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La passerella sulla Giudecca, le origini e i momenti da non perdere

Cos'è la festa del Redentore di Venezia

di 
Fabrizio Milanesi
12 Luglio 2017
Moduli galleggianti in legno e acciaio, passerelle basculanti pronte ad accomodare maree e acque alte e un’infilata di 34 barche che sostengono il ponte che per 350 metri e due giorni collega il molo delle Zattere all’isola della Giudecca. Christo si è fermato in Laguna? No. Si tratta dell’omonimo più illustre, che dal XVI secolo è festeggiato a Venezia il prossimo weekend, il terzo di luglio: il Redentore.

Delle molte feste civili e religiose di Venezia, poche hanno ceduto al tempo. Una di queste pare davvero non dover sentire nemmeno un indolenzimento, la Festa del Redentore, appunto. I veneziani amano moltissimo questo momento dell’anno, e conoscendoli un po’ vorrebbero non condividerlo con i tantissimi turisti che affollano calli e campielli nel sacro weekend.


Come spesso accade una festa è così esuberante e sentita perché ha le  sue origini in un momento di euforia collettiva, magari dopo un periodo buio che più buio non si può. E infatti. Era il 1577 quando una tragica epidemia pestilenziale fu data per sconfitta. Tale e tanta fu la gioia del popolo della laguna che il Senato veneziano decise di erigere un tempio a Cristo Redentore, cui rendere omaggio ad Aeternum se il morbo avesse risparmiato Venezia.

Così fu. E i veneziani fecero le cose in grande ingaggiando per erigere l’opera il migliore sulla piazza: Andrea Palladio. Il tempio fu concluso nel 1592 e non venne malaccio. Così ogni anno il Senato con il Doge, le varie confraternite devozionali e il popolo vestito a festa ci andavano attraversando un lungo ponte di barche provvisorio tra le due rive del canal della Giudecca.

Oggi a provare il beccheggio panoramico sono invece le nove congregazioni del clero veneziano e moltissimi affezionati che fanno la spola e si godono lo spettacolo. Ma il bello deve ancora venire, perché nei secoli la notte della vigilia la liturgia si è scansata a favore di un rito pagano collettivo.
 

Dalle prime ore del pomeriggio di sabato vi consigliamo di prendervi un’ombra e un cicheto al bacaro storico dei “Do Mori” e sedervi dove vi pare sul Canal Grande. Da li vi passerà davanti in tre giri di lancette tutto l’arsenale veneziano vestito a festa: Gondole e Gondolete, Batèle, Còfani, Mascarète, Bragozzi, Sanpieròte, Sàndoli (occhio alla pronuncia… si dice Sandai). Ad “armare” cotanta flotta sarà il meglio della gastronomia veneziana, per imbandire un enorme pic-nic a filo d’acqua.

 
Atto finale. A mezzanotte i fuochi d’artificio illuminano la laguna a giorno rendendo ancora più suggestiva la notte veneziana. Raccomandazioni per per chi rimane a terra e non ha un partente venesian: consolatevi e difendete il vostro fazzoletto sulla riva delle Zattere. Vi rifarete dopo la mezzanotte, in una delle feste pazze che continuano fino al mattino, magari al Lido.

INFORMAZIONI UTILI
Il transito solo pedonale sul ponte di barche dal molo Zattere alla Basilica del Redentore è ammesso dalle 19 di sabato 15 alle 22 di domenica 16 luglio.
Alle ore 23.30 di sabato 15 spettacolo pirotecnico in Bacino di San Marco.
Regate del Redentore (stagione Remiera 2017) – canale della Giudecca: domenica 16, ore 16 regata dei giovanissimi su pupparini a 2 remi; ore 16.45 regata su pupparini a 2 remi; ore 17.30 regata su gondole a 2 remi.
Dettagli e aggiornamenti su accessi ed eventi collegati alla festa del Redentore sulla pagina dedicata del comune di Venezia.