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Suggerimenti utili per chi ama andare in montagna

Dieci rifugi alpini da non perdere

di 
Piero Carlesi
15 Maggio 2015
Il concetto di rifugio alpino nasce nella seconda metà dell'Ottocento sulla base della necessità degli alpinisti di poter avere dei punti d'appoggio ove pernottare prima di compiere una salita. I tempi erano decisamente diversi da quelli d'oggi: non esistevano strade che arrivavano in alta quota, né men che meno mezzi di risalita. Solo per raggiungere la base di una montagna occorrevano molte ore di cammino, in qualche caso più di un giorno. Era pertanto necessario poter contare su strutture, pur molto spartane, che potessero offrire un minimo riparo. In fondo valle vi erano rustiche locande con funzione d'alberghetto, ma più in quota non vi era nulla. E infatti uno dei primi obiettivi che si diede il Cai, dopo la sua fondazione nel 1863, fu proprio le costruzione dei primi rifugi.
 
 
Oggi, dopo oltre 150 anni solo il Cai vanta un patrimonio di oltre 750 tra rifugi e bivacchi, ma a questi si devono aggiungere i rifugi privati e quelli di altre associazioni. Probabilmente sui monti d'Italia, senza esagerare, oggi vi si trova oltre un migliaio di strutture.
 
Vi è però da aggiungere che in molti casi oggi, grazie a quelle strade e a quegli impianti che un secolo fa non c'erano, i rifugi non hanno più quella funzione principale per cui erano sorti, ovviamente con le dovute eccezioni. Resta quindi il fatto che oggi molti non sono più luogo di partenza di un'avventura, ma una meta. E spesso sono diventati pure una meta gastronomica, grazie al nuovo ruolo dei gestori, anche loro trasformati, da esperte guide alpine che conoscevano a menadito il territorio, a cittadini emigrati in montagna con la passione non solo della montagna, ma anche d'essere chef...
 
Con questa premessa doverosa desideriamo proporvi ora dieci strutture da non perdere che pur restando nella tradizione del rifugio classico, sanno offrire al turista, non solo un ambiente circostante unico e di assoluto pregio, ma anche un'ospitalità che oggi chi va in montagna sempre più pretende in termini di servizi, accoglienza e cucina.
 
RIFUGIO BERTONE (AO)
Al cospetto del Monte Bianco che si può ammirare in tutta la sua maestosità con le cime e i ghiacciai del versante meridionale, sorge a 2000 m, sul Mont de la Saxe, sull'alta Via n. 1 della valle d'Aosta, a monte di Courmayeur (Ao). Vi si arriva da Planpincieux, in val Ferret, in ore 1.30, o da Courmayeur attraverso la val Sapin. Da quest'anno wi-fi free per i clienti. Di proprietà privata, è aperto da metà giugno a fine settembre e a richiesta nei restanti finesettimana dell'anno.
Per info: tel. 0165.844612 e 348.0056203.
 
 
RIFUGIO ZAMBONI-ZAPPA (VB)
Ai piedi della maestosa parete est del Monte Rosa, si trova all'alpe Pedriola, a 2070 m in alta valle Anzasca, a monte di Macugnaga (Vb) ed è di proprietà della sezione Sem del Cai.
Aperto nella stagione estiva, il rifugio è punto di partenza per vere imprese alpinistiche, ma anche per facili escursioni nei dintorni. L'immenso prato e l'alpeggio sono luoghi naturali di gioco per i bambini, che con mamma e papà potranno andare alla scoperta di una natura incontaminata.
La conca dell'Alpe Pedriola è attraversata da un sinuoso torrente e bastionata dalle morene del ghiacciaio. La presenza di enormi massi erratici è indice dello sviluppo raggiunto dai ghiacciai nell'era quaternaria. I massi si prestano molto bene all’attività di bouldering (arrampicata sui massi).
Il rifugio si raggiunge da Pecetto di Macugnaga in ore 2.15.
Per info: tel. 0324.65313, cell. 340.7977167; www.rifugiozamboni.com
 
