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In Valle d'Aosta e Piemonte, tra ghiacciai, pascoli e torrenti

Dieci borghi delle Alpi all'ombra dei Quattromila

di 
Luca Sartori
25 Marzo 2017
 

All’estremità nordoccidentale della Penisola, dove l’Italia incontra Francia e Svizzera, c’è una terra di grandi montagne. È una zona di confine dominata dai giganti delle Alpi. Il Monte Bianco (4810 m), il Monte Rosa (4634 m), il Cervino (4478 m), il Gran Paradiso (4061 m) e il Grand Combin (4314 m) sovrastano ampie vallate e torrenti impetuosi, immense distese di boschi e trasparenti laghetti. All’ombra dei quattromila, tra Valle d’Aosta e Piemonte, vi sono borghi ricchi di storia, animati da antiche tradizioni, legati, chi più chi meno, alle loro vicine grandi montagne, borghi tra i più celebri dell’arco alpino. Mete da visitare durante un weekend o una vacanza estiva.
 
COURMAYEUR, L’ELEGANTE CAPITALE DEL MONTE BIANCO
Tra le più celebri stazioni turistiche d’Europa, l’elegante Courmayeur ha saputo mantenere il fascino del centro montano, anche se negli anni si è popolata delle firme della moda e del pubblico del jet set. Circondata da boschi di abeti e larici, è caratterizzata da strette vie che si snodano tra alcune belle abitazioni di legno e pietra che, talvolta, svelano lo splendido scenario dell’anfiteatro del Monte Bianco, gigantesca muraglia di rocce e ghiacci che rapisce la vista dei turisti.
 
Tra le capitali dell’alpinismo e dell’escursionismo, Courmayeur propone il viaggio nella cultura alpina del Museo “Duca degli Abruzzi”, raccolta di documenti e ricordi di escursioni sulle Alpi. Per chi invece sogna il re dei Quattromila non resta che salire su una delle funivie più spettacolari del mondo e godersi i panorami che regala il percorso tra la stazione di Pontal d’Entrevès e Punta Helbronner, a 3466 metri, da dove si gode una vista straordinaria sulle Alpi Occidentali e da dove è possibile raggiungere lo storico Rifugio Torino. La stagione estiva consente di proseguire il viaggio in cabinovia alla volta della stazione francese dell’Aiguille du Midi, a 3777 metri, sorvolando lo spettacolare ghiacciaio del Gigante.
 
 
CHAMOIS, IL PIÙ ALTO COMUNE DELLA VALLE D’AOSTA
Quella di Chamois e delle sue frazioni è un’atmosfera sospesa, anomala per i nostri tempi. Comune più alto della Valle d’Aosta, nel cuore della Valtournenche, non è raggiungibile in automobile, ma soltanto in funivia, a piedi o con un servizio di fuoristrada.
Sono il silenzio ed i rumori della natura alpina, i profumi dei pascoli fioriti e dei boschi a caratterizzare la conca verdeggiante nella quale è situato il grazioso concentrico. Paradiso, nella bella stagione, per gli escursionisti, con una fitta rete di sentieri storici che lo collegano ai paesi ed ai colli vicini, lo è anche d’inverno, con alcuni impianti di risalita.
 
Da vedere la chiesa parrocchiale dedicata a S. Pantaleone, risalente alla prima metà dell’Ottocento, e, a circa venti minuti di marcia, a duemila metri d’altitudine, il lago di Lod con la piccola frazione omonima. Caratterizzano lo sfondo di Chamois i ghiacciai di due giganti della catena alpina, quelli del Grand Combin e quelli del Cervino. Per chi si conceda una visita a questo grazioso borgo non resta che portare con se qualche oggetto ricordo in legno, prodotto dell’artigianato locale.
 
 
GIGNOD, TRA AOSTA ED IL GRAND COMBIN
Capitale valdostana della pétanque, il tipico gioco di bocce dei paesi francofoni, Gignod (Ao) è sulla strada che da Aosta sale al Colle del Gran San Bernardo. Antico borgo sulla via Francigena, è sede, in agosto, della fiera dei teuteun, salume tipico valdostano prodotto con le mammelle di mucca da consumare bollito o come affettato, da assaporare con lamponi, uva passa e marmellate oppure anche solo conditi con una salsa a base di prezzemolo, sale e olio.
 
Da vedere la chiesa parrocchiale di S. Ilario, risalente al XV secolo e situata in posizione dominante rispetto al paese, e la torre quadrata del XI secolo. Gignod è anche zona d’escursioni. Ai semplici sentieri che si snodano nei pressi dell’abitato si uniscono i ben più impegnativi itinerari che portano alle principali cime della zona tra cui la cresta Tardiva, il Mont Fallère e la punta Chaligne.
 
