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La storia e l'evoluzione della bicicletta dalle ruote grosse nata tra Alaska, Messico e Sahara

Fat bike, cos'è e dove provarla sulla neve in Italia

di 
Fabrizio Milanesi
12 Gennaio 2017
Strane biciclette dalle ruote giganti si aggirano per le strade e crescono nei numeri con il trascorrere dei mesi. I più guardano divertiti queste mountain bike che lentamente si muovono su enormi copertoni tassellati. Ma come spesso accade, lo stupore è nel vederle fuori contesto, nelle piazze dei centri storici, goffamente appoggiate ai tavolini dei caffé trendy...
 
L'IDEA DELLA FAT BIKE
L’oggetto misterioso si chiama fat bike. Letteralmente si traduce in bici grassa, ma più elegantemente si può parafrasare con  “biciclette dalle ruote grosse”. I primi prototipi artigianali risalgono addirittura ai primi del Novecento, ma è dopo l’introduzione del concetto di Mountain Bike negli anni 80 che la Fat bike inizia ad assumere una identità.
 
È il ciclista e avventuriero Jean Naud sempre negli anni '80 a sperimentare a fondo la prima FatBike sulle strade dissestate e nel deserto del Sahara algerino (la Michelin fornì copertoni sperimentali). Dai suoi viaggi nasce il road book “Trois Roues Pour Timbuctu” che forse arriva in mano ai produttori di biciclette di stanza in Alaska, che verso il 1989 provano a replicare l’esperimento su ghiaccio e neve.
 
 
I PRIMI ESEMPLARI, DAL MESSICO ALL'ALASKA
1999, Las Vegas, fiera di Interbike. Si incontrano il ciclista/guida turistica del New Mexico, Ray Molina, e il proprietario della Wildfire Designs Bycicle di Palmer (Alaska), Mark Gronewald, che in pochi mesi progetta e produce insieme a John Evingson i primi telai per le ruote utilizzate da Molina nei suoi Guide Tour in centroamerica. Gronewald conia la definizione azzeccata "fat bike", che l’azienda del Minnesota Surly porterà in produzione con la Pugsley, la prima bici grassa in commercio.
 
 
DOVE PROVARLA NELL'INVERNO 2017
In Italia di deserti nemmeno l’ombra, ma le spiagge non ci mancano e soprattutto di montagne quante vogliamo. E visto che è stagione ecco qualche indirizzo dove sperimentare la fat bike nel suo ambiente prediletto.
 
1. In Piemonte è l’Associazione Turismo Commercio Formazza (Vb) a proporre escursioni guidate in FatBike.
 
2. In Valle d’Aosta un operatore propone uscite guidate, anche di notte, a prezzi abbordabili, con la variante di proposte per addii a nubilati e celibati decisamente originali e divertenti.
 
3In Lombardia l’occasione per pedalare sulla neve è a Livigno, luogo tradizionalmente legato al mondo dei bikers, dove si possono provare direttamente sulla pedonale battuta che si snoda per oltre 20 km lungo tutto il paese.
 
4In Trentino Alto Adige 
 
Provincia di Bolzano: a Selva di Val Gardena (Bz) propongono uscite in gruppo, a partire da 85 euro a persona.
Provincia di Trento: in Valsugana le chiamano “bici con le ruote ciccione”, tanto per non dare adito a dubbi.
A Folgaria, Lavarone e Luserna si sono decisamente organizzati bene. Sul sito che segue potete trovare percorsi ad hoc, consigli sull’abbiliamento e addirittura le tracce GPS.
 
5. in Veneto
Per l’altopiano del Cansiglio le proposte si allargano ad itinerari culturali e antropologici alla scoperta delle comunità cimbre ancora presenti.
Per i pendii ampezzani, la capofila è ovviamente Cortina (Bl).
 
6. In Friuli Venezia Giulia
Suggestive escursioni guidate intrecciate ad eventi sono proposti da un’agenzia di Forni di Sopra, che ha costruito anche un sito smart  completo di informazioni tecniche e belle immagini.
 
7. In Toscana
Eddove se non sul monte Amiata? Ecco la proposta di Fatbike a pedalata assistita per grasse avventure in salsa appeninica.
 
8. In Abruzzo
Ultimo ma non ultimo il Gran Sasso, con una proposta che si divide tra semplice noleggio, escursioni guidate e bike park.