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Emergenze: Bruxelles multa l’Italia

di 
Renato Scialpi
6 Maggio 2010

Una multa salata: 178mila euro al giorno, ma meritata. Nonostante una prima condanna nel gennaio 2009, infatti, il nostro Paese continua a ignorare la direttiva comunitaria del marzo 2002 che istituisce come numero telefonico d’emergenza unificato il 112. Sembra un paradosso, in un Italia frequentata da milioni di turisti stranieri e che detiene il record europeo di telefoni portatili rispetto al numero degli abitanti. Da otto anni le amministrazioni dello Stato si rimpallano la “grana” di azzerare l’attuale valzer di centrali d’allarme, ciascuna gestita da un diverso Corpo. 112 per i Carabinieri, 113 per la Polizia di Stato, 115 per i Vigili del Fuoco, 117 per la Guardia di Finanza ecc. ecc. fino a Guardia Costiera e Corpo Forestale dello Stato. Senza dimenticare il 118, gestito Regione per Regione.


Una babele che può causare ritardi drammatici in situazioni in cui ciascun attimo è prezioso. Specie se a chiedere aiuto è un turista che conosce poco i luoghi in cui si trova. Come sottolineano a Bruxelles “c’è chi muore, in Italia, per la mancata attivazione di un servizio d’emergenza moderno, in grado di individuare con precisione il luogo da cui si chiede soccorso”. Già, perché non c’è solo il problema tecnico di unificare i servizi, potenziare le linee e dotare i centralini di personale che parli anche almeno un paio di lingue straniere. Il che rappresenterebbe comunque un importante salto di qualità.


Ma la mancata attivazione di un 112 “unificato” impedisce di utilizzare due tecnologie fondamentali per il soccorso d’emergenza. La prima è detta e-call, ovvero quella dei dispositivi automatici – già disponibili per autoveicoli e imbarcazioni – che attivano la richiesta di aiuto autonomamente in base a sensori d’urto. Ma in Italia non possono funzionare, non essendo “riconosciuti” dal centralino del 112.


L’altra è quella della localizzazione della chiamata: è infatti un gioco da bambini sulle attuali reti identificare la posizione del telefono di chi chiede aiuto. Per evidenti motivi, però, può funzionare correttamente soltanto come supporto a un centralino unico, non certo alle centrali di allarme di corpi dello Stato che utilizzano ciascuno tecnologie e software di gestione diversi…


Fino a quando l’Italia non si metterà in regola, quindi, se la corte di Giustizia condannerà per la seconda volta il nostro Pease, scatterà la sanzione. In grado di esaurire in soli 235 giorni di ritardo i 42 milioni di euro già stanziati nel 2009 per attivare il 112 “unificato”.