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Tra movida, bellezza e shopping le loro scelte e le nostre

Dal New York Times a Touring: quali sono le vie più belle d'Europa?

di 
Barbara Gallucci
21 Marzo 2016
L'anno scorso il New York Times aveva chiesto ai suoi corrispondenti sparsi in giro per l'Europa di scegliere le loro strade preferite nelle città nelle quali sono ospiti. Scelte secondo criteri non propriamente scientifici, ma di cuore. Che hanno incluso non poche sorprese e una bella segnalazione per Milano e Ripa di Porta Ticinese, inclusa nell'elenco delle 12 preferite.

L'elenco del prestigioso quotidiano di New York comprendeva anche Rue de Charonne a Parigi, piena di negozietti originali e curiosi, il Grosser Muristalden di Berna da percorrere a piedi, la misconosciuta Rüdesheimer Strasse di Berlino, Calle 31 de Agosto a San Sebastián piena di locali, la super chic Pimlico Road di Londra, la stretta e corta Rua Nova do Carvalho a Lisbona, la colorata e profumata Itfaiye Caddesi a Istanbul, Kärntner Strasse a Vienna, la Calle Zurbano di Madrid perfetta per chi cerca ristoranti nuovi, Krymska a Praga che è in piena rivoluzione, e il fiume Akerselva a Oslo, che anche se non è una strada rappresenta perfettamente la città che divide in due.
 
Abbiamo deciso anche noi della redazione di Touring di fare lo stesso gioco e chiederci quali siano le nostre strade preferite in Italia e in Europa.
 
LE NOSTRE SCELTE
Silvestro Serra, il direttore. “Una delle strade che trovo più interessanti è sicuramente via Torino a Milano. È la via delle tendenze, dove i giovani stilisti dovrebbero andare per capire le tendenze del futuro. È un po' anarchica, sicuramente non chic, ma i nuovi fenomeni nascono lì e si può avere il polso della Milano che verrà".
 
 
Isabella Brega, caporedattrice centrale. “La prima che mi viene in mente è corso Vannucci a Perugia. È un concentrato di storia incredibile. Dal Medioevo al secolo scorso e il balcone che la conclude con vista sulla chiesa dei domenicani e sul paesaggio umbro è di una bellezza molto italiana. Da non perdere una sosta alla Pasticceria storica Sandri con le volte affrescate”.
 
 
Stefano Brambilla, caporedattore. “Nonostante sia la terza città della Svezia, Malmö è sorprendentemente raccolta e si gira senza problemi a piedi e in bicicletta. Il fulcro del centro storico è Södergatan, la via pedonale che lo taglia da nord a sud: si parte dalla Stortorget, la piazza del municipio, e si arriva a TriangelTorget (la via cambia nome due o tre volte, ma le distanze sono talmente brevi…). In un giorno di sole è tutto un passeggio di giovani e meno giovani, passeggini e biciclette, gente che sbircia tra i tanti negozi di design economico, le boutique, le pasticcerie, in un’atmosfera sempre rilassata - ci si ferma a prendere il sole presso il canale, ci si diverte comprando un mazzetto di fiori o qualche lampone alle bancarelle in Gustav Adolfs Torg… Soste indispensabili: la storica Konditori Hollandia, per una fetta di torta e un tè (Södra Förstadsgatan 8); il design di Lagerhaus (Södergatan 16); il negozio di tè Five O’ Clock (Skomakaregatan 1); e poi una deviazione in Lilla Torg, la più bella tra le piazzette di Malmö, con il Form Design Center”.
 
 
Renato Scialpi, caposervizio. “A Aix-en-Provence, Cours Mirabeau è il viale alberato che fa da asse principale del centro storico, riprendendo lo schema della griglia della Aquae Sextiae romana. Creato a metà Seicento dal cardinale Mazarino, fratello del primo ministro di Luigi XIV, come passeggiata per le carrozze della nobiltà, ancora oggi è interrotto da quattro rotonde ornate di fontane. È il fulcro della vita di Aix con grandi caffè all’aperto e librerie che si alternano a palazzi storici.
Ma anche Böttcherstrasse a Brema. Frutto del mecenatismo di Ludwig Roselius (caffè Hag) e delle intuizioni espressioniste di Bernhard Hoetger, è la ricostruzione risalente agli anni Trenta-Quaranta del Novecento di una tipica strada delle antiche città anseatiche. Salvata dalla furia nazista come esempio di arte degenerata, oggi è una sorta di manifesto dell’architettura espressionista in laterizio e cattura i visitatori con un originale originale-carillon le cui campane sono in ceramica di Meissen".
 
 
Luca Bonora, redattore. “Il Passeig de Gracia a Barcellona. Uno dei viali simbolo  della città catalana, ricca di negozi, ristoranti, tapas bar. Ma soprattutto, è la via che più di tutte racconta il Novecento a Barcellona, con un'impressionante sequenza di capolavori modernisti. Da Casa Milà, nota anche come la Pedrera, uno dei grandi progetti incompiuti di Gaudì, al Teatro Tivolì, fino alla Manzana della Discordia, il tris di palazzi modernisti eppure diversissimi fra loro: casa Matller di Cadafalch, Casa Battlò di Gaudì e Casa Lleo Morerà di Domenech y Montaner. In poche centinaia di metri troviamo riuniti alcuni dei massimi capolavori del modernismo mondiale. 
In Italia, direi uno degli angoli di Milano meno noti. Via San Marco, in particolare l'utlimo tratto, dove una volta arrivava il naviglio Martesana e oggi alcune barche giacciono all'asciutto, sul fondo del canale. C'è un piccolo ristorante, molti gatti, qualche bicicletta e poco lontano i grattacieli del nuovo quartiere Isola. Ma qui si respira ancora l'aria della vecchia Milano”.
 
 
Piero Carlesi, redattore. “Via Portici a Bolzano. Innanzi tutto per i portici, appunto. Si può camminare in ogni stagione riparati da pioggia o sole. È lunghissima e c'è di tutto, negozi di ogni tipo. È sempre animata, un vero punto di riferimento. A metà c'è poi, in piazza delle Erbe, il mercatino con i prodotti della zona”.
 
 
Barbara Gallucci, redattore. “Queen's Drive a Edimburgo. È la strada che conduce verso i sentieri che salgono sull'Arthur's seat, la collina che domina la città. In un attimo si passa dal caos del centro con turisti, bus e negozi di souvenir alla quiete ventosa della cima della montagnola. Il via vai si guarda dall'alto, ma senza rumore. Sullo sfondo da una parte il castello, dall'altra, in giornate terse, il mare. A salire viene un po' il fiatone, ma ne vale la pena”.
 
 
Tino Mantarro, redattore. “Rua do Limoeiro a Lisbona non è né particolarmente bella né strana. È una vita come tante, in salita, acciottolata, stretta. Ci passa sferragliando l'electrico 28, il tram giallo che sale lento fino a largo da Graça. Nelle sue poche centinaia di metri Rua do Limoeiro tocca la chiesa di San Antonio, la cattedrale di Lisboa e risale per Alfama, l'antico quartiere portuale di Lisboa. Ma non è per questo che è la nostra via preferita di Lisbona rua do Limoeiro. Lo è per il nome, che indica una limonaia. Lo è per l'atmosfera: un poco trasandata, molto da paese nonostante i turisti. Lo è per la vista dei tetti di Alfama, per gli squarci sul Tejo e per quell'odore di sardine arrostite per strada, sul carbone che l'inonda verso le sette di sera”.
 
 
ORA TOCCA A VOI. QUAL È LA VOSTRA STRADA PREFERITA?