ultima parte di Isole nella corrente, romanzo pubblicato postumo nel 1970 e con qualche arrangiamento degli eredi, Hemingway descrive la costa cubana della zona di Jardines del Rey e trae spunto dalla sua personale esperienza come pattugliatore marino per conto dell'esercito americano nella seconda guerra mondiale. Siamo dalle parti delle candide spiagge dove è stato aperto un albergo che si chiama Jardines del Rey e dove si è tenuta quest'anno la Fit, la fiera internazionale del turismo di Cuba che di solito si tiene all'Avana.

L'Accademia cubana di cucina e il Cammino del sigaro sono state due tra le novità annunciate alla Fit sulle quali si punta molto per le prossime stagioni turistiche. Un pellegrinaggio, quello dei sigari, per vedere come nascono i 'puros', i Cohiba, Romeo y Julieta e così via. Insieme al mojito, sono i più fedeli compagni di Hemingway per anestetizzare il male di vivere che lo attanaglierà fino al suicidio.
 
Quest'anno il Paese ospite d'onore della Fit è stata l'Italia grazie anche a un ritorno di fiamma del turismo dal Belpaese che ha visto le presenze incrementare nel 2014 del 17 per cento. Alla fiera abbiamo incontrato anche un operatore turistico americano che pioneristicamente porta da anni viaggiatori Usa a Cuba. A breve tutto cambierà probabilmente con il percorso di distensione in corso e si vedranno più statunitensi in giro. Per ora sono i canadesi ad avere il sopravvento. Perché l'inverno lassù e freddo e lungo e Cuba vicina. Come per noi andare alle Canarie o giù di lì.
 
 
L'ISOLA CHE C'È
Alla Fit si celebravano anche i vent'anni della compagnia aerea italiana Blu Panorama che è uno dei principali vettori per l'isola. A bordo ci sono hostess cubane e salendo a Malpensa ci si sente già un po' sull'isola. La memoria corre ai film, a quelli ambientati a Cuba, anche al film tratto dal romanzo di Hemingway Isole nella corrente. Non un capolavoro ma abbastanza invecchiato, è del 1977, da poter essere visto con l'indulgenza che si riserva al tempo passato e al bianco e nero. Molto meglio Il nostro agente all'Havana, con Alec McGuinnes e tratto dal romanzo di Graham Green, malinconia e ironia cubana coloniale prerivoluzionaria allo stato puro. Tutto cambia, ma in qualche modo, Cuba resta bella come sempre.