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Da Pergine a Redipuglia, memorie di guerra

Due festival per ricordare

di 
Marta Calcagno Baldini
2 Luglio 2014
1914: con l’attentato e l’omicidio, a Sarajevo, dell’arciduca Ferdinando d’Asburgo Este, si apre la prima guerra mondiale, che si concluderà solo nel 1918. 2014: le regioni del Friuli Venezia Giulia e del Trentino Alto Adige sono in Italia quelle che si sono dimostrate più sensibilmente coinvolte con le celebrazioni di questo centenario, essendo le più vicine all’inizio del conflitto. La tragedia viene elaborata, e diventa arte. Arte per riflettere, per pensare, per dibattere, per non dimenticare. Ecco infatti due Festival che hanno per tema la prima guerra mondiale e che si svolgono uno dopo l’altro a Pergine Valsiugana, in Trentino, e a Cividale del Friuli, in Friuli Venezia Giulia.
 
NEL VENTRE DELLA GUERRA
Se la Guerra è protagonista, le idee e le emozioni sollevate dai vari appuntamenti di entrambi i Festival non possono certo essere tiepidi e poco appassionati: Pergine ha scelto come spunto sotto cui riunire tutti i vari appuntamenti, che si svolgeranno dal 4 al 12 luglio nel centro storico del piccolo borgo nel cuore del Trentino segnato simbolicamente e architettonicamente dalla presenza dell’enorme complesso dell’ex Ospedale Psichiatrico, il Tema del Conflitto inteso in senso ampio come origine e motore dell’intera esistenza, ovvero declinando il confronto in un possibile risvolto positivo, di crescita e non di distruzione.
Il 4 luglio inaugura il festival Nel ventre della guerra, reading concerto a cura di Angela Demattè, protagonista Massimo Popolizio e i canti alpini, cuore e spirito della Grande Guerra, interpretati dal coro Castel Pergine diretto da Giorgio Dalmaso. Dopo una partenza così forte, il 6 luglio sarà il Vie del sé day, ovvero una giornata dedicata interamente al benessere e all’armonia interiore che si chiuderà con il Cerchio di Gong sotto le stelle: nella splendida cornice del Parco Tre Castagni dalle 10 alle 23 si alterneranno laboratori di danza, yoga e tantra, zone dedicate al gusto curate da Slow Food e Sant’Orsola, musica e attività per bambini. Ospite della giornata è Ben Yeger, drammaterapeuta e regista teatrale che, dopo aver militato nell’Esercito israeliano, ha dedicato un quarto di secolo all’esplorazione del conflitto in tutte le sue dinamiche ed espressioni. Tra artisti sperimentali che si esibiranno dal 7 luglio in poi grazie al bando nazionale Open///Creazione contemporanea, rivolto a chi utilizza nuovi linguaggi e forme espressive, si troveranno anche dibattiti neuro scientifici: dalla simulazione dei “giochi di guerra”, ai fenomeni di ordinaria aggressività collettiva (Neuroscienze show, 8 luglio, - C'eravamo tanto armati). Tra gli appuntamenti più attesi The book of blood/Human Writes (9 luglio) del gruppo inglese Leibniz. La performance consiste nella donazione volontaria di una goccia di sangue da parte di ogni singolo spettatore. Mescolato all’anticoagulante, il sangue – una goccia per ogni lettera – diventa un inchiostro con cui ridefinire i diritti fondamentali dell’individuo e comporre così un grande libro itinerante che accompagna ogni rappresentazione. Il 12 luglio a chiusura del Festival, In your hands, una creazione ideata appositamente per Pergine Spettacolo Aperto sul tema del conflitto. Un progetto site specific che avrà come cornice la Cappella mortuaria dell’ex manicomio di Pergine. Non mancheranno installazioni, mostre, eventi collaterali per grandi e bambini e, per discutere direttamente con gli artisti, aperitivi, alle 19, in piazza Municipio.
 
Attenzione ai disabili
Per garantire a tutti di poter raggiungere il centro di Pergine, il Festival ha attivato un servizio di trasporto gratuito su prenotazione per persone disabili (info sul programma cartaceo e sull’App gratuita Trentino Accessibile, scaricabile dal link www.contextaware.provincia.tn.it). Il visitatore potrà inoltre usufruire del servizio gratuito di accompagnamento personalizzato al luogo dello spettacolo. Grazie alla collaborazione con la sezione trentina dell’Ente Nazionale Sordi il Festival ha previsto un servizio di sottotitolazione intralinguistica per le performance Ego Cum eStories of Refuge. Il Neuroscienze Show verrà invece reso accessibile tramite la Lingua dei Segni Italiana (LIS). Per i non vedenti saranno fruibili gli spettacoli La Merda, Nel ventre della guerra e Parole Note. Tutte le persone con disabilità potranno accedere agli spettacoli con biglietto ridotto e un biglietto omaggio per l’accompagnatore.
 
Info: www.perginefestival.it, tel. 0461.530179.
 
LA MUSICA IN MEZZO
 
Se Pergine si sofferma soprattutto sul simbolo della guerra, del conflitto e delle sue conseguenze, il Mittelfest cerca al contrario di concentrarsi sull’analisi di questo momento storico in Europa, di pace, e quindi pone al centro del Festival i “Segnali. Cartografia della bellezza inquieta”, ovvero racconta i molteplici aspetti dell’inquietudine contemporanea che accomuna tutti i Paesi.
 
Aprirà il Festival il Maestro Riccardo Muti domenica 6 luglio nel maestoso scenario del Sacrario di Redipuglia dirigendo la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi: saranno presenti circa 400 artisti, tra orchestra e coro, provenienti da tutti i Paesi che hanno combattuto la Prima Grande Guerra. Il concerto è una produzione Ravenna Festival e Mittelfest, e parteciperà anche il Presidente Napolitano.
 
Tra il jazz dall’atmosfera gitana del Trio Balkan Strings (il 21 luglio) e la musica della compositrice Sofija Gubajdulina, che presenterà un programma su musiche di Bach in collaborazione con la Filarmonica Regio di Torino, Stefano Bollani sarà presente in duplice veste: da volto più noto di pianista jazz, alla sua prima prova da autore teatrale (andrà in scena il 27 luglio lo spettacolo “La Regina Dada”, da lui scritto con l’attrice Valentina Cenni). Grande attesa per Jan Fabre e Gabriele Vacis: il regista belga sarà presente con l’assolo “Attends, attends, attends… (pur mon pere)”, creato appositamente per Cedric Charron performer con cui spesso Fabre lavora, Vacis porterà in scena una compagnia di giovani attrici italiane, polacche, macedoni e bulgare nello spettacolo “La parola padre”, che affronta il tema dell’appartenenza e dell’identità.
 
Info: www.mittelfest.org, tel. 0432.733966.