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Scopriamo la cittadina della Languedoc, sede del ritiro della Nazionale italiana

Euro 2016: dieci cose da fare a Montpellier, casa degli Azzurri

di 
Fabrizio Milanesi
10 Giugno 2016
Ci siamo. Tutto è pronto o quasi per il fischietto d’inizio dei Campionati Europei di calcio 2016, che quest’anno si svolgono in Francia. Stasera alle 21 la partita inaugurale tra i padroni di casa e la Romania. L’Italia giocherà le prime tre gare il 13 giugno (h 21) a Lione (Italia-Belgio), il 17 giugno a Toulouse (Italia-Svezia) e il 22 giugno a Lille (Italia-Irlanda).  

Per il ritiro e per Casa Azzurri la nazionale di Conte ha scelto Montpellier, giovane e assolata città studentesca a pochi chilometri dalla Camargue. Proviamo a immaginare un viaggio, togliendoci un po’ il pallone dalla testa…
 
GODERSI IL SOLE E IL PASSEGGIO NELL’ECUSSON
Rilassarsi in una delle terrazze del centro storico di Montpellier non è male come inizio di una vacanza. Pochi passi dalla stazione o lasciata l’auto in uno degli enormi parcheggi comunali, vi troverete nell’Ecusson. Se aprite una mappa (Touring) o fate zoom+ su Google Maps, riconoscerete il profilo di uno scudo. Quello è il pittoresco centro storico di Montpellier, che si stende proprio sulla testa del “monte-pelato” su cui è cresciuta la cittadina mediterranea. Saliscendi pittoreschi e una rete intricata di viuzze trovano sfogo in piazze alberate dove tutto il giorno turisti e studenti sono fianco a fianco ai tavolini dei café e dei ristoranti.
 
 
LASCIARSI RAPIRE DALL’ATMOSFERA BUCOLICA DEL JARDIN DES PLANTES
Fondato nel 1593 da Enrico IV per incoraggiare la medicina officinale oggi è gestito dalla facoltà di medicina. La botanica era (ed è) al centro degli studi di scienze naturali, scopo nobilissimo che appartiene al giardino botanico più antico di Francia, ispirato al “giardino dei semplici” e a un approccio razionalista molto francese all’arte dei giardini. Il consiglio è “flaner” tra i viali, lasciandosi ispirare dalle essenze floreali e ammirando alberi rari e antichi.
 
 
MOULES ET FRITES TRA I BROCANTES DEL PEYROU
Sul lato orientale dell’Ecousson, la promenade du Peyrou è un ombroso passeggio ad anello da cui godere della migliore vista panoramica della città. Si cammina all’ombra dei platani lasciandosi alle spalle l’Arco di Trionfo (bandiere tricolori sempre al vento). Tutti i giorni musicisti di strada si alternano negli spazi verdi. La domenica lungo tutto il profilo gli antiquari della regione vendono libri, mobili, modernariato, gioielli antichi, apparecchi fotografici d’epoca. Si conoscono tutti e l’atmosfera è davvero poco ingessata. A pranzo alla spicciolata ci accomoda ai tavoloni di fronte all’acquedotto des Arceaux. Le cozze ribollono nei pentoloni, le frites sfrigolano e il vino bianco invoglia alla chiacchiera. La siesta domenicale è servita. Santé!
 
 
SCEGLIERE SPEZIE E VERDURE DELLA REGIONE AL MERCATO DES ARCEAUX
Costruito tra il 1753 e il 1766 l’Acquedotto des Arceaux si allunga per 14 chilometri da Saint-Clément-de-Rivière al bacino omonimo che si affaccia sulla promenade du Peyrou. Un dislivello di 4 metri assicurava lo scivolamento dell’acqua che serviva tutta Montpellier. Nella sua parte conclusiva l’acquedotto arriva a 21 metri d’altezza, raggiunti grazie a grandi arcate che lo sostengono. Davvero imponente. Sotto le arcate l’attività prediletta è Pétanque et Pastis, ma se riuscite a fare un giro sabato o martedì mattina troverete un mercato presidiato dai produttori della zona. Legumi, spezie, miele, frutta. I prezzi sono più cari di un market ma vale di certo la pena lasciarsi conquistare.
 
 
TRE ORE AL NUOVO MUSEO DI ARTI CONTEMPORANEE LA PANACÉE
Bastano tre ore per godere dei bellissimi spazi inaugurati solo nel 2013, in pieno centro storico di Montpellier. Arti contemporanee, video art, fotografia fanno il paio con funzionali residenze che ospitano artisti da tutto il mondo. Culmine della programmazione è il festival di fotografia artistica Boutographie, che in primavera presenta il meglio della scena emergente, e anticipa i più noti Réncontres d’Arles, festival di fotografia artistica di caratura mondiale. L’aperitivo vale comunque un giro!
 
