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Il tricolore racconta i vini dell'Alto Adige

di 
Marco Lovisco
21 Febbraio 2014

Il bianco della neve, il rosso della bacche di Lagrein e Schiava e il verde scintillante dei vigneti in primavera. Al confine estremo della Repubblica italiana in una terra in cui la nostra lingua tende la mano al tedesco e al romantico ladino, il tricolore ci è sembrato offrisse la giusta combinazione cromatica ed emotiva per ritrarre queste lande altoatesine, poste ai piedi delle incantevoli Dolomiti.
 

BIANCO. Il bianco è quello della neve, che protegge col suo manto candido le montagne e i paesi che riposano ai piedi delle Dolomiti, ma è anche il colore del vino, capace di raccontare storie uniche che rendono l'esperienza gustativa un evento che coinvolge la mente oltre che il palato. C'è la storia dello spumante Arunda Cantina Talento a Meltina in provincia di Bolzano, le cui uve crescono a 1200 metri. Veri e propri pionieri della viticoltura d'alta quota, vantano oggi la più alta cantina col metodo classico d'Europa. C'è poi la storia della cantina St.Pauls (nella frazione di San Paolo ad Appiano in provincia di Bolzano) che ha sfruttato un vecchio bunker degli anni Trenta (foto in gallery) per far maturare il suo spumante Praeclarus Cuvée, convertendo un relitto della Seconda Guerra Mondiale in un luogo di silenzio e pace. Vino come conforto per il corpo, ma non solo. É il caso della cantina dell'Abbazia di Novacella (consigliamo il Veltliner Praepositus 2011), nella valle d'Isarco (foto in gallery). Come spiega il suo amministratore delegato Urban von Klebelsberg, il vino in questo caso può essere considerato uno sponsor che permette all'abbazia di dedicarsi ad attività sociali. Citazione d'obbligo infine per il Pinot Bianco Sirmian 2012 della cantina Nals Margreid, premiato come vino bianco dell'anno 2014 dal Gambero Rosso.
 

VERDE. Il verde è quello scintillante dei vigneti in primavera, come quelli di Kastelaz e Castel Ringberg (foto in gallery) della cantina Elena Walch, una delle donne più celebri del vino italiano. Elena, con le figlie Julia e Karoline (foto in gallery) ha dato vita ad un'azienda che unisce alla qualità dei vini (consigliato il Lagrein Riserva Castel Ringberg 2009), eleganza, stile e femminilità. Imperdibili, da aprile ad ottobre, le passeggiate nei vigneti di Kastelaz e Castel Rindberg a Termeno (Tramin) in provincia di Bolzano, con degustazioni tra i tralci di vite, mentre la guida introduce i visitatori all'arte della degustazione e alla storia del vigneto Walch e della tradizione vinicola dell'Alto Adige. La visita, che dura circa tre ore e mezza, si conclude nell'elegante bistrò “Le verre capriceux” situato nel parco dell'azienda. Un'occasione per unire alla passione per il vino, il piacere di una passeggiata in uno scenario incantevole.
 

ROSSO. Il rosso è quello dell'uva e della passione per il vino, che unisce le famiglie del territorio altoatesino creando nella zona di Bolzano distese di vigneti affiancati l'un l'altro, vicini ma ognuno diverso per personalità e carattere. È il caso delle cantine Egger-Ramer (foto in gallery) e della Cantina Bolzano con i loro Lagrein. Consigliamo a questo proposito il Lagrein Gries Riserva Kristan 2009 della cantina Egger-Ramer e il Lagrein Riserva Taver 2003 della Cantina Bolzano, due vini rossi nobili e vellutati dal sapore deciso. Musica, poesia e una dose di follia sono invece i pilastri della cantina “Mahatma Wines” (foto in gallery) dell'hotel “La perla” di Corvara. Dal rock che fa danzare le bollicine, alla pertica che permette ai sommelier di calarsi dal ristorante rapidi come pompieri, fino ai canti gregoriani che accompagnano il riposo del sovrano di questa cantina-tempio: il pregiato Sassicaia, vino tanto nobile da meritare un cavalierato in suo onore. Ogni due anni infatti vengono insigniti con un'investitura in piena regola i cavalieri Amanti del Sassicaia. Sono sommelier, appassionati, amici, cuochi, personaggi famosi che apprezzano il vino e si sottopongono alle prove necessarie per conquistare l'agognata spilla con la stella, simbolo di questo vino pregiato. Per addolcire (in tutti i sensi) questo rosso intenso, chiudiamo l'articolo con il Moscato Rosa Ushas della cantina Cortaccia, un vino da bere accanto al camino mentre fuori nevica, abbinandolo con cioccolato (fondente), dolci natalizi e delle buone storie da raccontare.
 

Info: www.vinialtoadige.com