 
RIFUGIO LUIGI BRIOSCHI (LC)
Sorge sulla vetta del Grignone, o Grigna settentrionale, a 2410 m. Sorto nel 1881 e rimodernato nel 1996, è di proprietà della sezione di Milano del Cai.
Il rifugio dispone di 34 posti letto, mentre la sala da pranzo ospita fino a 40 persone. Il menù, a seconda della disponibilità è composto da zuppa d'orzo, pizzoccheri, spezzatino, brasato o selvaggina con polenta.
Il percorso più frequentato in tutte le stagioni per raggiunge la vetta è quello dal versante est partendo dal colle di Balisio o da Pasturo (Lc), in Valsassina, seguendo i segnavia 31 e 33 in ore 3.30.
Il rifugio è aperto tutto l'anno nei finesettimana e il mercoledì; in estate invece è sempre aperto.
Per info: tel. 0341.910498, cell. 328.8647386; www.rifugiobrioschi.com
 
 
RIFUGIO CESARE BRANCA (SO)
Sorge al lago delle Rosole, nel cuore del Parco nazionale dello Stelvio a 2493 m ed è situato di fronte al grande Ghiacciaio dei Forni e dominato dalle cime San Matteo (3678 m), Tresero, (3594 m), Vioz (3645 m), Palòn de la Mare (3708 m) e Cevedale (3769 m).
Il rifugio è stato costruito tra il 1932 e il 1934 dal Club Alpino Italiano, Sezione di Milano.
É facilmente accessibile dall’alta Valtellina. Dalla località Forni (2176 m, parcheggio), a monte di , si sale per 1 ora. Il rifugio è raggiungibile anche dalla val Martello e da Solda attraverso il Ghiacciaio del Cevedale e per la sua centralità, è il punto di partenza ottimale per lo scialpinismo e le escursioni in tutto il Gruppo dell’Ortles-Cevedale.
É aperto da metà marzo fino alla fine di settembre.
Per info: tel. 0342.935501; www.rifugiobranca.it
 
 
RFUGIO GIUSEPPE GARIBALDI (BS)
Il rifugio, di proprietà della sezione di Brescia del Cai, sorge a 2548 m, sulla rive del lago del Venerocolo, in val d'Avio, laterale dell'alta Val Camonica (Bs), ai piedi dell'Adamello.
Ideale base di partenza per la salita all'Adamello, dispone di 98 posti letto, è aperto dal 20 giugno al 20 settembre e lo si raggiunge da Temù (malga Caldea) in circa 3 ore.
Per info: tel. 0364.906209, cell. 339.5236327; www.cai.bs.it
 
 
RIFUGIO VAJOLET (TN)
Il rifugio si trova a 2243 m nella zona del Catinaccio sotto le Torri del Vajolet, al centro di numerose camminate, escursioni e vie attrezzate, ma da qui sono possibili anche numerose scalate di diversa difficoltà (parete Est del Catinaccio, punta Emma e Torri del Vajolet).
Si raggiunge da Pera di Fassa (Tn) con il servizio di pullmini per il rifugio Gardeccia, da dove in un'ora di cammino si arriva al rifugio Vajolet; si trova nel giro denominato Dolomites trekking 1 che comprende un'escursione di 7 giorni (6 notti) attraverso i rifugi Vajolet, Fronza alle Coronelle, Bolzano, Alpe di Tires, Sasso Piatto e Vicenza.
Di proprietà della Sat di Trento, il rifugio, che dispone di 130 posti letto, apre il 12 giugno.
Per info: tel. 0462.763292, cell. 335.7073258;

 
RIFUGIO ANTONIO LOCATELLI (BZ)
Il rifugio Locatelli, a 2438 m, situato nel cuore delle Dolomiti di Sesto, in alta Val Pusteria, è di proprietà della sezione di Padova del Cai. Dispone di140 posti letto e dalla grande terrazza panoramica si gode di una meravigliosa vista sulle Tre Cime di Lavaredo e il Monte Paterno. Il rifugio può essere raggiunto facilmente lungo il sentiero 101 partendo dal rifugio Auronzo (Giro delle Tre Cime) in ore 1, oppure dalla val Fiscalina attraverso val Sassovecchio (sentiero n.102), o attraverso la Valle Rienza, da Landro (n.102) in 3 ore.
É aperto da fine giugno a fine settembre.
Per info: tel. 0474.972002; www.dreizinnenhuette.com
 
