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Giorno di inaugurazioni per la sede americana a l'Avana e cubana a Washington

Cuba: la riapertura dell'ambasciata Usa. Un altro passo verso la normalità

di 
Antonio Armano
20 Luglio 2015
L'ambasciata americana all'Avana - per mezzo secolo sede non diplomatica, ma enclave a stelle strisce nel cuore del Vedado e posta sotto 'assedio' - finora è stata uno dei luoghi più lugubri della città, vicino al Malecón, con bandiere nere cubane che le sventolavano addosso e con scritte minacciose nei dintorni. Non che quella specie di Moloch mesoamericano dell'ambasciata russa, già sovietica, sia un'architettura rassicurante e gradevole...

UN PERCORSO DI DISTENSIONE
Comunque sia, il panorama della capitale cubana sarà più rilassante di prima, soprattutto la passeggiata sul lungomare, dalle parti dell'Hotel Nacional, il posto migliore per bere un mojito al tramonto nel giardino. La riapertura dell'ambasciata americana all'Avana (e di quella cubana a Washington) è prevista per oggi, lunedì 20 luglio. Dalla storica stretta di mano tra Obama e Raul Castro al funerale di Nelson Mandela, fino all'incontro a Panama, i rapporti tra Cuba e gli Stati Uniti si sono incamminati su un percorso di distensione, di buon vicinato, il cui obiettivo politico finale è la revoca dell'embargo, introdotto nel 1961 dagli Stati Uniti, lo stesso anno in cui l'Unione Sovietica ha tirato su in una notte il Muro di Berlino.

Non è un passo facile anche perché dipende dal Congresso e non dalla Casa Bianca e ci sono le elezioni in vista. Se i repubblicani dovessero sconfiggere i democratici (Hillary Clinton, si suppone) le cose potrebbero rallentare perché puntano anche sull'elettorato degli esuli a Miami. Ma il processo sembra consolidato e non dovrebbero esserci marce indietro. Ne è convinto anche lo scrittore cubano Leonardo Padura Fuentes che ha parlato della situazione in occasione della presentazione del suo ultimo libro appena uscito in Italia, Eretici (Bompiani), che racconta la vicenda realmente accaduta di una nave di profughi ebrei che durante la seconda guerra mondiale ha cercato scampo tentando, invano, di attraccare all'Avana.
 
 
LA LUNGA MARCIA
Il depennamento di Cuba dalla lista americana dei paesi terrotisti - avvenuto il 29 maggio scorso - è stato un passo diplomatico di distensione importante ma la riapertura dell'ambasciata e dunque delle relazioni lo è ancora di più, anche dal punto di vista simbolico. Cuba e America dopo 60 anni di guerra fredda stanno facendo la pace, grazie anche alla presidenza di Obama e al papato di Francesco, argentino come Che Guevara.
 
L'attesa che si respira a Cuba di una svolta si riempie di elementi concreti, lo dimostra anche l'incredbile successo che ha avuto la diffusione pubblica, ma a pagamento, della linea wifi. Un passo alla volta: “Todos somos americanos”, come ha detto solo pochi mesi fa Barack Obama.