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L'arcipelago torna protagonista della scena politica internazionale

Falkland, le isole della discordia

di 
Barbara Gallucci
7 Gennaio 2013

Una cosa è certa: alle isole Falkland ci sono più pinguini che abitanti. Non parlano né inglese né argentino, ma si godono l'oceano e il vento. Insieme a loro decine di altre specie, dai leoni marini agli elefanti marini fino a decine di migliaia di uccelli che hanno eletto questo arcipelago in mezzo all'Atlantico come loro paradiso naturale. A parte due mesi particolarmente agitati tra l'aprile e il giugno del 1982, quando l'Argentina della dittatura militare decise di invaderle e il Regno Unito di Margareth Thatcher di riprendersele a suon di cannoni, gli animali delle Falkland son sempre stati tranquilli e ben consapevoli di essere decisamente molti di più dei tremila sudditi della regina che le popolano. Una potenza invadente e pacifica (se non si disturba) che rende questo sperduto arcipelago una meta ideale per viaggi all'insegna della natura, della quiete e relax.


Occupate militarmente dagli inglesi fin dal 1833, queste isole sono tornate al centro della politica internazionale all'inizio di quest'anno quando la presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner ha acquistato una pagina pubblicitaria sui quotidiani inglesi per chiederne la cessione al suo Paese. La risposta del primo ministro britannico Peter Cameron non si è fatta attendere confermando con perentorietà che non ci pensa nemmeno! In attesa di ulteriori sviluppi rimane il fatto che le Falkland sono un paradiso per naturalisti e birdwatcher. Un po' difficili da raggiungere (con voli da Santiago del Cile, da Punta Arenas o da Londra via Toronto, tutti decisamente poco economici), compensano con un sistema di strutture ricettive di ogni tipo e per ogni budget, dal bed and breakfast al lodge passando per l'ostello. Escursioni, sport acquatici, golf, osservazione della natura e numerose feste locali (comprese gare tra cani da gregge) rendono l'esperienza davvero peculiare da organizzare anche in autonomia grazie al sito dell'ente del turismo locale.