 
RIFUGIO FANES (BZ)
Il rifugio, di proprietà privata, si trova a 2060 m all'alpe di Fanes Piccola, un ambiente ideale per chi ala la montagna e il relax, lungo tutto l'arco dell'anno.
Gli immediati dintorni del rifugio danno lo spunto per numerose escursioni: Ju de Limo, l'omonimo lago e Col Bechei, detto anche Parei. Il rifugio è facilmente raggiungibile dal rifugio Pederü (1548  m), lungo il sentiero n. 7 in ore 2.30, o con mezzi autorizzati lungo una strada sterrata, parallela al sentiero. Eventualmente agli ospiti del rifugio è offerto il trasporto mediante jeep o gatto delle nevi per raggiungerlo. Aperto da inizio giugno a metà ottobre e da Natale a metà aprile, dispone di 70 posti letto. In cucina si predilige la cucina ladina (canederli allo speck, omelette spezzata, frittelle di spinaci, gulasch, torte di mele e strudel).
Per info: tel. 348.3900660; www.rifugiofanes.com.
 
 
RIFUGIO ZALLINGER (BZ)
Attenzione: dall'estate 2017 il rifugio è chiuso per importanti lavori di ammodernamento. 
 
Uno degli angoli più suggestivi per il paesaggio all'Alpe di Siusi (Bz) é la piccola alpe di Zallinger, con il suo incantevole rifugio omonimo, chiamato anche Rifugio Giogo, perché si trova al piede del Giogo di Fassa, che collega l'alpe di Siusi, il Monte di Castelrotto e la val Gardena con la val Duron e la val di Fassa.
L'Alpe di Zallinger, che si estende gran parte sopra i 2000 metri, si trova nel settore sudest dell'alpe di Siusi, ai piedi della grande scarpata dolomitica del Sasso Piatto, degli Orli di Fassa, ricchi di roccia vulcanica e del cocuzzolo del Gransereck. Lo si raggiunge in 1 ora da Saltaria. Subito a nordest dello Zallinger, una zona alpina ricca di bellezze naturali, si estendono i vasti pascoli ed i prati falciabili, disseminati in estate di fiori di montagna dell'alpe di Cumun. Subito a Sudovest dello Zallinger si estende l'Alpe di Curosoa (Gardejea) con la montagna quasi nera, a forma di larga piramide, chiamata Monte Pallaccia (2.350m.).
Per info: tel. 0471.727947; www.zallinger.com
 
 
RIFUGIO GIUSSANI (BL)
Situato a Forcella Fontananegra, 2580 m, nel cuore delle Tofane e nel territorio comunale di Cortina d'Ampezzo (Bl), il rifugio Camillo Giussani é anche lui una meta da non perdere per avere le Tofane incombenti a monte. Ottimo punto d'appoggio per escursionisti ed alpinisti, oltre al servizio di pernottamento il rifugio dispone di bar e di un ottimo ristorante dove potrete gustare i deliziosi piatti tipici della zona. Aperto dal 20 giugno al 20 settenbre, dspone di 55 posti letto.
L'accesso più comodo é sicuramente dal rifugio Dibona. La passeggiata richiede circa un'ora e mezza di cammino. Un' altra possibilità d'accesso, bella ma più lunga, é da Fiames per la Val Travenanzes e il Majarié. Tutta l'area è costellata di massi con molte tracce di postazioni belliche della Grande Guerra.
Normalmente il Giussani si raggiunge dal rifugio Angelo Dibona (2083 m), in località Valon de Tofana, al quale si perviene comodamente in auto da Cortina su strada quasi interamente asfaltata in ore 1.30 circa.
Per info: tel. 0436.5740; www.caiveneto.it.