 
BREUIL-CERVINIA, AI PIEDI DELLA GRAN BECCA
C’è una splendida piramide di roccia a dominare Breuil-Cervinia (Ao). Con i suoi 4478 metri d’altitudine è la terza cima più alta delle Alpi e domina tutta la Valtournenche. Cervinia sorge proprio nel cuore dello splendido anfiteatro di punte, creste e ghiacciai che forma un semicerchio in cui, verso occidente, appare l’imponente catena delle Grandes Murailles, e al centro, troneggiante, quella che i valligiani chiamano la “Gran Becca”, il Cervino.
 
Quello di Breuil-Cervinia è uno scenario spettacolare sia d’estate che d’inverno. Alberghi esclusivi e piste da sci per ogni esigenza, rifugi e bivacchi, piste di pattinaggio e campi da golf rendono questo centro dell’estremo nord della Valle d’Aosta una delle capitali del turismo montano. E’ soprattutto il suo straordinario comprensorio sciistico e l’imponente sistema d’impianti di risalita a rendere unica questa località che consente agli appassionati di sci di sciare anche d’estate, sui ghiacciai di Plateau Rosa. Altrettanto straordinarie le alternative escursionistiche e alpinistiche, tra cui le ascensioni al Cervino e alle Grandes Murailles, e le rilassanti passeggiate tra cui quella che giunge al Lago Blu, sulla strada che porta a Valtournenche.
 
 
COGNE, SGUARDO SUL GRAN PARADISO
È lo sterminato prato di S. Orso a colpire chi giunga per la prima volta a Cogne (Ao). Sullo sfondo i bianchi ghiacciai del Gran Paradiso. Poi i boschi del Parco Nazionale. Centro principale della valle, Cogne sorge in un autentico paradiso naturale, dove affluiscono le acque che scendono da Valnontey e dalla Valleille che confluiscono poi in quelle del Gran Eyvia. Dominio romano, fu poi dei Franchi, dei Longobardi e dei Goti, poi parte del regno di Borgogna e feudo prima del vescovo d’Ivrea poi di quello d’Aosta.
 
Terra di miniere di ferro e di musei che celebrano la sua storia, da quello Minerario Regionale a quello Etnografico Maison Gèrard-Daynè al Museo dei pizzi, in paese ci si deve fermare in una delle sue tante botteghe per acquistare il tipico pane con l’uvetta, le classiche tegole, i biscotti tondeggianti di farina di frumento, nocciole, albumi d’uovo e mandorle dolci e amare, oppure per acquistare un formaggio di capra, una fetta di fontina, o una buona bottiglia di vino, magari un Torrette. Cogne è però anche passeggiate ed escursioni, semplici per turisti ma anche per più esperti, tutte con, sullo sfondo, i ghiacciai del Gran Paradiso.
 
 
CHAMPOLUC, BALCONATA SUI QUATTROMILA
Capoluogo dell’ultimo e più elevato comune della valle, Champoluc (Ao) è una delle tante frazioni del Comune di Ayas. Principale abitato della Val d’Ayas, centro di cultura walser, è una importante meta estiva ed invernale, tra le località più rinomate della regione. Dominato dal pianoro del Crest, che con i suoi 1975 metri è una delle più belle balconate sul Monte Rosa e sul Cervino, è punto di partenza di escursioni, arrampicate e camminate.
 
Il Crest è anche una delle principali mete sciistiche dalla quale parte una funivia che porta alle piste che si snodano tra boschi di pini e larici. Inserita nel comprensorio Monterosaski, collegata con la valle del Lys e con la Valsesia, Champoluc è anche un centro alpinistico di grande tradizione da cui partono escursioni alla volta del Monte Rosa. Oltre al grande ghiacciaio di Verra, le ascensioni partono alla volta del Breithorn, del Polluce e del Castore, alcune delle celebri cime del massiccio del Rosa. Grande il patrimonio naturalistico, che accosta alla lussureggiante flora alpina una ricca fauna con scoiattoli, volpi, stambecchi, marmotte, volpi e gatti selvatici. Cuore del borgo è la chiesa parrocchiale di S. Anna, patrono del paese.
 
 
GRESSONEY-SAINT-JEAN, VISTA SUL MONTE ROSA

È nelle acque del lago Gover che si specchia l’imponente sagoma del Monte Rosa. Quando si sale alla volta dell’alta valle del Lys ci si incanta al cospetto delle ampie distese prative, allo scorrere delle acque dei torrenti ed alla vista dei tanti tesori architettonici dei borghi. Poi ecco comparire il Rosa, l’immensa muraglia bianca che chiude la valle. Gressoney-Saint-Jean (Ao) è posto nel centro di un pianoro. Circondato da prati ha un interessante centro storico caratterizzato da belle case walser. Cuore del borgo, dominato dal bel campanile, è la chiesa di S. Giovanni Battista, costruita nel 1515.

 
Autentico gioiello della valle è Castel Savoia, situato ai piedi del colle della Ranzola in una splendida posizione panoramica. Fatto costruire dalla regina Margherita di Savoia, moglie di re Umberto I, era meta dei suoi periodi di villeggiatura. Ai bellissimi interni del castello si unisce il giardino botanico costituito da una serie di aiuole rocciose con specie tipiche dell’ambiente alpino tra cui il rododendro ferrugineo, la sassifraga, l’arnica, la genziana e la stella alpina. Da vedere anche il Museo Regionale della Fauna Alpina, con migliaia di trofei di caccia, esemplari imbalsamati, ritratti, dipinti, libri e cimeli. Gressoney-Saint-Jean è anche stazione turistica invernale che accosta allo sci alpino quello nordico con oltre venticinque chilometri di tracciati.
 
