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Un Mojito all'Avana o un French Connection a Marsiglia, a New York per un Cosmopolitan o uno Spritz a Venezia?

Il giro del mondo in 10 cocktail

di 
Fabrizio Milanesi
19 Maggio 2017
A un tavolino liberty sul porto di Marsiglia o sotto le pale in un bar caraibico, tra i grattacieli made in Ny o in un locale anonimo a guardare il mar arabico. Un cocktail può essere molto più di una bevuta. E ogni cocktail ha origini e storie che spesso accendono dibattiti infiniti. Facciamocene una ragione e tentiamo di non andare troppo nei dettagli proponendovi questo giro del mondo in 10 bicchieri. Non serve essere frequent flyer. Basta sedersi a un bancone e accendere la fantasia.
 
1.UNO SPRITZ A VENEZIA
Spritzen in austriaco significa spruzzare. La leggenda narra che i soldati austroungarici non reggessero molto la gradazione dei vini veneti e (orrore!) li allungassero con acqua gasata. Ora lo Spritz è famoso in tutto il mondo, ma berlo ai tavolini di un bar veneziano, magari con la laguna sullo sfondo e l’isola della Giudecca di fronte è un rito irrinunciabile.
 
 
2. UN SINGAPORE SLING… A SINGAPORE
Agli inizi del Novecento lo bevevano a piccoli sorsi le signore bene. Se ne accorsero i viaggiatori british che lo importarono tra i bar della City a far concorrenza alle pinte di birra e al gin tonic. Lo creò Ngiam Tong Boon, bartender dell Raffles Hotel di Singapore, dove ordinarlo è quasi un obbligo.
 
 
3. UN IRISH COFFEE A DUBLINO
In verità l’Irish coffée nasce in un aeroporto, irlandese certo… ma non dublinese. È un giovane barman di Shannon che nel 1942 unisce caffè e whiskey per qualche avventore in cerca di novità. Spesso le leggende da bancone nascono così, per caso.
 
 
4. UNO “SBAGLIATO” A MILANO
Mirko Stocchetto era il titolare del celebre Bar Basso di Milano dove, nel 1968 un barista alle prime armi intento nella preparazione di un classico Negroni versò del prosecco al posto del gin accanto al Martini Rosso e al Bitter Campari. Sembra la storia della nascita della stracciatella in quel di Bergamo. Ma dall’errore nacque un grande classico della “Milano da bere”.
 
 
5. UN LONG ISLAND ICE TEA A NEW YORK?
Il dibattito sulle origini e la ricetta originale del Long Island Ice Tea è accesissimo tra professionisti e appassionati. C’è chi sostiene che il primo L.I. venne servito nell’era del proibizionismo Usa. La principale contestazione rimanda ai traffici commerciali di vodka, che iniziarono solo negli anni 70. I ben informati dicono che sia stato un certo Robert Butt, barista dell’Oak Beach Inn, a servirlo per primo. A suo favore c’è la geografia, visto che L’Oak Beach Inn si trovava a Babylon, proprio a Long Island.
 
 
6. O UN COSMOPOLITAN A MANHATTAN?
A dire il vero dovremmo citare proprio il Manhattan cocktail, nato nel 1874 al bancone del Manhattan Club di New York. Ma questo grande classico a base di Rye whiskey e vermouth è stato negli anni superato in notorietà proprio dal Cosmopolitan, il long drink più amato delle star: da Madonna a Sarah Jessica Parker, l’eterna single della serie cult Sex and the City.
 
 
7. UN FRENCH CONNECTION A MARSIGLIA
Erano gli anni 50, quando la droga passava tra Usa e Francia con il lavoro infaticabile proprio della French Connection, organizzazione malavitosa raccontata anche da un film del 2014. A Marsiglia si preparava l’eorina e il clan italo-americano la distribuiva negli States. Quali sono gli ingredienti di uno dei più famosi “cocktail criminali”: il Cognac e l’Amaretto di Saronno, due grandi classici divisi solo dalle Alpi..
 
 
8. UN MOJITO A L’AVANA
La Bodeguita del Medio è più di un bar, più di un locale, è il luogo dove si sedevano Heminbgway e Pablo Neruda nei loro transiti caraibici: rum, zucchero di canna, succo di lime, foglie di menta e acqua gasata rinfrescavano le chiacchiere di avventori, avventurieri, navigatori e poeti.

 
9. UNA SANGRIA A BARCELLONA
Sangria rossa come il sangue, come il fuoco che accende il temperamento iberico. Vino e frutta, mele pesche arance e poi… a ognuno la sua ricetta, che sia con il rhum o con il brandy, mixati con spezie a piacere.
 
 
10. UN LEMON MINT IN OMAN
Nella tradizione islamica l’alcol non è un grande alleato. Ma in genere l’alcol non è un grande alleato del caldo a volte torrido che avvolge la penisola arabica. Allora se siete a Muscat, capitale dell’Oman, chiedete un lemon mint e avrete un bicchierone di menta pestata, succo di limone, granatina di ghiaccio e zucchero. Un rametto di menta a decorare e il nemico a 43 gradi è messo alla porta.