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Nella città francese dove si vive bene. Tra opere ispirate a Verne e aperitivi di tendenza

Cosa fare a Nantes - il racconto del nostro inviato, prima puntata

di 
Mark Perna
10 Aprile 2015
In questo weekend vi proponiamo il live trip del nostro inviato Mark Perna a Nantes, nella Loira (#inviaggioconme). Oggi, domani e dopodomani pubblicheremo in diretta le sue impressioni dalla città francese. Seguiteci!
 
Dopo aver esplorato per il Touring la Normandia, ora è la volta della Bretagna storica, quella di Nantes. A dire il vero ora la città fa parte del dipartimento della Loira Atlantica, ma qui si è consumata una buona parte della storia di Francia attraverso i complicati intrecci vissuti dal ducato di Bretagna. Tuttavia la storia non è la ragione principale per la quale ho deciso di venire a Nantes, il motivo è scoprire perché tanti giovani e diversi parigini hanno deciso di trasferirsi qui a vivere. Si dice che la qualità della vita sia molto elevata e che, nonostante il tempo sia estremamente variabile per via delle correnti atlantiche, a Nantes si viva bene, molto bene. E’ presto per confermare questa voce, ma da quello che ho potuto notare in questo primo giorno di viaggio sembrerebbe così.
 
LA PACE DI NANTES
Nantes è una meta ideale per un weekend diverso, anche perché è servita con voli diretti da Milano, Venezia e Roma. Dal capoluogo lombardo con la compagnia aerea Hop! di Air France ci vuole poco più di un’ora di volo. Comodo.
Approfittando degli sporadici raggi di sole alternati alla pioggia e vento che sono ingredienti comuni di questa terra, ho passato in rassegna in un pomeriggio tutte le principali attrazioni del centro storico. Ho corso un po’ per avere subito una preview e quello che mi ha colpito immediatamente è la pace che si respira. Il centro è infatti quasi del tutto interdetto al traffico e i sui punti estremi si raggiungono facilmente camminando o prendendo le biciclette comunali che si trovano ovunque.

Nantes è la città di che ha dato i natali a Jules Verne quindi una visita al museo a lui dedicato vale la pena, come sono mete indispensabili da collezionare anche quelle che portano al Castello dei Duchi di Bretagna e alla Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo. Tuttavia due attrazioni sono piuttosto peculiari di questo luogo. La prima è il Memoriale dell’abolizione della schiavitù, un luogo suggestivo e simbolico che ricorda non solo il passato di Nantes come punto di approdo lungo la tratta dei negri, ma che fa riflettere sulle moderne forme di sfruttamento. Da non perdere. Altrettanto singolare, ma con tonalità decisamente più ludiche è il complesso chiamato Les Machines de l’Île. La Galleria delle Macchine sorge dove un tempo venivano costruite le navi nel vecchio porto industriale della città. Sono delle attrazioni, simili a giostre, che consentono letteralmente alla fantasia di prendere vita. Il grande elefante, diventato simbolo spontaneo della città, richiama ogni giorno molte persone. Vedere questo gigante meccanico muoversi per il piazzale de l’Île è davvero un’esperienza singolare.
 
IL MUSCADET A LE NID
Per onorare il primo approccio con Nantes mi sono anche concesso un altro rito imperdibile: l’aperitivo a base di Muscadet (vino autoctono) a Le Nid, un locale super trandy che si trova in cima alla Torre di Bretagna, luogo deputato a catturare il tramonto con una vista ideale della città (nella foto sotto). La prima cena, come una sorta di rito, va invece fatta a La Cigale. Il ristorante situato in un elegante edificio Art Noveau è una meta un po’ turistica ma necessaria.
 
A domani per continuare il nostro racconto!