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Continua la rassegna dei nomi più curiosi di chi abita nelle città e paesi d'Italia

Come si chiamano gli abitanti di Bagolino?

di 
Piero Carlesi
9 Febbraio 2015

Ci stiamo avvicinando alle giornate clou del Carnevale: è l'occasione per fare quattro passi fuori porta e conoscere da vicino le tradizioni carnevalesche più originali. Sul numero di febbraio della rivista Touring abbiamo dedicato spazio ai riti arcaici di Carnevale della Sardegna (vedi http://www.touringmagazine.it/articolo/3154/brivido-sardo) ora vi proponiamo una destinazione più vicina, specie per chi sta in Lombardia.

La nostra meta è Bagolino, in provincia di Brescia, paese dove il Carnevale è assai originale con molte maschere (i balerì e i maschèr), simili per certi versi a quello di Schignano in val d'Intelvi, nel Comasco. Ma come si chiamano gli abitanti di Bagolino? Verrebbe da dire “bagolini” o “bagolinesi”, invece no. Si chiamano bagossi, aggettivo del luogo, come il nome del dialetto bagosso e del formaggio locale, il bagoss, prodotto nelle casere della Val Sabbia.

 

CHE COSA NON PERDERE A BAGOLINO

Naturalmente il Carnevale, l'evento che attira in paese anche i turisti. L’abbigliamento dei balerì è costituito da giacca e pantaloni al ginocchio scuri e ornati da ricami, calze bianche lavorate a mano, camicia, cravatta, un lungo scialle di seta e un cappello ricoperto da una fettuccia rossa. L’altro aspetto folcloristico del Carnevale bagosso sono i maschèr che, travestiti da vecchio e vecchia, si divertono a fare scherzi alla gente.

 

La seconda cosa da non perdere è il famoso formaggio bagoss, che proviene dagli alpeggi della valle, tra il Gaver, il Croce Domìni e il Maniva; è preparato con lette vaccino e può costare, quello invecchiato tre anni, fino a 45 euro al chilo. Pregiato come il vero bitto della val Gerola.

 

I DINTORNI DI BAGOLINO

A 13 chilometri da Bagolino si trova Ponte Caffaro, antica dogana e posto di confine tra l'Italia e impero asburgico fino al 1918. Poco oltre, scavalcato il Chiese ed entrati in Trentino, si imboccano a destra la val d'Ampola e quindi la val di Ledro, raggiungendo Ledro, sull'omonimo piccolo lago, località Bandiera arancione del Tci per le qualità turistico-ambientali (60 chilometri di percorso complessivo). Nella frazione Molina di Ledro si trovano i resti di un villaggio palafitticolo dell'età del Bronzo e in riva al lago è stata ricostruita una capanna su palafitte; nei pressi da visitare anche il Museo delle palafitte che raccoglie oggetti di 4mila anni fa. A 6 chilometri da Molina di Ledro si trova Bezzecca, luogo legato alla storia d'Italia, celebre per la battaglia del 1866 nella Terza guerra d'indipendenza tra i volontari di Garibaldi e gli austriaci.

 

Per saperne di più acquistate e consultate la Guida verde Lombardia del Tci.