 
CERESOLE REALE, IL GRAN PARADISO VISTO DAL PIEMONTE
Situato nell’estremità occidentale del Canavese, nell’alta valle Orco, il torrente che bagna la vallata, il borgo di Ceresole Reale (To) sorge ai piedi del massiccio del Gran Paradiso e delle Levanne, gruppo montuoso formato dalla Levanna Orientale, quella Centrale e quella Occidentale, tutte oltre i 3500 metri d’altitudine. Gran parte del territorio del comune è compreso nel Parco Nazionale del Gran Paradiso ed è contraddistinto da una natura rigogliosa. Elemento fortemente caratterizzante il territorio è il lago sul quale si appoggia l’abitato, bacino artificiale di oltre tre chilometri di lunghezza, e dalla larghezza di oltre 700 metri, formato da una diga per l’alimentazione della centrale idroelettrica di Rosone.
 
Ceresole offre d’inverno svariate possibilità per praticare sci di fondo, sci alpinismo, arrampicate sul ghiaccio e percorrere sentieri o addirittura fare il giro del lago con le racchette da neve, e d’estate per concedersi passeggiate tra gli alpeggi o lungo il lago, godendosi la vista degli stambecchi, dei camosci, delle aquile, delle marmotte e della flora alpina. Da vedere nel centro dell’abitato il museo “Homo et Ibex”, allestito all’interno dell’edificio che ospitava un tempo il Grand Hotel, meta di lusso tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Il museo propone un viaggio nel rapporto tra l’uomo e lo stambecco nella storia e nell’arte tra ricostruzioni e scene di caccia. Imperdibile in uno dei ristoranti della zona un assaggio di polenta concia e della tipica toma di Ceresole.
 
 
MACUGNAGA, ALL’OMBRA DELLA GRANDE PARETE
È una natura prorompente quella che caratterizza Macugnaga (Vb). Ultimo comune della valle Anzasca, è sovrastato dalle cime più alte del massiccio del Monte Rosa, poste a picco sul paese. Sono le cime Nordend, Dufour e Gnifetti a dominare un paesaggio mozzafiato che al bianco dei ghiacciai unisce il verde dei pascoli alpini ed il grigio delle morene. Macugnaga è però anche architettura walser, caratterizzata dalla sola presenza di due materiali da costruzione, legno e pietra, delle abitazioni che d’estate si ricoprono di coloratissimi fiori.
 
Macugnaga è località incantevole durante la stagione estiva ma anche autentico paradiso invernale, capitale dell’alpinismo. Fu il primo Ottocento che vide i primi alpinisti tentare la conquista delle vette del massiccio del Rosa: lo svizzero Ferdinand Imseng di Saas raggiunse la punta Dufour nel 1819, data d’inizio dell’epopea dell’alpinismo a Macugnaga che continua ancora, costellata di conquiste e tragedie. Da vedere l’Oasi Faunistica di Macugnaga, area protetta di oltre tremila ettari dove osservare da vicino scoiattoli, marmotte, aquile, caprioli, stambecchi e camosci, ma anche il ghiacciaio del Belvedere, tra i pochi in espansione, dal quale si può raggiungere il bel lago delle Locce.
 
 
ALAGNA VALSESIA, IL PAESE DEI WALSER 
Fondato nel XIII secolo da popolazioni walser di lingua tedesca, il borgo di Alagna Valsesia (Vc) è una stazione invernale di particolare importanza, punto di partenza di svariati impianti sciistici tra cui la lunga funivia che raggiunge il passo dei Salati, a 2936 metri d’altitudine, da cui, percorrendo un lungo sentiero, si raggiunge la vecchia stazione funiviaria di punta Indren e da qui i rifugi Mantova e Gnifetti, dai quali si raggiungono le cime del massiccio del Monte Rosa.
 
Situata in una conca verdeggiante, Alagna Valsesia presenta un centro storico molto interessante, caratterizzato dalle architetture walser, anche risalenti al XVII secolo. Interessante la Parrocchiale di S. Giovanni Battista, eretta nel 1511 in forme tardogotiche, che custodisce un polittico di scuola tedesca scolpito e dipinto, un pulpito, risalente all’inizio del Seicento, intagliato in pietra ollare, e l’altare ligneo. Da vedere il museo Walser, sito in località Pedemonte in un’abitazione walser del 1628, distribuita su tre livelli, con nella parte bassa la stalla, le cucine e la sala per la tessitura della lana e della canapa. Nella parte mediana la sala per la lavorazione del legno, le camere da letto e una sala con esposti gli oggetti d’uso quotidiano, e al terzo piano il fienile ed il magazzino viveri.


INFORMAZIONI
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