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Decima edizione del festival romano diretto da Marco Delogu

Il miracolo della fotografia

di 
Tino Mantarro
30 Settembre 2011

Dieci edizioni, una sede espositiva tutta nuova, oltre duecento fotografi in mostra e tante immagini da guardare, studiare e ammirare, con calma. Dal 2002 il festival Fotografia di Roma, creato e diretto da Marco Delogu, cresce, si reinventa, produce e mette in mostra (in una parola: resiste) nonostante tutto. In dieci anni il panorama del mondo della fotografia è a dir poco cambiato, ha subito una vera e propria rivoluzione. Merito, o colpa, del digitale e della diffusione delle attrezzature di ripresa (dai telefonini alle micro macchine) a tutti i livelli e in tutti i luoghi. Però un festival come quello romano continua a celebrare e promuovere la fotografia come forma d’arte e testimonianza, e non solo come attimo evanescente.


 


Una fotografia che si vede e si tocca. Ancorata alla terra, come vuole il tema di quest’edizione, dedicato alla Terra Madre: l’occasione per riflettere sulla relazione tra il fotografo e il territorio. La ricognizione sul terreno (uno studio/indagine della capitale ogni anno assegnata a un fotografo diverso) questa volta è stata affidata all’americano Alex Soth.



Info: fino al 23 ottobre al Macro Testaccio (piazza Giustiniani 4) e in altre decine di location della città, dalle gallerie private agli spazi istituzionali. Qui