 
IMMOBILI COME STATUE IN PLACE DE LA COMEDIE
Fermi. Alt. Arretez vous! Sospendete pensieri, parole e progetti per il resto della giornata. Siete in Place de la Comedie e non serve altro per farvi passare davanti tutta Montpellier in un minuto. Famiglie, skaters, giocolieri e musicisti di strada, i camerieri lanciati a tutta birra tra i tavoli e il vento che spazza bicchieri e tovaglioli. Non è il centro geografico della città ma ne è di sicuro il cuore pulsante. Strutturata in pieno XVIII secolo, si è rifatta il trucco più volte. In mezzo zampilla senza sosta la fontana delle Tre Grazie, da un lato la chiude la bella facciata dell’Operà Comedie, di fianco a rue de la Loge si impone l’Hotel Gaumont, mentre sul terzo lato si apre l’Esplanade Charles de Gaulle, lungo e maestoso viale ombreggiato. Ora potete riprendere il viaggio e farvi una crêpe a Le Kreisker o uno steakefrites dove vi pare.
 
 
CULTURA (E FRESCO ) TRA I MUSEI DELL’ESPLANADE
Si guardano ma niente affatto in cagnesco. Il Musée Fabre da una parte dell’Esplanade Charles de Gaulle, dall’altra. Il primo  ha aperto le sue porte al pubblico nel 1828 crescendo molto per importanza delle collezioni e per numero di visitatori. I nomi altisonanti sono Rubens, Veronese, Renoir e Ribera fino all’immancabile Monet. Da non perdere la collezione fiamminga e occhio agli eventi temporanei, troppo spesso tarati sulla “francesità”. Pochi passi e si cambia registro. Un palazzo d’epoca dai richiami liberty è la casa della fotografia, storica o contemporanea. Al Pavillon Populaire tante mostre temporanee, tanti eventi ad arricchire un cartellone culturale da far invidia a città ben più importanti.
 
 
IMMERGERSI NELLE ATMOSFERE MAROCCHINE A FIGUEROLLES
Francese, molto francese la sensazione che si prova ad attraversare questa piazza a cinquanta metri dalle arcate dell’acquedotto des Arceaux. Un collegio privato che sembra un minareto e ovunque alimentari marocchini, panetterie marocchine (le più economiche), ristoranti marocchini, enormi macellerie… marocchine. Siete alle porte di Figuerolles, il quartiere arabo, anche se la presenza di genti da tutto il Maghreb è foltissima.  Rispetto a 100 metri più a nord vi sentirete di sicuro in un'altra città. E lo è. Attorno a Figuerolles si aggirano strani personaggi, qualcuno parecchio eccentrico. Per  sentirvi a vostro agio due consigli, una tajine alle prugne e un tè alla menta: si chiama riconciliazione.
 
 
ARRIVARE AL MARE IN BICICLETTA
Che Montpellier sia una città mediterranea ve ne accorgerete. Ma che da qualche parte si nasconda il mare rimane un dubbio che vi assillerà finché non lo raggiungerete. Azione numero 1: noleggiate una bicicletta Velomag in place de la Comedie. Pochi passaggi per raggiungere lo spiaggione enorme e libero che corre per chilometri a sud della città. 1. Noleggiate una bicicletta del Comune (Velomagg) all’ufficio turistico in Place de la Comedie. 2.  Chiedete, “per il mare”? 3. Attraversate l’orrendo quartierone di Antigon (c’è una splendida biblioteca e una piscina olimpionica che ci sogniamo) ma sono dettagli. 4. Arrivati all’edificio (altrettanto inquietante) della mairie infilate la ciclabile che vi porterà dritti dritti alle spiagge. Passerete davanti al Parcdes Expositions che ospita Casa Azzurri, prima di imbattervi nelle saline, dove i aironi, garzette e fenicotteri rosa fanno pit stop sulla rotta Africa-Camargue.
 
 
UNA GITA A SÈTE, LA REGINA DELLA PESCA
Non si amano molto i setois e i montpellierains, ma al Touring non amiamo i campanili(smi). Quaranta minuti occorrono per prendere un treno dalla stazione di Montpellier ed entrare nel mondo di Sète. Questa splendida città sulle acque  splende tra il Canal du Midì, lo stagno di Thau e il mare che si infrange sulle scogliere.  Venezia è il paragone più facile ma Sète è altro. È il porto di pesce più importante del Mediterraneo; centro di cultura amato moltissimo dagli inglesi. Enormi e colorati pescherecci sonnecchiano sui canali in centro città, tra i ristoranti tipici e i palazzi storici che si alternano fino alla salita per il mont Saint Claire, splendido balcone sul golfo. Nonostante sia la città natale dello chanteur Brassens, Sète è davvero una colonia italiana. Immaginate un posto migliore per tifare Italia?