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Funghi 2016: i posti migliori

di 
Piero Carlesi
29 Settembre 2016

Con l'arrivo dell'autunno la stagione della raccolta dei funghi per tradizione entra nel vivo, anche se quest'anno le premesse sono tutt'altro che rosee... Le ragioni della scarsità dei funghi di quest'anno, ormai dichiarata da più regioni, sono varie, ma fondamentalmente la principale sembra essere una sola: il cambiamento climatico.

Cambiamento inteso non tanto per la grande siccità che ha colpito questa estate le regioni nel Norditalia, quanto la mancanza di umidità. Infatti le due condizioni che favoriscono la crescita dei funghi sono le temperature alte, o per le meno tiepide, e l'umidità del terreno del sottobosco. E quest'anno a fronte del caldo, esteso anche ad alta quota fino a metà settembre, non ha coinciso con una notevole umidità. E ciò ha determinato la scarsità di funghi che oggi stiamo registrando.
 
 
Se nei prossimi giorni e settimane le condizioni meteo dovessero cambiare ecco che varrebbe la pena calzare gli scarponi e avviarsi – dopo essersi messi in regola con tesserini validi per la raccolta previo pagamento dei balzelli diversi regione per regione, area per area – nei boschi tradizionalmente più generosi.
 
Dove andare quindi per avere concrete speranze di non fare una escursione nei boschi a vuoto? Ecco qualche consiglio.
 
NEL NORDITALIA
Si devono prediligere i boschi di castagno e di faggio, ma vanno bene anche le abetaie. Per esempio la bassa valle d'Aosta (la zona di Donnas), molte valli dell'entroterra ligure del Ponente al confine con il Piemonte come la zona di Pieve di Teco e di Bardineto, ma anche nel Levante verso la Lunigiana, il Monferrato, il Canavese, il Biellese, la Valsesia e l'Ossola fino ai rilievi che sovrastano il Lago Maggiore.

In Lombardia si devono prediligere le aree montuose e collinari meno abitate come per esempio la Valsassina, il versante orobico della Valtellina, le valli bergamasche e la val Camonica, ma anche l'Oltrepò pavese. In Trentino la val di Non, la val di Sole e la val Rendena, ma anche la val di Fiemme e l'altopiano della Paganella. In Alto Adige la bassa Pusteria e la val Venosta.

In Veneto l'area Bellunese con i boschi del Cadore, del Cansiglio, gli altopiani di Asiago e dintorni, le valli dei Lessini; in Friuli-Venezia Giulia il Tarvisiano e le valli di Tolmezzo. In Emilia-Romagna, infine, la val di Taro con la zona di Berceto.
 
 
NEL CENTRO E SUDITALIA
In Toscana il Pontremolese, e l'area del Monte Amiata, in Umbria la zona di Terni, nelle Marche le aree dei monti Catria, Nerone nel parco dei monti Sibillini.

In Abruzzo sui monti della Laga, nel Teramano, ma anche nell'Aquilano e nella Marsica. In Campania nell'entroterra salernitano nel parco nazionale del Cilento, nel Casertano e nella zona del Lago Laceno. In Basilicata la zona di Potenza e Aliano, in Calabria le zone montuose della Sila.
 
 
QUALCHE RACCOMANDAZIONE
Prima di intraprendere un'escursione nei boschi è indispensnsabile accertarsi di essere in regola con i permessi di ogni singola zona, avere un abbigliamento adatto e calzature da trekking, una mappa del territorio, un cestino ove riporre i funghi raccolti. Consiglio forse inutile ma assolutamente non così scontato: consumate i funghi solo dopo che questi siano stati identificati con certezza, possibilmente da un esperto.