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Assegnati i premi della terza edizione della manifestazione padovana

Il festival cinematografico Detour premia i migranti di Lojkine

di 
Tino Mantarro
21 Ottobre 2014
And the winner is… Hope, raod movie del regista francese Boris Lojkine che racconta il viaggio disperato di due giovani africani attraverso il Sahara in cerca di un futuro migliore. Sì è conclusa con questo premio aggiudicato al miglior film in concorso la terza edizione di Detour, il festival del cinema di viaggio di Padova diretto da Marco Segato e organizzato dalla fondazione march.

La giuria, presieduta da Luca Bigazzi con Lucia Mascino e Matteo Oleotto, ha premiato il film di Lojkine, passato alla scorsa edizione del festival di Cannes, perché «racconta con forza e sincerità il viaggio disperato di due giovani africani verso un futuro che sperano migliore. Ogni giorno centinaia e migliaia di esseri umani compiono questo tipo di viaggi, mettendo a rischio la propria vita avendo l'unica colpa di essere nati nel posto sbagliato». Menzione speciale della Giuria a El Rayo, di Fran Araújo e Ernesto de Nova che racconta la storia di un emigrante marocchino che decide lasciare la Spagna, investire tutti i suoi risparmi in un trattore e a bordo di questo tornare a casa. Mentre il premio speciale è andato a Cherry Pie, dello svizzero Lorenz Merz, storia di Zoé che cerca di fuggire da se stessa attraversando città anonime e stazione di servizio.
 
Diverso il giudizio del pubblico, che invece ha premiato The stone river, documentario di Giovanni Donfrancesco che racconta la storia dei lavoratori della pietra italiani che a inizio Novecento andarono a lavorare nelle cave del lontano Vermont. Ora non resta che aspettare la prossima edizione di Detour e intanto cercare di vedere i film in qualche cinema lungimirante che abbia la bella idea di passarli.
 
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