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Dall'11 al 14 si parla di biciclette. Al cinema, ma non solo

Il BFF all'ombra della Madonnina

di 
Renato Scialpi
10 Ottobre 2012

“Il ciclismo urbano torna a valori etici ed estetici di una volta. Questa purezza fa presa sulle menti e fa crescere il movimento”. È l'efficace sintesi di Brendt Barbur, quarantunenne newyorkese di adozione e ideatore nel 2001 il BFF - Bycicle Film Festival che dall'11 al 14 ottobre approda anche a Milano. "Anche". Perché la metropoli lombarda è la numero 26 in ordine di tempo a ospitare un evento BFF. Iniziativa che ha già coinvolto non solo New York City, ma un elenco di grandi città che – in ordine alfabetico – spazia da Atene a Vienna, passando per Brisbane, Città del Capo, Hong Kong e Los Angeles.



Il BFF è nato da un incidente di bicicletta
(uno scontro con un bus) che Barbur ha voluto “volgere in positivo” con l'organizzazione di un evento che porta sotto la luce dei riflettori, o meglio sugli schermi, una realtà poco nota ma in fortissima crescita. E attraverso produzioni low budget che si avvicinano il più possibile a quello che sta diventando uno stile di vita metropolitano di diffusione sempre più ampia.



Le proiezioni del BFF - Bycicle Film Festival sono in programma al cinema Mexico di Milano, via Savona 57, dalle 19 di venerdì 12 ottobre alla serata di domenica 14; gli eventi collaterali, previsti allo spazio ex-Ansaldo di via Bergognone 36 e nelle sue vicinanze, cominciano giovedì alle 19 con l'inaugurazione della mostra Senza Mani, dedicata ai provos, movimento di ecologisti, attivisti e agitatori, che animarono Amsterdam a metà degli anni Sessanta.



Qui il programma di dettaglio del BFF - Bicycle Film Festival e a seguire una selezione di filmati tratta dalle precedenti edizioni.