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Cuba, Brasile, Kenya, India e Marocco le mete per dimenticare cenoni infiniti e corse all'ultimo regalo

Fuga dal Natale, cinque viaggi da non perdere

di 
Fabrizio Milanesi
21 Dicembre 2016
 
Premessa. Questo articolo è adatto a un pubblico con una decina di giorni liberi da impegni e con una propensione a mettersi in direzione ostinata e contraria a riti privati e tradizioni collettive che occuperanno l’agenda nelle prossime due settimane: viaggio verso i parenti vicini e lontani, cenone della vigilia, pranzo di Natale (sai quando ti siedi ma non sai quando e come ti rialzerai), rito dello scambio dei regali e discorsi che sfumano nella questione capitale: “Ma a Capodanno?”.

Ecco, vi diamo non una ma cinque vie di fuga, calde, lontane ed emozionanti. Anche in qualcuno di questi paesi si vive con passione il Natale, ma colori e atmosfere stravolgeranno la dimensione che accompagna le feste tra le mura di casa. 
 
1. CUBA
L’ultimo saluto a Fidel Castro ha sospeso l’isola in un limbo, tra icone del passato e presagi su un futuro incerto. E questo per chi ama il viaggio nella sua accezione più autentica è di suo un buon motivo per fare le valigie e prendere il volo. Ma a destinazione ci saranno anche certezze immuni dalla cronaca recente, a cominciare dall’Avana, che vi accoglierà nel suo intrico di strade arricchite dal romantico fascino della architettura coloniale spagnola. Tra botteghe, profumi e colori vividi la città vecchia della Capitale è un concentrato di bellezza sancito anche dall’Unesco, di cui è patrimonio dal 1982. 

Via da l’Avana ecco il mare caldo e le spiagge che si susseguono in una sequenza suggestiva. Si parte da Playa de Este per arrivare alla spiaggia azzurra di Varadero, e poi Playa Maguana, Playa Las Coloradas e gli arcipelaghi di Cayo Largo e Cayo Santa Maria. Non credo che sarete assaliti dalla voglia di pantofole e panettone.
 
Il clima
Tra novembre e aprile cielo quasi immune dalle perturbazioni e colonnina sui 30 gradi.
 
 
2. RIO DE JANEIRO
Perché dire Brasile è decisamente un’enormità da affrontare in dieci giorni o poco più. Il ciclone olimpico è passato dando una sferzata a una metropoli che di certo non era carente di carica vitale. I simboli paesaggistici scolpiti nell’immaginario collettivo sono il Pão de Açùcar, il Corcovado e il Morro dois Irmaos, oltre alle spiagge più fotografate del mondo, Ipanema e Copacabana.
 
Con le opportune precauzioni (non girare la sera con oggetti di valore e soprattutto soli nei pressi delle favelas) Rio offre un caleidoscopio di esperienze, naturalistiche, culturali, artistiche o più folcloristiche e religiose. Ovvio, qui il Natale sarà celebrato con trasporto, ma il cambio di atmosfere e colori sarà comunque radicale.
 
Imperdibile un tour panoramico tra la baia di Guanabara, l’Enseada de Botafogo e la Loagoa Rodrigo de Freitas per ammirare il profilo del Corcovado. Non perdetevi poi i colori sgargianti delle case coloniali del Largo do Boticàrio o la scalinata in maioliche che conduce all’abitato coloniale di Santa Teresa. Il clic imperdibile è sul Pão de Açùcar, magari al tramonto, magari non rimpiangendo la scalata a un panettone gastronomico.
 
Il clima
Caldo, umido, ventilato. Qui l’estate corre tra dicembre e marzo, con l’epilogo del carnevale più energetico del mondo.
 
 
3. KENYA
Natura al suo massimo stato di grazia. Se si ha la fortuna di poter visitare il Kenya durante i nostri mesi d’inverno raggiungerà un clima caldo e per fortuna più secco del solito. Atterrando a Nairobi si ha l’occasione di concentrare i pochi giorni a disposizione nella parte nord del Paese.
 
Direzione Monte Kenya, un gigante che supera i cinquemila metri d’altezza ai cui piedi si stende una vegetazione lussureggiante che accosta ai baoab le acacie e le palme. Il Meru National Park vi attende offrendo l’occasione imperdibile è quella di avvistare gazzelle, zebre, ippopotami e bufali.
 
Per vedere gli elefanti, che guadano in branco il fiume marrone, il grande Ewaso Nyro, programmate la visita alla Shaba National Reserve e dedicate un minuto di silenzio a una renna stanca e infreddolita dalle nevi lapponi. 
 
Il clima
L’oceano Indiano allenta il clima equatoriale e le temperature, che possono variare tra i 20 e i 40 gradi. L’escursione termica si attenua in prossimità degli altopiani della Rift Valley.
 
 
4. RAJASTHAN (INDIA)
Come per il Brasile, anche nella sterminata India conviene fare una scelta per non disperdere tempo ed energie in spostamenti logoranti. Vero, il Taj Mahal di Agra è il simbolo della nazione, ma dentro e ai confini dello Stato del Rajastan si scoprono città difficili da dimenticare: Jaipur, la città di rosa arenaria (e la capitale), Amber, con la sua poderosa fortezza e Jodhpur, che nella sua parte vecchia diventa blu come il colore delle case.
 
Forse a tavola ritroverete in qualche piatto l’aroma natalizio della cannella, ma un biryani alle prugne e un dahl condito con salsa chutney e verdure al curry saranno la vostra ribellione ai cappelletti in brodo e al cappone ripieno.
 
Clima
Da ottobre ad aprile caldo e sole accompagnano il giorno con temperature intorno ai 25°. La notte rinfresca mettendo al bando insonnia da caldo e umidità, che in altre stagioni sono letali.
 
Jaipur, il Jal Mahal Palace 
 
5. MAROCCO
Il fascino esotico di un bagno turco nel centro di Marrakesh? Il silenzio tra le dune sinuose di Merzouga o la frenesia dei suk delle grandi città del nord? In una settimana o poco più si può fare molto in Marocco.
 
Le distanze da coprire non sono da capogiro e le possibilità che offrono scenari naturali molto diversi tra loro sono alla portata di un viaggio a tappe, e nemmeno troppo costoso. Se volete davvero essere irriverenti con le amiche Alpi, allora dirigetevi verso le nevi che imbiancano il massiccio dell’Atlante. La distesa rossa che anticipa la salita è la quinta perfetta per un ciak di Sergio Leone, ma poi il film cambia. Ecco Jbel Oukaïmeden: 3200 metri, seggiovie e chilometri di piste imbiancate, molto più estremo di un’oasi nel bel mezzo di un deserto.
 
Sciare a tremila metri nei pressi del villaggio berbero di Oukaimeden

Il clima
Da dicembre a febbraio il giorno è temperato, ma la notte la colonnina scende, anche fino allo zero. A 3000 metri d’altezza non avete bisogno di consigli sull’abbigliamento, ma in pianura, quando da sud soffiano venti caldi, si raggiungono anche i 30 gradi.