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Il Bike Sharing Director di Clear Channel racconta a touringclub.it tutte le novità

Il rilancio di BikeMi: la Milano del bike sharing avrà biciclette light e nuove stazioni

di 
Fabrizio Milanesi
18 Maggio 2017
Confusione e minacce di stop aleggiavano da qualche settimana su BikeMi, il bike sharing milanese che integra biciclette tradizionali a biciclette elettriche: “Eccessivi costi di manutenzione”, aveva dichiarato alla stampa l’assessore alla Mobilità Marco Granelli.
 
Nel piano di ristrutturazione della mobilità metropolitana erano finite nel mirino della municipalità le e-bike biancorosse introdotte in occasione di Expo 2015. Ma il più importante e-bike test d’Europa non subirà nessuno stop, anzi la volata è lanciata con la prospettiva di un servizio sempre più allargato ed efficiente.
 
Il nuovo charging centre di bike-mi a Milano
 
POSTEGGI BICI IN AUMENTO E BICI PIÙ LEGGERE
A smentire le notizie che allarmano la comunità pedalante di Milano e gli abbonati al servizio di Comune e Atm è Sergio Verrecchia, Bike Sharing Director di Clear Channel, società che fornisce alla municipalità il servizio di bike sharing.
 
“Vorrei fare un po’ d’ordine" ci racconta Verrecchia. "I costi attribuiti al servizio di bici elettriche (1.100mila euro) sono in realtà da spalmare sia sulle 1.000 e-bike circolanti sia sulla gestione di 70 stazioni non coperte dagli introiti pubblicitari. A oggi si sta invece lavorando proficuamente con Comune e Atm per migliorare il servizio e aumentare la ricettività. Milano attualmente ha 280 stazioni, 3650 biciclette tradizionali e 1000 e-bike".
 
Primo problema. Molta utenza lamenta una carenza di posteggi nelle ore “calde” della giornata lavorativa. Arrivando tra le 8 e mezza e le 9 in centro città partendo dalla periferia si rischia di trovare tutti gli stalli occupati e dover cercarne faticosamente uno libero per terminare il noleggio. “Siamo onesti" risponde Verrecchia. "Il sistema è oggi al limite. Noi cerchiamo durante la notte di distribuire i mezzi seguendo la domanda di prelievi che monitoriamo dal nostro centro informatico. Ma il problema è un altro. Le stazioni in centro sono quelle costruite agli esordi del servizio di sharing (2008). Quindi poche rispetto alla crescita esponenziale di quanti oggi utilizzano BikeMi, in media 22000 al giorno. Per ovviare al problema stiamo programmando l’ampliamento delle stazioni esistenti e l’installazione di 6, 7 nuove stazioni per avere in tempi brevi almeno 300 posteggi in più”. 

Un altro punto contestato dai ciclisti è costituito dal peso e dalla poca manovrabilità dei mezzi di BikeMi, soprattutto delle e-bike. “Vogliamo dare al Touring una notizia positiva" rivela Verrecchia. "Andremo a sostituire ben 2300 biciclette (tradizionali e elettriche) alleggerendone il peso del telaio, senza precludere alla sicurezza e al bilanciamento dei mezzi. Il design e i colori rimarranno identici" .



UN SUCCESSO ANNO DOPO ANNO
Peraltro, il successo di BikeMi ha trovolto Milano, affiancandola alle amministrazioni delle città europee dello sharing a pedali: Londra, Barcellona, Stoccolma e Lione. Dai 703mila prelievi dalle 100 stazioni installate nel primo anno, nel 2016 le stazioni sono diventate 280, con ben oltre 4 milioni di utilizzi all’anno e oltre 1,6 milioni di kg di CO2 risparmiata.
 
A suggellare l’impegno sul consolidamento del servizio di bike sharing integrato (biciclette muscolari ed e-bike) è l’inaugurazione il 31 gennaio scorso del Charging Centre fotovoltaico di via Calvino, a Milano (vai alla nostra news dedicata). 
 
Una bicicletta BikeMi in piazza del Duomo, a Milano
 
LA CRESCITA DELLE BICI ELETTRICHE
Noi del Tci siamo lieti del futuro prospettato dal rappresentante di Bike Channel e speriamo che il servizio di mobilità integrato abbia ancora più successo, confermando Milano all’avanguardia nello sharing integrato cittadino. 
 
La scelta dell'investimento sulla bici elettrica di Atm, Comune e Clear Channel segue il trend avvalorato dai dati diffusi giovedì 11 maggio dall’Ancma – Associazione nazionale Ciclo Motociclo Accessori. Mentre il mercato 2016 della produzione delle biciclette tradizionali è registrato in lieve flessione rispetto al 2015, le e-bike hanno incassato un incremento di produzione del 120%. Una tendenza di cui beneficia non solo la produzione italiana di e-bike, passata dai 16.600 veicoli del 2015 ai 23.600 dello scorso anno, ma tutto il settore dell’indotto.
 
I motivi di questo successo risiedono in un design sempre più accattivante delle e-bike, accompagnato da tecnologie che permettono il montaggio di motori sempre più performanti e sensibili su mezzi sempre più leggeri e manovrabili. La velocità massima consentita al motore elettrico di una e-bike sono 25km/h, più che sufficienti a muoversi agilmente in una giornata qualsiasi nel traffico cittadino, o utilissimi a sostenere trekking impegnativi per tutti i percorsi off-road. 
 
Le e-bike allargano il pubblico delle esperienze off-road /foto Val di Fiemme Turismo
 
MASSIMO CIRRI DI CATERPILLAR: DA BIKE THE NOBEL A CICLISTA URBANO FELICE
A farsi ancora una volta portavoce dei ciclisti milanesi è Massimo Cirri, voce di Caterpillar e ciclista urbano ritrovato, oltre che promotore insieme a Tci e Girolibero della candidatura della Bicicletta al premio Nobel per la Pace 2016.
 
“Perdere il servizio di sharing integrato sarebbe stato un drammatico errore" commenta Cirri. "Sarebbe venuta meno una possibilità in più per avvicinare i cittadini alla bicicletta. Milano con il servizio di BikeMI che intreccia biciclette tradizionali ed e-bike vanta un primato europeo. Tentare di razionalizzare i costi della macchina comunale tagliando un servizio importante anche per l’immagine della città sarebbe stato uno scivolone anche comunicativo".
 
Massimo Cirri (l'ultimo a destra) e il team di Caterpillar sui "rulli" del BikeMi
 
"C’è di più" sottolinea Cirri "tutti gli indicatori vedono la bicicletta elettrica come modo di avvicinamento alle due ruote. Soprattutto in città dalle dimensioni medio-grandi come Milano. Io ne sono un esempio pedalante: ho iniziato a venire al lavoro in bicicletta solo perché il Comune ha messo a disposizione le e-bike, facendo 12 chilometri tra andata e ritorno. La bici elettrica può essere anche vista come mezzo di transizione per arrivare a quella tradizionale. Saliamo in sella per goderci le bellezze di Milano!".  

INFORMAZIONI
Tutti i dettagli del servizio Bike-Mi sono sul sito dedicato.